Home MusicaMarco Mengoni a Verona, dietro le quinte del video «Pronto a correre»: intervista e gallery

20 Aprile 2013 | 06:50

Marco Mengoni a Verona, dietro le quinte del video «Pronto a correre»: intervista e gallery

Al centro del campo che ospita le partite del Verona e del Chievo c’è Marco Mengoni, cappuccio in testa, occhiali da sole e un sorriso abbagliante. Il vincitore di Sanremo 2013 con «L’essenziale» è qui per girare il video ufficiale di «Pronto a correre», il secondo singolo dall’omonimo album, e noi siamo stati invitati a correre con lui...

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Marco Mengoni a Verona, dietro le quinte del video «Pronto a correre»: intervista e gallery

Al centro del campo che ospita le partite del Verona e del Chievo c’è Marco Mengoni, cappuccio in testa, occhiali da sole e un sorriso abbagliante. Il vincitore di Sanremo 2013 con «L’essenziale» è qui per girare il video ufficiale di «Pronto a correre», il secondo singolo dall’omonimo album, e noi siamo stati invitati a correre con lui...

Foto: Foto di Stylaz/Photomovie Abiti: Salvatore Ferragamo Scarpe: DiadoraAspetto

20 Aprile 2013 | 06:50 di Redazione

Sono le nove del mattino a Verona, in uno Stadio Bentegodi completamente vuoto. Qui sono passati i più grandi della musica, da Lucio Dalla a Bruce Springsteen, fino a Vasco Rossi. Al centro del campo che ospita le partite del Verona e del Chievo c’è Marco Mengoni, cappuccio in testa, occhiali da sole e un sorriso abbagliante. Il vincitore di Sanremo 2013 con «L’essenziale» è qui per girare il video ufficiale di «Pronto a correre», il secondo singolo dall’omonimo album, e noi siamo stati invitati a correre con lui.

Si aspettava il successo a Sanremo e il primo posto in classifica dell’album?
«No, nel modo più assoluto. La sorpresa è stata così grande che abbiamo dovuto riorganizzare tutti i miei impegni alla luce di queste conferme, che sono andate ben oltre le nostre aspettative. Sono contento che questo disco sia già arrivato così lontano».

Com’è nato il brano «Pronto a correre»?
«È il frutto del mio lavoro con il produttore Michele Canova e Mark Owen dei Take That. Con Mark, che è sempre stato il mio preferito all’interno della boyband, non ci siamo mai incontrati, ma abbiamo fatto delle lunghe conversazioni grazie alla Rete».

Di che cosa parla la canzone?
«Con Ermal Meta, che ha collaborato con me nella scrittura di una parte dell’album, abbiamo costruito un testo che non parla d’amore, ma del segno che possono lasciare nel corso di una vita i rapporti umani, come quelli di lavoro e di amicizia».

E nel video tutto questo come viene rappresentato?
«Corro in uno stadio. È stata una mia idea che grazie al regista Gaetano Morbioli e ai ragazzi della mia squadra oggi posso realizzare. Incontrerò e correranno con me persone tra i 7 e gli 82 anni che rappresentano nel video quasi tutte le fasi della vita. Ho chiesto a Gaetano che questo brano non appaia solo come una parte del mio percorso, ma che sia un’esperienza cantata anche da loro. Quella della crescita e di tutto quello che di bello, anche nelle esperienze più negative, l’esistenza ti può regalare».

Si è preparato fisicamente?
«Macché, sono andato giusto ieri in palestra e ho avuto anche la pessima idea di allenare le gambe. È ancora mattina e ho già le ginocchia indolenzite. Ci sarà da sudare».

Dove arriverà con questa corsa?
«Non lo so e non lo voglio sapere. Mi piace pensare che la vita e la carriera siano solo un passaggio di testimone, una staffetta di cui faccio parte. Corro per affrontare il vento avverso, un po’ perché la società me lo impone, un po’ perché non sono disposto a fermarmi, mai».

Tra l’altro, tra pochi giorni, è tempo di «correre» in Svezia a Malmö per l’Eurovision Song Contest. È pronto?
«Sì, sono così felice e pieno d’ansia all’idea! Mi sto preparando con un vocabolario svedese per imparare tutte le frasi più comuni. Porteremo “L’essenziale” in una versione un po’ più breve ma senza modifiche, con il desiderio di esportare un prodotto italiano DOC».

Lei nei videoclip non muove solo la bocca, canta davvero!
«Sì, lo faccio da sempre perché voglio che la gente veda il volto che si arrossisce per lo sforzo, la vene che diventano grandi sul collo. Questo vuol dire che canto tanto anche se nessuno lo sentirà, ma il risultato mi gratifica».

Prima di salutarci, vorremmo capire che cosa vede intorno a sé oggi?
«È un bel vedere e un bel sentire, mi raccontano di ragazzi in coda dalle 6 del mattino davanti agli store dove incontro i fan. Nel telefono ho una collezione di foto con bambini di tutte le parti di Italia che non vedevano l’ora di ricevere un mio abbraccio. Mi cantano “L’essenziale” e sono tenerissimi. Ha presente quando ci si sente davvero felici? È come mi sento io adesso».