16 Febbraio 2009 | 07:03

Franco Grillini contro la canzone di Povia: «Baciamoci al Festival»

«La canzone di Povia è omofoba e volutamente provocatoria» dice a Sorrisi Franco Grillini, il presidente dall’Arcigay. «Gli omosessuali non sono degli infelici. E tutti lo vedranno a Sanremo davanti all’Ariston»

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Franco Grillini contro la canzone di Povia: «Baciamoci al Festival»

«La canzone di Povia è omofoba e volutamente provocatoria» dice a Sorrisi Franco Grillini, il presidente dall’Arcigay. «Gli omosessuali non sono degli infelici. E tutti lo vedranno a Sanremo davanti all’Ariston»

16 Febbraio 2009 | 07:03 di

Franco Grillini
Franco Grillini

Ho riletto diverse volte il testo di Povia perché stentavo a credere che un simile cumulo di banalità pseudo psicologiche e di livore antigay potesse trasformarsi in una canzone, per di più al festival di Sanremo dove l’attenzione e l’audience solitamente sono molto alti. Tutti sanno che la polemica va avanti ormai da mesi ed è stata sapientemente dosata, giorno dopo giorno, con lo scopo di avere il massimo dell’attenzione e dell’esposizione mediatica, non a caso il testo viene reso noto solo adesso su Sorrisi. In futuro gli studenti di comunicazione potranno analizzare con quale cinismo è stata costruita la notizia di una canzone «politically incorrect», volutamente provocatoria, esplicitamente omofoba, prendendo a prestito il racconto (non sappiamo quanto sincero) di tal Luca Tolve il quale, dopo averne fatte di tutti i colori, sputa veleno sugli omosessuali e si dichiara «guarito» con un percorso guarda caso molto simile a quello del brano di Povia.

Povia ci racconta di una infanzia senza padre e con madre dominante (in Italia i bambini che vivono con un solo genitore sono un milione e centomila) «colpevole» di non aver saputo tirar su un figlio etero. Da questa situazione, secondo Povia, un maschio non può che diventare gay e cadere tra le braccia del porco profittatore di turno molto più grande di lui che si sostituisce alla figura paterna facendone le veci.
Chi scrive è psicologo ed ha avuto una infanzia esattamente opposta a quella descritta da Povia: padre molto presente, madre un po’ meno, come la mettiamo? E come me tantissimi altri. Moltissimi eterosessuali hanno avuto la madre presente e il padre assente. Si sa che molti genitori maschi preferiscono fare altro e delegano alla moglie il compito di accudire i figli. L’orientamento sessuale non
dipende quindi dal tipo di educazione e nemmeno dalla presenza o meno di uno dei due genitori. A un certo punto della vita ti accorgi di essere gay e l’unica possibilità di scelta è quella di vivere bene con la propria identità, costruendoti una relazione soddisfacente e sposandoti con il tuo uomo laddove questo è consentito dalle leggi.
In Italia no, ovviamente, perché qui, causa Vaticano, è vietato tutto e chissà quando sarà possibile ciò che invece è scontato in quasi tutti i paesi europei. «C’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la pensava uguale». Quindi se ne deduce che per Povia l’omosessualità non è “naturale”  chiamando a sostegno Sigmund Freud. In realtà se c’è una cosa naturale è proprio l’omosessualità non solo e non tanto perché esiste in natura tra le specie animali come ha dimostrato magnificamente la bellissima mostra di Genova esposta fino a poco tempo fa al museo delle scienze. Ma lo stesso Freud dice esattamente il contrario di ciò che Povia gli attribuisce e non è molto onesto dire bugie in questo campo. Nel suo bellissimo libro del 1905 «I tre saggi sulla sessualità» Freud ci spiega che la sessualità umana va in tutte le direzioni e «anche l’interesse sessuale esclusivo dell’uomo per la donna è un problema che ha bisogno di essere chiarito e niente affatto una cosa ovvia» (aggiunta di Freud del 1914 ai 3 saggi, ciò significa che ci aveva pensato bene).
«Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità». Nella vita reale Povia ci ha detto di aver  avuto una relazione gay durata 7 mesi, poi ha smentito dicendo (Ansa, 10 febbraio) che aveva voluto scherzare e che non ce l’ha con i gay e che vorrebbe persino andare al gay pride. No grazie, caro Povia. Ti sei fatto una gran pubblicità sparando veleno su di noi, adesso per favore niente scuse e niente assoluzioni, continua pure a frequentare i vari “family day” e le sacrestie odorose d’incenso.
In quanto alla felicità sappi che ci sono milioni e milioni di gay, lesbiche e trans assolutamente felici, con bellissime storie d’amore. L’infelicità per gli omosessuali viene tutta da chi, come te, passa il suo tempo a parlare male di noi e da chi usa il veleno antigay per farsi un po’ di facile promozione.
È per questo che saremo al festival con ironia e leggerezza. Ci baceremo davanti all’Ariston come abbiamo fatto il 14 febbraio con il kiss crossing agli angoli delle strade. Così potrai vedere dal vivo quanti sono i gay, le lesbiche e i trans felici di essere tali e che ringraziano la «natura» di averli fatti così.


di Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, presidente Gaynet, associazione giornalisti gay