19 Ottobre 2015 | 11:11

Michele Bravi: “L’ossessione per la tv, ammazza la musica”

Nella nostra chiacchierata abbiamo parlato di Youtube e di televisione nell'era di "I Hate Music"

 di Alessandro Alicandri

Michele Bravi: “L’ossessione per la tv, ammazza la musica”

Nella nostra chiacchierata abbiamo parlato di Youtube e di televisione nell'era di "I Hate Music"

19 Ottobre 2015 | 11:11 di Alessandro Alicandri

Michele Bravi, con il suo album "I Hate Music" che segna un nuovo esordio per il vincitore di X Factor 2013, alla seconda settimana dalla pubblicazione mantiene la top 5 in Superclassifica. L'abbiamo intervistato, a qualche settimana dal suo Fan Event, per raccontarci questo suo momento.

Sei felice?
"Tanto. Ma rimanco autocritico, rimango con i piedi per terra. Le cose stanno andando molto bene ma la strada è molto lunga. Potrò gioire e considerarmi soddisfatto dopo 60 anni di carriera (ride). A parte gli scehrzi, rimango lucido e continuo a fare il mio. Per ora le cose stanno andando bene".

Come stanno andando invece i firmacopie?
"A di sopra delle mie aspettative. I ragazzi che vengono hanno davvero tanta voglia di incontrarmi. Mi sto accorgendo del desiderio di fare squadra con me e io con loro. Non è una cosa comune".

Abbracci tutti, vero?
"Certo, uno per uno. Sembra scontato ma se sono qui a raccontare la mia rinascita, se ho cantato e scritto le tracce che avete ascoltato, lo devo solo alla forza, all'energia, ai suggerimenti ricevuti dalla gente. Abbiamo lavorato insieme a questo album e l'ho fatto stando allo stesso di livello di chi mi segue e ha comprato il mio cd. Se c'era un gradino tra noi e loro, io l'ho tolto. Mi sento meno solo, oggi".

Il pubblico presente ai firmacopie ti conosce da X Factor o da Youtube?
"Non me lo sono chiesto e devo dire che nemmeno mi interessa molto. Più che sapere come sono entrato nella vita degli altri, ci sono mille modi per farlo, voglio sapere cosa rappresento, nella vita degli altri. In fondo tutti questi amici mi hanno supportato in una sfida che sembrava impossibile, ripartire da me.

I tuoi primi successi e i brani realizzati nel periodo in Sony, verranno dimenticati?
«Il cambio di discografica, credetemi, è solo una questione burocratica. Quello che ho fatto prima di questo ultimo anno sono parte del mio percorso e sono cose indelebili. Ci saranno ancora nella mia vita e tutto quello che riguarda il mio cambio di discografica, ha ben poco a che vedere con la musica».

Ci è dispiaciuto non vederti più a X Factor.
«L'ossessione per la tv è qualcosa che ammazza un po' la musica, secondo me. Ci sono tante realtà di successo che non passano in radio e non vanno in tv. Hanno la loro dimensione, fanno concerti con 5 mila persone, vivono della loro musica e sono riconosciuti dalla scena. Alla fine mi sono sentito più comodo dentro il web, per la velocità che ha e per la possibilità di seguire ogni tuo passo. Meglio non stare in televisione e costruire qualcosa di bello, che esserci per poi essere dimenticato non appena non ci vai più".

Ho visto la Youtuber Sofia Viscardi piangere al tuo fan event, perché?
Forse non si è visto nei video pubblicati, ma abbiamo pianto tutti. È una delle tante persone che influito tantissimo nel mio percorso. Mi ha fatto capire il senso di libertà che si ha quando ci si sente nella propria dimensione. Lei è una di quelle persone dalle quali ho ricevuto il maggiore supporto e quel momento con così tanto pubblico davanti, rappresentava una vittoria per entrambe.

Hai collaborato su Youtube anche con i The Show, come li trovi?
"Hanno una capacità comunicativa incredibile, in pochissimo tempo hanno creato una voglia di partecipazione e di sostegno del loro progetto grandiosa. Hanno un talento unico".

Tu vieni dalla tv e sei rinato nel web. Secondo te che nasce dal web, cerca la tv?
"È una scelta del tutto personale ed è sbagliato pensare alla tv come un obiettivo. Mettere del buon contenuto in quello che fai è l'obiettivo. Nell'era di Youtube e Twitter in molti hanno rivisto le loro priorità, scegliendo dove mostrare quello che si sa fare e come farlo".

Rispetto al tuo esordio del 2013 senti un senso di rivincita?
"No, non posso basare quello che faccio sulla volontà di rivalsa. Ho entusiasmo per i risultati che stanno arrivando, ma è un entusiasmo controllato. I motivi di soddisfazione non arrivano principalmente dalla classifica, ma dal percorso che ho fatto con me stesso, portando agli altri quella musica che ad un certo punto odiavo, nel migliore dei modi".