30 Dicembre 2012 | 09:34

Franco Battiato si racconta a Sorrisi: «Fabio Fazio mi voleva in gara a Sanremo»

Incontriamo Franco Battiato a Milano, mentre sta ultimando i preparativi di una lunga tournée (partirà il 19 gennaio da Bergamo, con un’appendice di sei date fra Parigi, Madrid e Londra): « “Apriti Sesamo” rientra nell’Olimpo della mia produzione, uno degli album più belli di tutta la mia carriera»...

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Franco Battiato si racconta a Sorrisi: «Fabio Fazio mi voleva in gara a Sanremo»

Incontriamo Franco Battiato a Milano, mentre sta ultimando i preparativi di una lunga tournée (partirà il 19 gennaio da Bergamo, con un’appendice di sei date fra Parigi, Madrid e Londra): « “Apriti Sesamo” rientra nell’Olimpo della mia produzione, uno degli album più belli di tutta la mia carriera»...

Foto: Franco Battiato

30 Dicembre 2012 | 09:34 di

«Pratico meditazione da 40 anni: sentivo con insistenza una voce interiore che ripeteva “Apriti Sesamo, apriti Sesamo”, come un mantra. Così è nato il titolo di questo album». Incontriamo Franco Battiato a Milano, nello studio dove sta registrando la versione spagnola del disco per quattro settimane nella top 10 della Superclassifica. Sta ultimando i preparativi di una lunga tournée (partirà il 19 gennaio da Bergamo, con un’appendice di sei date fra Parigi, Madrid e Londra). Nel frattempo, per non farsi mancare nulla, è entrato nella giunta regionale siciliana presieduta da Rosario Crocetta, nella quale occupa il posto di assessore del turismo, dello sport e dello spettacolo.

Presentando l’album due mesi fa, Sorrisi parlava di «puro stile Battiato, dove echi di musica classica si mischiano a richiami popolari, un operista del ’700 si alterna a detti arabi-siciliani». Battiato, si riconosce in questa definizione?
«Perché no? Aggiungo che per me “Apriti Sesamo” rientra nell’Olimpo della mia produzione, uno degli album più belli di tutta la mia carriera».

Di solito si pensa che un cantautore butti giù di getto una canzone, seguendo l’ispirazione del momento. Nei suoi brani però ci sono filosofia, religione, spiritualità, citazioni dotte…
«L’ispirazione iniziale è necessaria, certo. Ma non è come nelle vignette, la luce che si accende all’improvviso. Alla scintilla iniziale bisogna mettere a disposizione la professionalità, è un lavoro molto lungo. Una volta ho visto in tv un cantautore, di cui non voglio certo dire il nome, che spiegava di aver scritto un brano in tre minuti: “E si sente!” ho pensato io».

Nelle sue canzoni ci sono il rimpianto per il tempo che passa, i limiti dell’esistenza umana e la sua follia. È pessimismo?
«Può essere che qualcuno lo legga così. Ma dal mio punto di vista è esattamente il contrario: capire la fine della materia è un modo per comprendere che non siamo eterni, che occorre coltivare una via d’uscita. Tenendo conto di quello che viene prima e dopo l’esistenza. Non c’è pessimismo, anzi, io non vedo l’ora di vivere questo passaggio».

In «Passacaglia» dice: «Ero in quinta elementare/entrai per caso nella mia esistenza». Doveva essere il 1956: che cosa successe?
«Mi ha riportato indietro nel tempo la mia maestra delle elementari, che mi consegnò negli Anni 80 un mio tema dove scrivevo: “Io chi sono?”. A casa non ci potevamo permettere libri o giornali, e lo dico con orgoglio: quella mia riflessione di bambino significa che avevo già vissuto altre vite».

I testi delle sue canzoni non sono certo semplici, eppure il pubblico da sempre dimostra di apprezzarli.
«Non sono difficili, contengono due ingredienti che si fondono come per magia: la profondità e il piacere. Il pubblico gradisce? Vuol dire che c’è un’onda che sta crescendo».

Infatti nel brano «Il serpente» dice: «Da qualche parte un uomo nuovo sta nascendo». Qual è l’origine di questo germoglio?
«Bisogna dire grazie alla politica. È stata così devastante da spingere la gente a dirigersi verso altre mete».

La politica: in Sicilia lei è entrato nella giunta del governatore Crocetta. C’era bisogno di quest’impegno?
«Non intendo fare il politico. Metto la mia esperienza a disposizione della mia terra».

Intervistato da Lilli Gruber, una volta ha detto di non essere né di destra né di sinistra.
«È così. Io sto in alto. E non amo dare ordini né riceverne».

Stando in alto, se si cade ci si fa più male…
«Bella, la prendo come una battuta…».

Occupandosi di politica è facile finire nelle polemiche. Per esempio, qualcuno s’è chiesto come può fare l’assessore e nello stesso tempo essere in tour.
«I patti col governatore Crocetta erano questi fin dall’inizio. Io faccio cultura, che non vuol dire stare tutto il giorno dietro una scrivania a firmare carte e mettere timbri».

La tournée, appunto. Come si sta preparando?
«Fisicamente sono in buona forma, ho perso tutti i chili presi dopo aver smesso di fumare».

Ha aspettative, paure?
«No, non ne ho mai avute. Sono sul palco come sono ora qui di fronte a lei. Non mi pre-allarmo e non pre-gusto».

Che rapporto ha con il suo pubblico durante i concerti?
«Una fan sotto il palco una volta disse: “Sei bello!”. “Vai dall’oculista” mi son detto. Non capisco la sessualità che passa nei concerti, vedi Madonna, o chi fa mosse maliziose, roba da matti.
Allora dovrebbero fare musica erotica».

E Sanremo? Ha visto l’elenco dei cantanti?
«Gli interpreti sono tutti bravi, secondo me. Ora bisogna sentire le canzoni. Fazio ha fatto un’operazione coraggiosa».

A proposito, l’ha sentito?
«Sì, mi ha chiesto di esserci. Gli ho risposto inviandogli le date del tour, dal 19 gennaio al 4 aprile…».