20 Febbraio 2013 | 21:38

Laura Pausini, la prima intervista concessa a Sorrisi vent’anni fa, dopo la vittoria a Sanremo

27 febbraio 1993: Laura è in lacrime e continua a scusarsi per l'emozione irrefrenabile che non riesce a controllare. Ha appena vinto con «La solitudine»: è confusa e non è abituata a firmare autografi, ma è circondata da coetanei che vogliono il suo autografo. Vent'anni dopo rileggiamo la prima intervista di Sorrisi a Laura Pausini...

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Laura Pausini, la prima intervista concessa a Sorrisi vent’anni fa, dopo la vittoria a Sanremo

27 febbraio 1993: Laura è in lacrime e continua a scusarsi per l'emozione irrefrenabile che non riesce a controllare. Ha appena vinto con «La solitudine»: è confusa e non è abituata a firmare autografi, ma è circondata da coetanei che vogliono il suo autografo. Vent'anni dopo rileggiamo la prima intervista di Sorrisi a Laura Pausini...

20 Febbraio 2013 | 21:38 di

Sanremo, 27 febbraio 1993

È in lacrime e continua a scusarsi per questa emozione irrefrenabile che non riesce a controllare. Laura Pausini, la più giovane partecipante di questa edizione del Festival, ha vinto. È confusa e non è abituata a firmare autografi, ma è circondata da coetanei che vogliono la sua firma sul block-notes.

Laura, come hai saputo della vittoria?
«Sono arrivati i miei discografici e mi hanno detto qualcosa, mentre un sacco di persone lì, dietro il palco, si complimentavano con me. Ci ho messo qualche minuto per rendermene conto…».

Che cosa hai pensato in quel momento?
«Che mi sembrava un sogno. Lo so, sembra banale, ma se penso che fino all’anno scorso ero nella mia casa a guardarlo alla televisione… E oggi sono qui con il premio in mano».

Chi ti piaceva al Festival del 1992?
«Paolo Vallesi, la sua canzone era, secondo me, la più bella. E lui ha una bellissima voce».

Chi sono i tuoi cantanti preferiti?
«Il mio mito è Claudio Baglioni, la sua musica ha accompagnato la mia vita. L’ascolto mentre studio e anche prima di andare a dormire. Mi piace molto anche Mietta. Sai, vista di persona è bellissima».

Quando hai cominciato a cantare?
«A 8 anni. Mio padre Fabrizio ha un duo, Les Copains, e canta e suona il pianoforte nelle sale da ballo. Ho iniziato con lui e ho cominciato a salire sul palco il sabato e la domenica. Poi, piano piano, questo hobby si è trasformato in un lavoro».

Che repertorio proponevi?
«Liza Minnelli, Whitney Houston, Edith Piaf; Mina e Mietta, fra le italiane. E anche Baglioni, naturalmente».

E con la scuola, come fai?
«Io continuo. Frequento il quinto anno dell’Istituto d’arte e ceramiche a Faenza e faccio pochissime assenze. Beh, per Sanremo sono mancata per una settimana».

Come hai vissuto la vigilia del Festival?
«Il giorno più brutto è stato martedì, quando dovevo cantare per la prima volta. Se sono emozionata mi prendono certi crampi allo stomaco… Quando ho attaccato la canzone, però, mi sono ripresa e ho dimenticato tutte le ansie e i dolori che avevo prima. Nei giorni successivi è andata meglio, anche se tutte le interviste, i servizi fotografici… Non pensavo che fosse così caotico e… bellissimo».

Dopo aver conquistato il primo posto, a chi hai telefonato?
«A nessuno perché le persone a cui voglio bene erano tutte con me. Mia madre Giovanna, che fa la maestra d’asilo, e la mia sorella sedicenne, Silvia. Purtroppo sabato sera mio padre era a suonare in un locale, ma mi ha fatto la sorpresa di arrivare nel cuore della notte. Mica tanto sorpresa, però, perché io me l’aspettavo…».

E non c’era il tuo ragazzo?
«Lui non ci tiene che ne parli… Comunque si chiama Paolo, ha 23 anni e fa il perito tecnico industriale. Ma il cognome non posso dirlo sennò si arrabbia».

Come sei arrivata al Festval?
«Ho vinto la rassegna “Sanremo famosi” nel ’91 e il maestro Angelo Valsiglio, dopo avermi vista in televisione, mi ha telefonato a casa e ci siamo incontrati. Abitiamo vicini, lui è di Faenza.
Abbiamo realizzato un paio di provini e li abbiamo portati alla Cgd, dove sono piaciuti. E mi hanno presentato per le selezioni».

Parliamo della canzone «La solitudine».
«Alcuni giornalisti hanno scritto che era banale, ma non l’hanno forse ascoltata con attenzione. È una storia bella, quella di una ragazza che viene lasciata, ma capisce che l’amore è la forza per uscire dalla solitudine».

Fra i tuoi compagni di avventura chi ti è piaciuto?
«C’erano molte canzoni belle: Bracco Di Graci, Gerardina Trovato… Non saprei».

Secondo te che cosa ha convinto la giuria a votarti?
«Che domanda difficile, non lo so… Credo sia piaciuta la canzone. Tanti addetti ai lavori mi hanno fatto i complimenti per la mia voce. Ma io non capisco ancora come ho fatto…».

Forse l’esperienza che hai maturato sul palco insieme con tuo padre ti ha aiutata…
«No, no… È tutt’altra cosa… Essere all’Ariston, di fronte a tutta quella gente, così al centro dell’attenzione… Sai, mi sembrava di essere una principessa!».

Hai già dei progetti?
«Fra un mese uscirà il mio primo album prodotto da Valsiglio e Marco Marati. Non abbiamo ancora deciso il titolo: dopo questa vittoria ci voglio pensare bene».