01 Gennaio 2011 | 09:21

Max, l’eterno ragazzo

pubblicato sul numero di Sorrisi del 1° luglio 2001 È dedicato soprattutto ai suoi coetanei trentenni, a quelli che lui ama definire la generazione dei “quattro salti in padella”, dei single incalliti, l’ultimo album dell’883. Max Pezzali, che musicalmente, in dieci brani, ripropone le consuete atmosfere e sonorità che hanno reso immediatamente riconoscibile il marchio […]

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Max, l’eterno ragazzo

pubblicato sul numero di Sorrisi del 1° luglio 2001 È dedicato soprattutto ai suoi coetanei trentenni, a quelli che lui ama definire la generazione dei “quattro salti in padella”, dei single incalliti, l’ultimo album dell’883. Max Pezzali, che musicalmente, in dieci brani, ripropone le consuete atmosfere e sonorità che hanno reso immediatamente riconoscibile il marchio […]

Foto: pubblicato sul numero di Sorrisi del 1° luglio 2001 È dedicato soprattutto ai suoi coetanei trentenni, a quelli che lui ama definire la generazione dei "quattro salti in padella", dei single incalliti, l'ultimo album dell'883. Max Pezzali, che musicalmente, in dieci brani, ripropone le consuete atmosfere e sonorità che hanno reso immediatamente riconoscibile il marchio "883". L' "Uno in più" del titolo, che è anche la canzone che chiude l' album appena uscito, si riferisce al giorno successivo al trentesimo compleanno. "Un giorno che segna una svolta", spiega Max che, in questo periodo, è impegnatissimo a preparare il suo tour in Germania, dove a settembre aprirà i concerti di Eros Ramazzotti. "Magicamente, e sfortunatamente, alla boa dei 30 anni gli amici non si presentano più alla tua festa con i regali, la nonna smette di allungarti le 50 mila lire e i tuoi cari iniziano a scrutarti per vedere se sei finalmente diventato una persona matura. Insomma una tragedia, soprattutto perché tu, il diretto interessato, non hai nessuna intenzione di mettere la testa a posto". E tu, come hai vissuto l' arrivo di questo traguardo? "Ricordo che sono uscito a cena con i soliti quattro amici fidati e abbiamo fermato lo sguardo sul passato. Ci siamo accorti che, se per aspettare i 18 anni, per prendere la patente, ed essere finalmente indipendenti c' era voluta una eternità, il passaggio dai 20 ai 30 è stato vissuto come un lampo. Ricordo che, andando a dormire, ho rivolto il mio pensiero al futuro e ho abbandonato l' amarezza. Finché avrò la voglia di cambiare, di rischiare, di divertirmi, allora sì che sarò giovane". Anche tu ti senti un single da "quattro salti in padella"? "Mi considero un'eccezione perché ho sì la ragazza, una commessa di Pavia, la mia città, con la quale divido parzialmente una casa, ma sto anche con i miei genitori. L' ho detto prima: non sono ancora cresciuto del tutto". Veniamo al disco. E' l' ottavo album ed è già stato annunciato da un video molto gettonato da Mtv e Viva. E' ambientato in America, in una speciale rivendita di automobili. Si intitola "Bella vera", ma non vedo il nesso. "L' idea di fondo è che tutto, anche i periodici di informazione, sono un prodotto. E lo dimostra il fatto che proprio questi ultimi, per vendere, devono mettere in copertina donne più o meno svestite. La patria delle vendite è l' America e lì l' emblema è il rivenditore di auto. Anche lui, che poi nel video sono io, si attornia di belle ragazze. Il legame con il brano sta nel fatto che con l' arrivo dei primi caldi le ragazze tornano protagoniste. Si tolgono le calze, si spogliano di più, mostrano volentieri qualche centimetro, riprendono ad andare in motorino, in pratica si vive di più all' aria aperta. Sono, come dice il titolo del brano, belle vere". A questo singolo ne fa subito seguito un altro, in concomitanza con l'uscita dell'album, con un nuovo video. Di che si tratta? "Anche questo lo abbiamo realizzato a Los Angeles e si intitola "La lunga estate caldissima". Sono protagonista di un sogno e mi trovo alla guida di un'auto sportiva. Impersono lo spiritello malizioso dell'estate e con me ci sono quattro belle ragazze in tuta da lavoro. Strada facendo, destinazione il mare, si spogliano. Un poliziotto mi ferma e il sogno svanisce". Per la prima volta, nel tuo album figurano come ospiti altri artisti. Come è nata questa collaborazione? "Una sera ero a cena con J. Ax degli Articolo 31 e, anche se è più giovane di me, si è parlato di come siamo cresciuti con la Tv in bianco e nero e in una scuola che non ci ha preparati al grande cambiamento tecnologico che ci ha travolti. Quando ho scritto "Noi parte 2", mi ha dato una versione dei fatti alla sua maniera rap che troverete in finale di canzone. Con Jovanotti ci siamo trovati a casa sua, a Cortona e, riflettendo sulla chimica che ci avvelena ma che se somministrata in piccole dosi diventa magicamente disinfettante, ne è uscito un brano come "Cloro". Syria, compagna in dolce attesa del mio produttore Pierpaolo Peroni, mi ha regalato un finale per "Essere in te", un brano molto intimistico nel quale mi chiedo quali segreti nascondano le donne nei loro diari. E Syria mi risponde ponendo la stessa domanda a noi uomini. E infine Alex Britti, il miglior chitarrista italiano attualmente sulla piazza. Ed è in questa veste che è ospite nel mio disco. Non canta, ma in "Essere in te", attraverso l' uso sapiente delle chitarre, mette la sua inconfondibile sigla d' autore". Queste collaborazioni non ti hanno risvegliato la voglia di avere di nuovo una tua band? Il nome 883 del resto si presterebbe molto... "Da quando nel ' 94 Mauro Repetto ha lasciato la formazione, quello di formare un gruppo è un pensiero ricorrente. Ma poi, razionalmente, penso che le mie canzoni sono un prodotto troppo personale, intimistico, che non credo di poter condividere con altri. Di certo, però, la tournée che mi aspetta il prossimo autunno in giro per molti palasport della penisola mi vedrà supportato da un numeroso gruppo, affiatato e musicalmente formidabile".

