Home MusicaIntervista a Bryan Adams: «Ragazzi, cantate di più e state meno sul web!»

05 Ottobre 2017 | 11:15

Intervista a Bryan Adams: «Ragazzi, cantate di più e state meno sul web!»

Solo Sorrisi ha incontrato la popstar canadese che sta lavorando al musical di «Pretty Woman»

 di Giulia Ausani

Intervista a Bryan Adams: «Ragazzi, cantate di più e state meno sul web!»

Solo Sorrisi ha incontrato la popstar canadese che sta lavorando al musical di «Pretty Woman»

05 Ottobre 2017 | 11:15 di Giulia Ausani

«Scusa l’abbigliamento, sono appena andato a fare una nuotata». In effetti non ci si aspetterebbe mai di incontrare una star come Bryan Adams scalza, in pantaloncini e con i capelli ancora umidi per la doccia, eppure è così che si presenta nel bar dell’hotel di Zurigo dove ci siamo dati appuntamento. Si vede subito che è una persona riservata, ma mentre chiacchieriamo mi mostra orgoglioso lo sfondo del telefono, una foto delle sue due figlie di sei e quattro anni. E la prima cosa che fa quando ci presentiamo è parlare dell’ottima pasta pomodoro e basilico che ha mangiato l’ultima volta che è stato in Italia, dove tornerà a novembre per sei concerti del suo tour «Get Up!».

Bryan Adams, in edicola con Sorrisi il best of «Ultimate»

Come sta andando il tour?
«Non finisce mai! Ma a me piace lavorare così, ormai è dal 2000 che facciamo una decina di concerti al mese da qualche parte nel mondo».
In questi 40 anni di carriera come è cambiato il suo modo di affrontare il palco?
«Oggi non vedo l’ora di cantare ogni canzone, mentre all’inizio mi ritrovavo sempre a pensare al brano successivo. Adesso so che il pubblico lo conoscerà già, ed è eccitante».
Le è mai capitato di essere stufo di cantare una sua canzone?
«No, anche perché il più delle volte non devo nemmeno cantare le canzoni più vecchie e famose: è il pubblico a cantarle per me! Quindi se anche mi stancassi, ci sarebbero loro a darmi una mano. È davvero magico».
L’industria musicale negli ultimi anni è cambiata molto.
«In realtà io penso poco all’industria musicale perché mi sono sempre concentrato solo sul creare qualcosa dal nulla, che sia una canzone o un video. E penso che sia inutile pensare troppo al mercato perché tanto cambia sempre, puoi solo continuare a fare il meglio che puoi. E divertirti facendolo».
Alla luce di questo, che consiglio darebbe ai ragazzi che vogliono fare il suo mestiere?
«Gli direi che dovrebbero passare più tempo sulla loro musica e meno su Internet».
Non pensa che i social possano aiutare gli artisti a farsi conoscere?
«Solo se hanno buone canzoni. La musica è tutto, e quindi ai giovani artisti là fuori dico di concentrarsi sulle canzoni, dedicando tempo e impegno a questo genere di lavoro».
Lei è anche un fotografo: cosa accomuna musica e fotografia?
«Hanno in comune l’idea di creare qualcosa dal nulla. E in entrambe si fa tanto lavoro di squadra: io posso avere una buona idea di partenza ma ad aiutarmi ci sono tecnici della luce per i servizi fotografici e produttori e musicisti per le canzoni. Adoro questo cameratismo che si crea nell’arte».
Capita che lei debba fare servizi fotografici pubblicitari: come combina creatività e marketing?
«Cerco di pensare solo al lato artistico, anche perché con il marketing non saprei nemmeno da che parte cominciare! Cerco di creare qualcosa di bello sperando che funzioni».
Sta lavorando alle canzoni di un musical tratto da «Pretty Woman». Cosa può anticiparci?
«Sarà fenomenale. Io e Jim Vallance (co-autore storico di Adams, ndr) abbiamo scritto sia la musica sia i testi, ma non abbiamo ancora finito: durante le prove spesso ci accorgiamo di parti più deboli di altre e le riscriviamo. Ho riscritto la stessa canzone anche quattro volte...».
Ci saranno differenze sostanziali col famoso film con Julia Roberts?
«La storia naturalmente è la stessa, quella di una Cenerentola che si innamora di una persona inaspettata, ma con un’impronta più moderna: è la storia di una donna indipendente che ha il pieno controllo della sua vita. Non parla di un uomo che salva una donna: loro si salvano a vicenda, ed è questa la cosa più bella».
Qual è il segreto per avere successo nella musica?
«Penso che non si tratti solo di avere una bella voce. Devi avere anche le canzoni. Puoi essere il miglior cantante del mondo, ma se non hai una buona canzone allora cosa sei?».
Farà questo mestiere per sempre?
«Non so cos’altro potrei fare. Magari tornare a fare il lavapiatti. Ma temo non sarebbe altrettanto esaltante, no?». 

Le date italiane

Potrete vederlo dal vivo in sei città: Bryan Adams si esibirà il 10 novembre a Padova, l’11 ad Assago (Milano), il 12 a Torino, il 14  a Roma, il 15 a Rimini  e il 16 a Bolzano.