Home MusicaMichael Bublé presenta il nuovo album «To be loved» e rivela: «Sarò un papà italiano»

06 Aprile 2013 | 07:34

Michael Bublé presenta il nuovo album «To be loved» e rivela: «Sarò un papà italiano»

Il titolo dice tutto: «To be loved», essere amati. Nel suo nuovo disco il crooner canadese celebra il sentimento che lo ha portato a sposare Luisana Lopilato, che fra poche settimane lo renderà padre. Michael ci dà appuntamento in uno degli alberghi più lussuosi di Los Angeles per un’intervista che diventa subito una piacevole chiacchierata...

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Michael Bublé presenta il nuovo album «To be loved» e rivela: «Sarò un papà italiano»

Il titolo dice tutto: «To be loved», essere amati. Nel suo nuovo disco il crooner canadese celebra il sentimento che lo ha portato a sposare Luisana Lopilato, che fra poche settimane lo renderà padre. Michael ci dà appuntamento in uno degli alberghi più lussuosi di Los Angeles per un’intervista che diventa subito una piacevole chiacchierata...

Foto: Wetten Dass?

06 Aprile 2013 | 07:34 di Redazione

Il titolo dell’album dice tutto: «To be loved», essere amati. Nel suo nuovo disco, in uscita il 16 aprile, Michael Bublé celebra il sentimento che lo ha portato a sposare Luisana Lopilato, l’attrice argentina che fra poche settimane lo renderà padre. Michael mi dà appuntamento al Sunset Marquis, uno degli alberghi più lussuosi di Los Angeles, per un’intervista che diventa subito una piacevole chiacchierata.

Iniziamo parlando di «To be loved», 14 canzoni di cui quattro firmate dallo stesso Bublé (compreso il singolo «It’s a beautiful day») e un paio di duetti, uno con l’attrice Reese Witherspoon («Something stupid» di Frank e Nancy Sinatra, già rifatta da Robbie Williams con Nicole Kidman), l’altro con Bryan Adams. «Ho fatto un disco che mi fa felice. Non ci ho pensato molto su. L’unica cosa che mi interessava davvero era poterlo incidere dal vivo con i musicisti tutti insieme. Aspetti che le faccio vedere». Tira fuori di tasca lo smartphone e mi mostra un video: una melodia si diffonde nella stanza mentre l’immagine di lui davanti al microfono e a una piccola orchestra scorre sullo schermo. Qualche secondo, poi schiaccia stop. Provo l’irresistibile impulso di prendergli il telefono per continuare ad ascoltare la musica. Resisto, naturalmente. «È che sono in un momento molto felice della mia vita, è stato un anno molto buono e avevo tanta gioia dentro che volevo trasmettere».

C’è una canzone per il figlio che arriverà?
«No, non c’è ancora. Non so nemmeno se sarà un maschio o una femmina, è ancora presto».

C’è una lezione dei suoi nonni italiani (lui veneto, lei abruzzese) che vuole tramandare a suo figlio?
«Una sola? Voglio trasmettere a mio figlio tutto quello che mi hanno insegnato. La priorità della famiglia, per esempio, e poi il cibo. Ho imparato a cucinare da mia nonna. L’altro giorno io e mia moglie ci siamo fatti una polenta favolosa con un sughetto spettacolare…».

Preferirebbe un maschietto o una femminuccia?
«Vorrei solo che fosse un bambino felice e in salute. All’idea di diventare papà tutto il resto diventa marginale, compreso questo disco».

Si prenderà una pausa dal lavoro?
«Prima ero in tour per un mese e mezzo e poi facevo una settimana di pausa, adesso dimezzerò il tempo dei concerti e raddoppierò le pause. Voglio vedere crescere mio figlio».

Dov’è casa per un cantante sempre in tour come Michael Bublé?
«Casa è dove è il cuore. Detto questo, mi sento a casa a Vancouver, la mia città, e qui a Los Angeles. Ma abbiamo una casa anche in Argentina».

Avete mai pensato di vivere anche in Italia?
«Ci stiamo pensando. Trento, dove mia moglie ha girato una fiction, ci è piaciuta tanto. La gente là è molto semplice. Ci siamo stati quattro mesi e tutti si erano abituati a noi. Tutti ci salutavano come normali vicini di casa. Roma è un altro bellissimo posto dove potrei vivere, ma ci sono troppi paparazzi».

In che lingua comunicate lei e Luisana?
«In inglese, ora lei lo parla molto bene perché è una donna intelligente, molto più di me. Ci ha messo solo due mesi a imparare l’italiano».

Chi è il suo eroe?
«Mio padre e mio nonno sono i miei eroi. Mi hanno insegnato tutte le cose importanti che so. Sono persone genuine, affettuose, buone, umili, di classe. Gente d’altri tempi che ama la famiglia più di ogni altra cosa. Uomini le cui virtù cercherò di insegnare ai miei figli. L’altra sera i miei genitori sono arrivati a Los Angeles, sono venuti a trovarmi dal Canada. Nel rivederli mi sono emozionato. Ora che sto diventando padre spero davvero di poter essere come loro. Non sarà facile perché l’eredità è di quelle importanti, ma ci proverò».