04 Aprile 2011 | 09:55

Il fenomenale Justin Bieber arriva in Italia, sabato al Forum di Assago

Come si misura il successo di una popstar? Nel caso del 17enne canadese Justin Bieber, l’idolo delle teenager che sabato si esibirà ad Assago (Milano) in un Mediolanum Forum stracolmo di ragazzine in delirio (le cosiddette «belieber»), è fin troppo facile. Bastano queste cifre: 10 milioni di dischi venduti in 14 mesi, mezzo miliardo di visualizzazioni su YouTube per il video di «Baby» (il più visto di sempre), oltre 100 prodotti ufficiali che portano il suo nome (vedi box a pagina 65), 24 milioni di amici su Facebook, più di 8 milioni su Twitter...

 di

Il fenomenale Justin Bieber arriva in Italia, sabato al Forum di Assago

Come si misura il successo di una popstar? Nel caso del 17enne canadese Justin Bieber, l’idolo delle teenager che sabato si esibirà ad Assago (Milano) in un Mediolanum Forum stracolmo di ragazzine in delirio (le cosiddette «belieber»), è fin troppo facile. Bastano queste cifre: 10 milioni di dischi venduti in 14 mesi, mezzo miliardo di visualizzazioni su YouTube per il video di «Baby» (il più visto di sempre), oltre 100 prodotti ufficiali che portano il suo nome (vedi box a pagina 65), 24 milioni di amici su Facebook, più di 8 milioni su Twitter...

04 Aprile 2011 | 09:55 di

Justin Bieber (foto Kikapress)

Come si misura il successo di una popstar? Nel caso del 17enne canadese Justin Bieber, l’idolo delle teenager che sabato si esibirà ad Assago (Milano) in un Mediolanum Forum stracolmo di ragazzine in delirio (le cosiddette «belieber»), è fin troppo facile. Bastano queste cifre: 10 milioni di dischi venduti in 14 mesi, mezzo miliardo di visualizzazioni su YouTube per il video di «Baby» (il più visto di sempre), oltre 100 prodotti ufficiali che portano il suo nome (vedi box a pagina 65), 24 milioni di amici su Facebook, più di 8 milioni su Twitter.

Nell’era del download illegale, primo responsabile della crisi dell’industria discografica mondiale, i numeri di Bieber sono davvero eccezionali. Eppure non riescono a raccontare pienamente la sua incredibile storia, che proprio su Internet ha avuto il suo inizio. Fino a cinque anni fa, Justin viveva con la famiglia in una casa popolare di Stratford, cittadina canadese di 32 mila abitanti: «Volevo giocare a golf ma non potevo permettermelo» ricorda «e allora mi sono dedicato alla musica».

Impressionata dalle esibizioni casalinghe del figlio, sua madre Pattie iniziò a pubblicare su YouTube i video di Justin per condividerli con amici e parenti. Pochi mesi dopo, nel 2007, il giovane manager americano Scooter Braun, il primo nell’ambiente musicale ad accorgersi della popolarità dei video di quel ragazzino bianco che cantava i successi della black music, convinse Pattie a trasferirsi con il figlio ad Atlanta, nel Sud degli Stati Uniti. Il resto è storia recente: l’inizio della collaborazione con la superstar Usher, il contratto con la Island Records, l’esordio discografico nel 2009 con il mini-album «My World», il successo del film-documentario «Never Say Never» (da noi uscirà in 3D il 21 aprile) e il tour mondiale che il 9 aprile farà tappa a Milano. Un concerto, ricco di effetti speciali e di elaborate coreografie, che non deluderà le «belieber» italiane: sul palco Justin non solo canta e balla, ma suona la batteria, la chitarra, il piano. Inoltre, entra in contatto con il pubblico volando da un lato all’altro dell’arena chiuso in gabbie metalliche, una delle quali a forma di cuore.

I più attenti, quella sera, noteranno un cambiamento nella sua voce, dovuto alla pubertà: «Sta diventando più profonda» spiega. «Era inevitabile, ma grazie alla mia vocal coach sto cercando di limitare i danni. Alcuni successi, però, adesso li devo cantare in una tonalità più bassa». Qualche settimana fa è cambiato anche il suo taglio di capelli: Justin ha detto addio al suo imitatissimo caschetto sostituendolo con un taglio più maturo e mettendo all’asta una ciocca, venduta per 48 mila dollari. Ma le novità non finiscono qui: perché il ragazzo sta crescendo ed è determinato a non fare la fine di altri bambini prodigio, giovanissimi idoli finiti nel dimenticatoio una volta diventati adulti. «Voglio migliorare come artista» ama ripetere Justin. «Voglio continuare ad amare ciò che faccio, cioè fare musica e far sorridere il pubblico. Spero di poterlo fare a lungo».