01 Gennaio 2011 | 09:21 di

pubblicato sul numero di Sorrisi del 1° luglio 2001

È dedicato soprattutto ai suoi coetanei trentenni, a quelli che lui ama definire la generazione dei “quattro salti in padella”, dei single incalliti, l’ultimo album dell’883. Max Pezzali, che musicalmente, in dieci brani, ripropone le consuete atmosfere e sonorità che hanno reso immediatamente riconoscibile il marchio “883″.

L’ “Uno in più” del titolo, che è anche la canzone che chiude l’ album appena uscito, si riferisce al giorno successivo al trentesimo compleanno.
“Un giorno che segna una svolta”, spiega Max che, in questo periodo, è impegnatissimo a preparare il suo tour in Germania, dove a settembre aprirà i concerti di Eros Ramazzotti. “Magicamente, e sfortunatamente, alla boa dei 30 anni gli amici non si presentano più alla tua festa con i regali, la nonna smette di allungarti le 50 mila lire e i tuoi cari iniziano a scrutarti per vedere se sei finalmente diventato una persona matura. Insomma una tragedia, soprattutto perché tu, il diretto interessato, non hai nessuna intenzione di mettere la testa a posto”.

E tu, come hai vissuto l’ arrivo di questo traguardo?
“Ricordo che sono uscito a cena con i soliti quattro amici fidati e abbiamo fermato lo sguardo sul passato. Ci siamo accorti che, se per aspettare i 18 anni, per prendere la patente, ed essere finalmente indipendenti c’ era voluta una eternità, il passaggio dai 20 ai 30 è stato vissuto come un lampo. Ricordo che, andando a dormire, ho rivolto il mio pensiero al futuro e ho abbandonato l’ amarezza. Finché avrò la voglia di cambiare, di rischiare, di divertirmi, allora sì che sarò giovane”.

