06 Novembre 2011 | 09:01

GIANLUCA GRIGNANI, l’intervista: «Le mie canzoni di pancia»

«Sono stati mesi difficili, ho lavorato 24 ore su 24 per incidere l’album, preparare il tour e partecipare a “Star Academy”». Gianluca Grignani è stanco ma soddisfatto.Con il suo nuovo cd, «Natura Umana», alza l’asticella. «Le canzoni sono state scritte in pochissimi giorni, in un mese al massimo» spiega a Sorrisi...

 di

GIANLUCA GRIGNANI, l’intervista: «Le mie canzoni di pancia»

«Sono stati mesi difficili, ho lavorato 24 ore su 24 per incidere l’album, preparare il tour e partecipare a “Star Academy”». Gianluca Grignani è stanco ma soddisfatto.Con il suo nuovo cd, «Natura Umana», alza l’asticella. «Le canzoni sono state scritte in pochissimi giorni, in un mese al massimo» spiega a Sorrisi...

06 Novembre 2011 | 09:01 di

Gianluca Grignani

«Sono stati mesi difficili, ho lavorato 24 ore su 24 per incidere l’album, preparare il tour e partecipare a “Star Academy”». Gianluca Grignani è stanco ma soddisfatto, anche della sua esperienza nello sfortunato talent di Raidue, chiuso per bassi ascolti dopo tre puntate. «Mi sono divertito molto. Forse era un programma troppo “giovane”, che non ha avuto il tempo per svilupparsi e crescere. Mi dispiace solo per i ragazzi».

Con il suo nuovo cd, «Natura Umana», Grignani alza l’asticella. «Le canzoni sono state scritte in pochissimi giorni, in un mese al massimo» spiega a Sorrisi. «In così poco tempo ho concentrato tutto quello che avevo nello stomaco, nella testa e nel cuore. E sono riuscito a realizzare 11 canzoni degne di essere chiamate tali. Ho usato strumenti vintage, registrando voci e chitarre su nastro e non in digitale. Ogni brano, insomma, è figlio del mio sangue».

Nella copertina del cd lei urla contro se stesso. Perché?
«Volevo mostrare i due volti dell’essere umano. Avevamo dieci copertine possibili, ma non ce n’era una che mettesse d’accordo tutti. Questa rispecchia bene i contenuti dell’album. Esprime forza, istinto, suono ed energia».

Un po’ come quella che si sente nel primo singolo «Un ciao dentro un addio». Sono tanti i fan che sul web hanno scritto di aver pianto dopo averla ascoltata…
«Mi fa letteralmente impazzire, è la prima canzone che ho inciso per questo disco. Ha un testo che colpisce e arriva al cuore con semplicità. Non si fa nemmeno in tempo a rendersene conto che già lo vivi. “Quello che rimane dell’oblio è un ciao dentro un addio” è una frase importante, di forte peso».

Qual è il filo conduttore di «Natura Umana»?
«La consapevolezza che l’uomo è nemico di se stesso. La nostra società è legata a stereotipi vecchi, che ci fanno dimenticare quali sono le priorità. La nuova generazione è chiamata a a cambiare questa situazione. Io lo faccio esprimendo un pensiero sociale in musica, stando dalla parte della gente. Per vivere in un mondo dove ci si possa esprimere e non avere un muro di fronte agli occhi. Ho voglia di guardare al di là».

I suoi fan la amano, visceralmente. Cosa pensa di aver insegnato loro in questi anni?
«Che il successo è la più grande invenzione dell’uomo, che non esiste. Porto in musica il mio essere in una linea di confine. La cosa che riesco a fare meglio nella vita è rimanere in bilico senza perdere l’equilibrio».

Però lei è considerato un artista maledetto, senza regole. Altro che equilibrio.
«Sono un musicsta, un cantautore elettrico. Ascolto tutti e tutto, ma nella vita preferisco dare importanza alle cose che valgono per me. Il mio lavoro è fare musica e dire quello che penso. Quando non riesco a farlo, combatto per riuscire comunque a raggiungere il mio obiettivo».

Ha raccontato di essere diventato introverso quando era molto giovane. E’ ancora viva questa timidezza?
«Sì, ma ho imparato a difendermi, perché spesso la timidezza viene scambiata per debolezza. Ho dovuto tirare fuori la voce e il carattere. Nella vita bisogna fare di tutto affinché le paure diventino sicurezze. Io, di queste paure, probabilmente ne ho fatto un lavoro».

Come sono nate queste paure?
«Ho subito una tentata violenza sessuale nell’82, quando l’Italia vinse i Mondiali di calcio. Avevo 10 anni. E’ un episodio che mi ha seganto profondamente e che ho raccontato anche nella mia biografia. Ho deciso di renderlo pubblico perché è giusto che si parli a testa alta di certi temi, legati al mondo dei bambin»i.

I bambini sono nel suo album, nel coro di uno dei brani più interessanti del disco, «Sguardi».
«Nel pezzo si parla proprio di loro, con l’aiuto di un coro di giovani cantanti. Un’esperienza emozionante.I bambini sono la purezza, gli esseri umani del futuro. E non mi stancherò mai di difenderli».