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07 Febbraio 2013 | 12:53

I Giovani di Sanremo 2013, intervista ai Blastema: «Il nome è nato sfogliando il vocabolario»

Unico gruppo in gara tra i giovani, i Blastema sono nati quasi per gioco dall’amicizia tra Matteo Casadei, il cantante, e Alberto Nanni, il chitarrista, compagni di scuola. Era il 1998. «Allora era più difficile emergere», dice Matteo. «Non c’erano i social network, si mandava il demo alle case discografiche e si sperava in una […]

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I Giovani di Sanremo 2013, intervista ai Blastema: «Il nome è nato sfogliando il vocabolario»

Unico gruppo in gara tra i giovani, i Blastema sono nati quasi per gioco dall’amicizia tra Matteo Casadei, il cantante, e Alberto Nanni, il chitarrista, compagni di scuola. Era il 1998. «Allora era più difficile emergere», dice Matteo. «Non c’erano i social network, si mandava il demo alle case discografiche e si sperava in una […]

07 Febbraio 2013 | 12:53 di Redazione

Unico gruppo in gara tra i giovani, i Blastema sono nati quasi per gioco dall’amicizia tra Matteo Casadei, il cantante, e Alberto Nanni, il chitarrista, compagni di scuola. Era il 1998. «Allora era più difficile emergere», dice Matteo. «Non c’erano i social network, si mandava il demo alle case discografiche e si sperava in una risposta». Poi si sono aggiunti Daniele Gambi, il batterista, e infine Luca Marchi, il bassista, il più giovane di tutti, che prima era il tecnico di palco, ma poi è stato indicato come erede dal precedente bassista.

Come nasce il nome Blastema?
«Sfogliando il vocabolario e cercando un nome che avesse sonorità simili a Nirvana, Marlene….un po’ cupe. Abbiamo trovato Blastema che era sufficientemente scuro come nome. Poi abbiamo scoperto che in greco significa germoglio…»

Che genere di pezzo è «Dietro l’intima ragione»?
«Una ballad rock. Non si è persi quando non si sa più dove andare ma quando non si sa più da dove si è partiti».

Litigate tra voi per la musica?
«Eccome… litighiamo, facciamo pace come succede in tutte le famiglie. Ma è un confronto utile, una funzione necessaria per affinare le nostre canzoni».

Cosa vi aspettate da Sanremo?
«Sappiamo bene qual è il nostro percorso. Sta per uscire un nuovo disco, faremo concerti. La cosa che ci piace di più è suonare dal vivo. E sulla nostra strada di musica e polvere ci hanno proposto un hotel a 5 stelle con tanto di idromassaggio. Ecco, Sanremo per noi è questo: possibilità di divertirci e di farci conoscere dalle persone che normalmente non ci seguono. Ci mettiamo alla prova e vediamo se la nostra musica è anche trasversale».

Avete dei portafortuna?
«Matteo: ho dei braccialetti regalati da una persona che è importante per me. Alberto: scrivo una parola, sempre la stessa, sulla mano. Daniele: userò le bacchette colorate con le quali ho suonato alle selezioni. Luca: non ho portafortuna, ma mi coccolerò per bene il basso»

Se foste i vincitori del festival?
«Sarebbe una lunga notte di baldoria»

Chi preferite tra i vostri colleghi?
«Andrea Nardinocchi, Antonio Maggio, Irene Ghiotto»