Home MusicaI Giovani di Sanremo 2013, Ilaria Porceddu si racconta: «mi sono ispirata a Fellini»

05 Febbraio 2013 | 13:15

I Giovani di Sanremo 2013, Ilaria Porceddu si racconta: «mi sono ispirata a Fellini»

Ilaria Porceddu è nata a Cagliari il 16 ottobre del 1987. La sua partecipazione a «X Factor» nel 2008 l’ha portata fino in semifinale. «Ma da allora sono passati cinque anni, nei quali sono cresciuta, ho cercato le mie radici e ho composto tanta musica. Sanremo è una nuova partenza per la mia carriera di cantautrice».

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I Giovani di Sanremo 2013, Ilaria Porceddu si racconta: «mi sono ispirata a Fellini»

Ilaria Porceddu è nata a Cagliari il 16 ottobre del 1987. La sua partecipazione a «X Factor» nel 2008 l’ha portata fino in semifinale. «Ma da allora sono passati cinque anni, nei quali sono cresciuta, ho cercato le mie radici e ho composto tanta musica. Sanremo è una nuova partenza per la mia carriera di cantautrice».

05 Febbraio 2013 | 13:15 di Redazione

Ilaria Porceddu è nata a Cagliari il 16 ottobre del 1987. La sua partecipazione a «X Factor» nel 2008 l’ha portata fino in semifinale. «Ma da allora sono passati cinque anni, nei quali sono cresciuta, ho cercato le mie radici, mi sono laureata in etnomusicologia sui canti sardi a chitarra, e ho composto tanta musica. Sanremo è una nuova partenza per la mia carriera di cantautrice».

Come è nata la tua passione per la musica?
«Mio padre suonava la chitarra e da bambina mi faceva ascoltare De André, Dalla, De Gregori. A 6 anni gli ho chiesto di iscrivermi a una scuola di musica e a 10 anni avevo la mia prima band. Non ho più smesso di cantare»

A cosa hai rinunciato per la musica?
«A uscire con gli amici, alle discoteche, alle cene…ma non me ne sono mai pentita. Studiavo di giorno e la notte scrivevo la mia musica: ne è valsa la pena!»

Il pezzo che porti a Sanremo, «In equilibrio», come nasce?
«Mi ha ispirato il film di Fellini “La Strada”. L’idea è quella del circo come metafora della vita, siamo sempre alla ricerca di un equilibrio. Il ritornello è in sardo per esprimere la parte più primitiva in me. E’ come un urlo: sono orgogliosa e felice di vivere sul filo. La definirei una canzone pop ma cantautorale».

Di cosa parla?
«Parla dell’amore per la vita. L’amore universale, non solo di quello tra un uomo e una donna»

Come sarà il tuo look al Festival?
«Semplice. Dovrà farmi sentire a mio agio e vorrei che l’attenzione si concentrasse sulla canzone, più che sul vestito».

Avrai dei portafortuna sul palco?
«Le mie due fedi sarde»

Se dovessi vincere?
«La mia vittoria sarà andare su quel palco e cantare bene. Allora sarò felice al mille per cento. Se poi dovessi pure arrivare prima, sarà felice ancora di più!»

Il tuo preferito tra i giovani?
«Antonio Maggio, con cui ho condiviso l’esperienza di X Factor, e Nardinocchi, perché lo trovo estremamente moderno».