07 Ottobre 2010 | 21:22

Il coming out di Tiziano Ferro: «Sono pronto a vivere pienamente la mia omosessualità»

«Mi voglio innamorare di un uomo»: Tiziano Ferro fa «coming out» e racconta (al quotidiano Repubblica e al settimanale Vanity Fair) la conclusione di un percorso. «Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l'omosessualità...

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Il coming out di Tiziano Ferro: «Sono pronto a vivere pienamente la mia omosessualità»

«Mi voglio innamorare di un uomo»: Tiziano Ferro fa «coming out» e racconta (al quotidiano Repubblica e al settimanale Vanity Fair) la conclusione di un percorso. «Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l'omosessualità...

07 Ottobre 2010 | 21:22 di

Tiziano Ferro

«Mi voglio innamorare di un uomo»: Tiziano Ferro fa «coming out» e racconta (al quotidiano Repubblica e al settimanale Vanity Fair) la conclusione di un percorso. «Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità. Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio» dice il cantautore di Latina anticipando il contenuto dei suoi diari, diventati un libro («Tiziano Ferro, trent’anni e una chiacchierata con papà»), in uscita il 20 ottobre per Kowalski.

Nel suo diario, Tiziano riflette anche sul successo: «Nessuno lo capirebbe mai, ma credo che se mi svegliassi e non avessi più il successo, la prima cosa che farei sarebbe approfittarne. Andare in centro, fare danni, guardare le persone in faccia nell’ora di punta, non evitare i posti affollati, preoccuparmi sempre e solo di quello che succede dentro, mai di quello che succede fuori» racconta.  .

«Volevo vivere quella parte di me, smettere di considerarla un mostro, qualcosa di negativo, addirittura invalidante» continua Tiziano. I primi dubbi, spiega, risalgono alla sua adolescenza, quando aveva una fidanzata. Proprio a lei li confidò: «Le dissi che pensavo di essere attratto anche dai ragazzi. Mi rise teneramente in faccia, mi disse che non poteva essere vero. Poi arrivò il successo travolgente e Tiziano scelse di non vivere i propri sentimenti».

E aggiunge: «Non posso puntare il dito contro nessuno, solo contro me stesso. Tuttora non so spiegarmi perché considerassi l’omosessualità una specie di malattia. Non ho la presunzione di salvare nessuno, ma se il mio libro potesse aiutare qualcuno a evitare di perdere tutti gli anni che ho buttato via io, sarei felice». Le voci ricorrenti sulla sua omosessualità, spiega, «mi facevano una tale rabbia. Non perché non volessi passare per gay, ma perché la verità è che un fidanzato avrei voluto avercelo. E, invece, non avevo nessuno. Perché? Perché avrei dovuto vivere una doppia vita e io non ne sono capace. Mi dà fastidio quando si parla di accettazione dell’omosessualità. Io, semmai, sogno la condivisione. Una famiglia che accetti le mie scelte non mi basta, voglio che le viva insieme a me. E lo stesso vale per i miei amici. Ora che quella condivisione è diventata realtà, sono pronto a vivere pienamente. Cerco l’amore, la parte della vita che mi è mancata finora… Per il momento sono solo, ma spero presto di non esserlo più».