12 Novembre 2011 | 13:51

GEORGE MICHAEL: a Milano, un concerto non convenzionale. No (o quasi) alle hit, sì a cover e rarità

11 novembre 2011, il Forum di Assago è sold out per la prima delle due date milanesi di Symphonica, il quinto tour solista della star inglese. Ecco la cronaca di un concerto ricco di emozioni e rarità...

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GEORGE MICHAEL: a Milano, un concerto non convenzionale. No (o quasi) alle hit, sì a cover e rarità

11 novembre 2011, il Forum di Assago è sold out per la prima delle due date milanesi di Symphonica, il quinto tour solista della star inglese. Ecco la cronaca di un concerto ricco di emozioni e rarità...

12 Novembre 2011 | 13:51 di

George Michael: Symphonica, The Orchestral Tour
George Michael: Symphonica, The Orchestral Tour

Sorrisi.com ha seguito per voi George Michael nel suo “Symphonica – The Orchestral Tour” a Milano l’11 novembre 2011, una data magica come questo concerto al Mediolanum Forum di Assago, trasformatosi per l’occasione in un teatro classico e contemporaneo, due parole cardine di uno spettacolo intenso.

L’artista 48enne, in splendida forma, si presenta con una scaletta selezionata che lascia poco spazio ai suoi più grandi successi, che ritroveremo quasi solo sul finale come regalo dovuto a chi ama (e sono tanti) la sua anima più fresca e positiva.

La prima parte del viaggio, perché di viaggio musicale si è trattato, parte da “Through” contenuto in “Patience” del 2004 e continua con “My Baby Just Cares For Me“, cover di Nina Simone, una delle tante proposte fuori dal repertorio di George Michael che hanno dato un sapore dolce e ipnotico alla serata.

Evento incantevole e straniante, come gli effetti grafici del maxi schermo concavo. Una particolarissima resa tridimensionale ci ha lasciati senza fiato. Un concerto avvolgente e intimo che ha raggiunto i suoi momenti più alti nella commovente “Cowboys & Angels” e in  “You have been loved”, dedica alla madre scomparsa.

Venti minuti di pausa e l’atmosfera cambia radicalmente, in una escalation di emozioni che nella prima parte faticavano a emergere prepotenti, messe in secondo piano dalla perfezione stilistica e dall’incanto dell’orchestra sinfonica.

Importanti, in questa parte conclusiva, sono stati “John And Elvis Are Dead“, dove i volti dei grandi del pianeta (da Nelson Mandela a Madre Teresa di Calcutta, passando per Diana) hanno fatto capolino in un video eccellente sullo sfondo. Il ritmo – e la febbre del pubblico – sale con “Roxanne” del ’99 fino all’inedito “Where I hope you are“, brano scaturito dalla fine della relazione con il suo ultimo ex storico Kenny Goss.

Sublime l’omaggio a Amy Winehouse (ricordiamo che George Michael è stato uno dei primi artisti a aver portato sul palco un omaggio alla carriera di Amy dopo la tragica scomparsa) e lodevole “Russian Roulette” di Rihanna, in un’interpretazione straordinaria, aiutata dalle sonorità conturbanti di un brano del quale George è inaspettatamente fan.

Il divertimento è conclamato, il pubblico non resiste alla tentazione di ballare. Arriva davanti al palco, correndo, alle prime note di “Feeling Good“, accompagnato dalla sensualità delle immagini esclusive di Dita Von Teese, nel suo irresistibile fascino. Ed è subito dance.

C’è spazio ancora per il bis (con i suoi più grandi successi, come “Amazing“, “I’m Your Man” degli Wham e “Freedom 90“), per poi uscire e rientrare per una toccante versione di  “I remember you“, un classico degli anni ’40 cantato anche dai The Beatles, Bjork e Diana Krall, con cui ha certamente voluto ricordare Anselmo Feleppa, fidanzato morto di Aids nel 1993.

Un concerto forse per alcuni inaspettato, per altri disatteso. Certamente si è trattato di uno spettacolo di perfezione stilistica, di grandissima qualità e con un personaggio che non lascia nessuna sbavatura, nemmeno accidentale, alla sua performance. Perfezione, eleganza e stile. Un concerto eccellente per una carriera che ha avuto tante vite, ma un pubblico sempre entusiasta e fedele.