27 Giugno 2013 | 12:38

Neffa per «Molto calmo»: «Nel mio nuovo album sento la meraviglia»

Neffa ha pubblicato il 18 giugno 2013 «Molto calmo», il nuovo album di inediti a quattro anni da «Sognando Contromano» (ricordate «Lontano dal tuo sole»?). L'11 gennaio è tornato nelle radio con «Molto calmo», singolo che ha conquistato le classifiche radiofoniche a poche settimane prima di Sanremo...

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Neffa per «Molto calmo»: «Nel mio nuovo album sento la meraviglia»

Neffa ha pubblicato il 18 giugno 2013 «Molto calmo», il nuovo album di inediti a quattro anni da «Sognando Contromano» (ricordate «Lontano dal tuo sole»?). L'11 gennaio è tornato nelle radio con «Molto calmo», singolo che ha conquistato le classifiche radiofoniche a poche settimane prima di Sanremo...

27 Giugno 2013 | 12:38 di

È arrivato il 18 giugno 2013 «Molto calmo», il nuovo album di inediti di Neffa a quattro anni da «Sognando Contromano» (ricordate «Lontano dal tuo sole»?). L’11 gennaio è tornato nelle radio con il singolo «Molto calmo», brano che ha conquistato le classifiche radiofoniche poche settimane prima dal Festival di Sanremo.

Il 24 maggio, in attesa di questo disco, era arrivato «Quando sorridi», la canzone che ci accompagnerà per tutta l’estate. Nel frattempo, oltre alla bella collaborazione nel brano «Dove sei» con il rapper Ghemon (disponibile solo in versione i-Tunes) prima del lancio del disco Neffa ha collaborato con Fabri Fibra per «Guerra e Pace» (nel brano «Panico») e ha scritto un testo («Cuore nero») per Chiara Galiazzo, vincitrice di X Factor 6.

Il suo ritorno, però, nascondeva ancora una sorpresa.

Nel disco c’è una ghost track, nascosta bene, c’è del rap. È lei vero? È da tanto tempo che la sentiamo in questa veste.
«È tutto vero. Il rap è un po’ come andare in bicicletta, non è una cosa che ti scordi con il tempo. “L’anima” e arrivata all’improvviso. Senza l’idea di cavalcare il momento positivo per il genere rap. L’ho inserita senza pensare a quale peso questa cosa potesse avere. Non è un caso che sia nascosta e non inserita tra le tracce ufficiali».

C’è chi ancora non l’ha perdonata perché non fa più hip hop.
«La musica deve essere sentita perché è musica, che sia rap o qualsiasi altro genere. Ho la sensazione, forse mi sbaglio, che ci sia un preconcetto attorno a questo cambiamento, che ormai è una questione più che superata da tantissime persone. Posso accettare che le persone mi vedano come qualcuno con un passato ma non ammetto che qualcuno mi veda senza un futuro. Ho messo un tale amore in questo disco, in quello che faccio oggi. Ecco, questo nessuno può negarlo, anche se non è rap».

Quali sono stati i suoi ascolti in questo periodo di registrazione?
«Assolutamente nulla. Se sento brani di gente troppo brava mi deprimo, se sento musica brutta mi rovina il funk. Complice è stata l’esplosione del mio iPod Classic con 5 mila pezzi, ho perso tutto. Io sono quello che in genere però si sveglia con “la colonna sonora”, un pezzo che programmavo insieme alla sveglia per cominciare la giornata, come mei film. Oggi ascolto musica con un’unica impostazione, lo shuffle».

Sembra sia stata lunga la fase di registrazione. È contento del risultato?
«Non avrei mai chiuso il disco, se fosse stato per me, lo avrei pubblicato in autunno ma forse anche lì avrei cambiato idea. Ma alla fine devo dire che l’ascolto di questo album mi ha dato la meraviglia che non sentivo con un mio lavoro da molto tempo. Ho passato un periodo difficile dove, in breve, cercavo di uccidere Neffa. Non si può fare musica perché qualcuno se lo aspetta».

In che senso?
«Volevo cantare cose in inglese, lavorare con un progetto all’estero, non scrivevo in italiano da tantissimo tempo. Poi è nata “Molto Calmo” e da lì sono ritornato sui miei passi. In pochissimo tempo ho scritto quasi tutto, anche se l’album l’ho chiuso solo due settimane prima della sua pubblicazione. Continuavo a avere un problema di incertezza sui pezzi, cambiavo i brani, per arrivare a queste tracce ne ho lasciate fuori 30».

Ci promette che non ci farà aspettare altri 4 anni prima del prossimo album?
«Chi può dirlo, però quando scrivo una canzone e sento il potere che la musica può avere sulle persone, ecco, mi sento una persona migliore. Noi serviamo a questo. Facciamo cose invisibili, cose che potenzialmente potrebbero essere solo un’emissione di aria. Ho passato 14 ore al giorno in studio per tantissimi mesi perché questo non accada».