Home MusicaMarco Masini, l’intervista: «Dopo la vittoria a “I migliori anni” canto la mia storia dal vivo»

02 Aprile 2013 | 01:35

Marco Masini, l’intervista: «Dopo la vittoria a “I migliori anni” canto la mia storia dal vivo»

«La mia solitudine la uso come una sfida per raccontare davvero la mia storia. A partire dagli anni 70, con tanti inserti sonori, anche di pochi secondi, di esperienze come il DJ, passando per gli incontri, le collaborazioni, fino ai momenti di disperazione»...

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Marco Masini, l’intervista: «Dopo la vittoria a “I migliori anni” canto la mia storia dal vivo»

«La mia solitudine la uso come una sfida per raccontare davvero la mia storia. A partire dagli anni 70, con tanti inserti sonori, anche di pochi secondi, di esperienze come il DJ, passando per gli incontri, le collaborazioni, fino ai momenti di disperazione»...

02 Aprile 2013 | 01:35 di Redazione

«Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato» esclama Marco Masini, che la sera di sabato 23 marzo ha vinto, dopo 9 settimane in testa alla gara, la «Canzonissima» all’interno dello show di Raiuno «I migliori anni».

«La cosa più bella di questa vittoria è che la devo al televoto. Se ci pensi, che uno decida, si alzi, prenda il telefono, mandi l’sms, è un gesto che ti dimostra qualcosa, che ti fa sentire la presenza di tutte queste persone. Una bellissima sensazione, simile a quella del televoto a Sanremo 2004, quando proprio il voto da casa mi aveva staccato con una grande distanza dal secondo posto. Ovviamente sono grato anche a Conti che mi ha dato la possibilità di essere nel suo programma. Con Carlo ci conosciamo da più di trent’anni, quando ho realizzato con lui il suo primo disco, un 45 giri che si intitolava “It’s all right, it’s Ok”».

«Ho vissuto una vita di amicizie. Gli amici si sentono e ti servono, soprattutto quando le cose ti vanno male. Amici, persone non necessariamente presenti fisicamente, ma che sai sono nella tua vita, come il pubblico. Poi le difficoltà e i momenti duri li devi superare da solo. Come li ho superati io, a partire dal primo grande dolore, la morte di mia madre» confessa il cantautore che nel comunicato con cui annuncia il suo nuovo disco, ha aggiunto, in fondo, in piccolo, la frase di Friedrich Nietzsche: «Nessuno che abbia degli amici sa cosa sia la vera solitudine, avesse pure intorno a sé come avversario il mondo intero».

Sembra comunque che questa dimensione della solitudine gli sia cara in questo momento, perché si propone in versione solista sia nel nuovo album, che si intitola «La mia storia, piano e voce», sia sul palco del prossimo tour, otto concerti che lo vedranno appunto solo sul palco, davanti alla tastiera. «Sì ed è una cosa che non avevo mai fatto finora. La mia solitudine la uso come una sfida per raccontare davvero la mia storia. A partire dagli anni 70, con tanti inserti sonori, anche di pochi secondi, di esperienze come il DJ, passando per gli incontri, le collaborazioni, fino ai momenti di disperazione. Attenzione, il tema di fondo è la positività, la mia caratteristica predominante. Lo so, non è la prima cosa che la gente pensa di me, ma è quella che mi ha portato fin qua. Tornando al concerto per piano e voce, invece è un’esperienza tutta basata e condizionata dall’emozione: le persone che mi seguono hanno dai 14 ai 50 anni, mi ascoltano e mi rimandano emozioni diverse».

Come vive il rapporto con i fan, al momento, Marco Masini? «Ho un dialogo continuo con loro. Tra Facebook e Twitter mi seguono più o meno 50.000 persone. Ci passo molto tempo ogni giorno. Io non sono un personaggio facile, lineare. C’è chi mi ama, e mi difende a spada trata, e chi mi odia e non ha mezze misure. I «social» mi hanno fatto rendere conto di quanto siano combattivele due fazioni. Mi sento un po’ come la Juventus. Alla fine, mi consolo dicendomi che, per un artista specialmente, la peggior cosa è l’indifferenza».

Il nuovo Cd oltre al singolo «Io ti volevo», uscito all’inizio del mese, contiene un altro brano inedito, «Aspettami lì», e 11 tra i titoli più rappresentativi, come «Ci vorrebbe il mare», «T’innamorerai», «Raccontami di te»: «Ho scelto i brani cercando di prendere da ciascun album il più rappresentativo. Ho scartato però qualcuno dei più famosi perché non avrebbe reso bene in questa versione quasi acustica. Non è sempre così scontato: per esempio, “Vaffanculo” la farò in ¾, sottovoce, come non l’avete mai sentita. Così si capisce ancora di più che, oltre che una parolaccia,questo è anche un concetto. Più attuale che mai, tra l’altro, come dimostra il senso di rifiuto che tutta l’Italia manifesta in questo momento, con il risultato elettorale e con tutto il resto. Se finora le mie sono state soprattutto canzoni d’amore, ora mi sento di cantare anche altri sentimenti forti, la dignità per chi non ha diritti, la rinuncia a un figlio per chi è costretta ad abortire. Ho pronta un’altra dozzina di pezzi inediti, con argomenti ispirati alla società di oggi».

Su questa futura produzione, Marco Masini promette informazioni, oltre che attraverso FB e Twitter, anche attraverso il suo nuovo sito web che debutterà a giorni.