Anche tu ti senti un single da “quattro salti in padella”?
“Mi considero un’eccezione perché ho sì la ragazza, una commessa di Pavia, la mia città, con la quale divido parzialmente una casa, ma sto anche con i miei genitori. L’ ho detto prima: non sono ancora cresciuto del tutto”.

Veniamo al disco. E’ l’ ottavo album ed è già stato annunciato da un video molto gettonato da Mtv e Viva. E’ ambientato in America, in una speciale rivendita di automobili. Si intitola “Bella vera”, ma non vedo il nesso.
“L’ idea di fondo è che tutto, anche i periodici di informazione, sono un prodotto. E lo dimostra il fatto che proprio questi ultimi, per vendere, devono mettere in copertina donne più o meno svestite. La patria delle vendite è l’ America e lì l’ emblema è il rivenditore di auto. Anche lui, che poi nel video sono io, si attornia di belle ragazze. Il legame con il brano sta nel fatto che con l’ arrivo dei primi caldi le ragazze tornano protagoniste. Si tolgono le calze, si spogliano di più, mostrano volentieri qualche centimetro, riprendono ad andare in motorino, in pratica si vive di più all’ aria aperta. Sono, come dice il titolo del brano, belle vere”.

A questo singolo ne fa subito seguito un altro, in concomitanza con l’uscita dell’album, con un nuovo video. Di che si tratta?
“Anche questo lo abbiamo realizzato a Los Angeles e si intitola “La lunga estate caldissima”. Sono protagonista di un sogno e mi trovo alla guida di un’auto sportiva. Impersono lo spiritello malizioso dell’estate e con me ci sono quattro belle ragazze in tuta da lavoro. Strada facendo, destinazione il mare, si spogliano. Un poliziotto mi ferma e il sogno svanisce”.

Per la prima volta, nel tuo album figurano come ospiti altri artisti. Come è nata questa collaborazione?
“Una sera ero a cena con J. Ax degli Articolo 31 e, anche se è più giovane di me, si è parlato di come siamo cresciuti con la Tv in bianco e nero e in una scuola che non ci ha preparati al grande cambiamento tecnologico che ci ha travolti. Quando ho scritto “Noi parte 2″, mi ha dato una versione dei fatti alla sua maniera rap che troverete in finale di canzone. Con Jovanotti ci siamo trovati a casa sua, a Cortona e, riflettendo sulla chimica che ci avvelena ma che se somministrata in piccole dosi diventa magicamente disinfettante, ne è uscito un brano come “Cloro”. Syria, compagna in dolce attesa del mio produttore Pierpaolo Peroni, mi ha regalato un finale per “Essere in te”, un brano molto intimistico nel quale mi chiedo quali segreti nascondano le donne nei loro diari. E Syria mi risponde ponendo la stessa domanda a noi uomini. E infine Alex Britti, il miglior chitarrista italiano attualmente sulla piazza. Ed è in questa veste che è ospite nel mio disco. Non canta, ma in “Essere in te”, attraverso l’ uso sapiente delle chitarre, mette la sua inconfondibile sigla d’ autore”.

Queste collaborazioni non ti hanno risvegliato la voglia di avere di nuovo una tua band? Il nome 883 del resto si presterebbe molto…
“Da quando nel ‘ 94 Mauro Repetto ha lasciato la formazione, quello di formare un gruppo è un pensiero ricorrente. Ma poi, razionalmente, penso che le mie canzoni sono un prodotto troppo personale, intimistico, che non credo di poter condividere con altri. Di certo, però, la tournée che mi aspetta il prossimo autunno in giro per molti palasport della penisola mi vedrà supportato da un numeroso gruppo, affiatato e musicalmente formidabile”.