11 Maggio 2017 | 10:47

Eurovision, chi sono i Paesi e i cantanti della seconda semifinale

Vi spieghiamo, uno per uno, perché dovete tenere d'occhio le nazioni in gara giovedì 11 maggio

 di Marta Cagnola

Eurovision, chi sono i Paesi e i cantanti della seconda semifinale

Vi spieghiamo, uno per uno, perché dovete tenere d'occhio le nazioni in gara giovedì 11 maggio

Foto: Kristian Kostov, rappresentante della Bulgaria  - Credit: © eurovision.tv

11 Maggio 2017 | 10:47 di Marta Cagnola

Stasera su Rai4 e in tutto il mondo va in onda la seconda semifinale del 62° Eurovision Song Contest. Ecco perché dovreste tenere d'occhio le 18 nazioni in gara oggi.

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AUSTRIA

Nathan è molto carino, fa ballare ed è per metà italiano. Sui suoi social ha postato una versione italiana della sua canzone e pure una cover de L'essenziale di Marco Mengoni. Intenditore.

BIELORUSSIA

Folk e coraggiosi. Nessuno mai aveva cantato in bielorusso all'Eurovision. Come spiega Kristina, hostess della delegazione italiana originaria di Minsk, è una lingua anche poco parlata dai giovani ed è una scelta significativa.

BULGARIA

Un altro degli avversari da temere di Francesco Gabbani. Il primo artista in gara nella storia dell'Eurovision a essere nato nel terzo millennio, nel marzo 2000. È, ovviamente, il più bravo sui social.

CROAZIA

Perché canta in parte in italiano e prova a fare come Bocelli, pop e lirica insieme. Il risultato... più che altro piuttosto curioso. Classificare sotto la voce "eurofollie".

DANIMARCA

La cantante bionda che scatena la voce più che può. Esclusivamente per gli appassionati di... cantanti bionde che scatenano la voce più che possono.

ESTONIA

Per i nostalgici del pop anni '80, una canzone che sarebbe stata perfetta per i Modern Talking. E che racconta di due moderni Romeo e Giulietta che si perdono (e si ritrovano) a Verona. Autentico guilty pleasure, una di quelle cose che non puoi confessare che ti piacciono perché hai paura di far brutta figura. Ma ti piacciono, eccome.

MACEDONIA

Si balla e rimane in mente (anche grazie all'impronta del pop svedese, perché da lì vengono le firme). La cantante ha promesso una sorpresa con la sua "cartolina" di presentazione, che non è stata svelata.

UNGHERIA

Paese sempre coraggioso all'Eurovision, questa volta sceglie il rap. Beato chi capisce la lingua... Interessante il mix con i suoni tradizionali.

IRLANDA

Poco brillante negli ultimi anni, l'Irlanda si affida a un ragazzo giovanissimo, già membro di una boy band, dalla voce quasi femminea. Il pezzo rischia di volar via con la mongolfiera della scenografia senza lasciar traccia. Se non del sorriso di Brendan, punto forte dell'esibizione.

ISRAELE

Sempre tanta curiosità per le innovazioni di Israele. Ma questa volta meno incisive che in passato. Peccato.

LITUANIA

Le Repubbliche baltiche riservano sempre grandi soddisfazioni e la Lituania osa. Con un risultato curioso, davvero non male.

MALTA

L'ennesima lady in bianco con una gran voce. Ma troppo sul sicuro. Con tutto l'affetto per il suo nome italianissimo (ha anche realizzato una versione italiana del suo brano).

NORVEGIA

Mentre scrivo non riesco a ricordarmi il pezzo. Non è un buon segno, no?

ROMANIA

Un'altra pazzia. Un pezzo romeno di rapper con ritornello jodel stile Svizzera. Basta già questo per scatenare la fantasia.

SAN MARINO

Quarto Eurovision per la "regina" del Titano Valentina Monetta, quest'anno in duo con Jimmie Wilson, che interpreta Obama in un musical. Atmosfera da discoteca di qualche anno fa. Ma l'affetto per Valentina fa superare ogni perplessità nei confronti del brano.

SERBIA

Lei è nella categoria delle bellone, eppure il pezzo ha qualcosa che non dispiace. Ascoltandolo parecchio, però, quindi non fidatevi delle prime note.

SVIZZERA

Lo jodel l'hanno rubato i rumeni, la Svizzera invece non rischia nulla. E sceglie un pezzo senza troppo sapore (ma anche qui merita l'avvenenza della cantante).

OLANDA

Le Wilson Phillips dei Paesi Bassi sono tre sorelle cromaticamente distinte (una mora, una biondo/rossa, una biondissima). Armonizzano alla grande in un pezzo con pochi punti d'interesse, se non la scoperta di come si pronuncia Og3ne (ogiin).