08 Gennaio 2013 | 12:32

Gianna Nannini, nel nuovo album «Inno» anche una canzone di Tiziano Ferro. La recensione

Nel primo grande disco del 2013, Gianna Nannini riabbraccia la sua natura più tagliente. La prima sorpresa arriva con «Nostrastoria», brano firmato da Tiziano Ferro, l’esatto punto d’incontro tra la penna estrosa del cantautore di Latina (un po’ rap, un po r&b) e le chitarre energiche che dominano l’arrangiamento...

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Gianna Nannini, nel nuovo album «Inno» anche una canzone di Tiziano Ferro. La recensione

Nel primo grande disco del 2013, Gianna Nannini riabbraccia la sua natura più tagliente. La prima sorpresa arriva con «Nostrastoria», brano firmato da Tiziano Ferro, l’esatto punto d’incontro tra la penna estrosa del cantautore di Latina (un po’ rap, un po r&b) e le chitarre energiche che dominano l’arrangiamento...

Foto: Jean-Baptiste Mondino

08 Gennaio 2013 | 12:32 di

Nel primo grande disco del 2013, Gianna Nannini riabbraccia la sua natura più tagliente e la miscela con sapienza al romanticismo lirico che aveva caratterizzato gli ultimi tre album. «Inno», che esce il 15 gennaio sull’onda del successo del primo singolo «La fine del mondo», è stato composto dalla cantautrice toscana con i suoi storici collaboratori, Pacifico e Isabella Santacroce. L’album, ascoltato da Sorrisi in anteprima, è un labirinto rock che non perde però i caratteri orchestrali garantiti dagli archi diretti da Wil Malone.

La prima sorpresa arriva con «Nostrastoria», brano firmato da Tiziano Ferro, l’esatto punto d’incontro tra la penna estrosa del cantautore di Latina (un po’ rap, un po r&b) e le chitarre energiche che dominano l’arrangiamento. Attesa, arriva poi la carezza alla figlia Penelope in «Ninna Nein», la nota più romantica di tutto il disco. Dietro ogni nota, Gianna Nannini è pronta a sorprenderci con un accenno, un attacco di voce inaspettato. Ci spiazza, proviamo a rincorrerla, ma lei è imprevedibile. Trasgressiva e tradizionale nello stesso tempo, ci coccola nel brano «In The Rain» e poi ci fa sussultare in «Scegli me», potenziale singolo che inizia sfiorando addirittura il metal. Un’impronta graffiante che arriva poi a citare Adriano Celentano nel verso «Il mio bacio è come un rock».

La canzone che dà il titolo all’album è invece un rock più allegro, così come la sensuale «Dimmelo chi sei». L’amore secondo le canzoni di «Inno» è un motore che porta fuori da ogni crisi e sta al di sopra di ogni cosa. Nel brano «Tornerai», Gianna canta: «Tutti noi siamo fragili, è per questo che ci amiamo». Infine ci saluta con un brano dal titolo geniale: «Sex, drugs and beneficenza».