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26 Settembre 2017 | 10:00

Mia Martini, Sorrisi celebra la cantante con una raccolta imperdibile

17 album più un disco di singoli e rarità. Si parte il 26 settembre con «Martini Mia...» (1989), che contiene «Almeno tu nell’universo». In vendita a 9,99 euro oltre il prezzo della rivista

 di Alberto Anile

Mia Martini, Sorrisi celebra la cantante con una raccolta imperdibile

17 album più un disco di singoli e rarità. Si parte il 26 settembre con «Martini Mia...» (1989), che contiene «Almeno tu nell’universo». In vendita a 9,99 euro oltre il prezzo della rivista

Foto: Mia Martini (1947-1995) a Milano nel 1988, un anno prima del suo ritorno a Sanremo con «Almeno tu nell’universo».

26 Settembre 2017 | 10:00 di Alberto Anile

Fosse ancora fra noi, Mia Martini avrebbe 70 anni esatti, compiuti il 20 settembre. Una vita difficile, segnata da una sensibilità profonda, un carattere fiero. E dalle assurde maldicenze di una parte del mondo discografico. Lei se ne è andata il 12 maggio 1995, a soli 47 anni, stroncata da un’overdose di cocaina.

La vicenda di Domenica Rita Adriana Berté detta Mimì è fatta di alti e bassi, di discese ardite e poi di risalite, in un percorso esistenziale e musicale che resiste a ogni semplificazione. Nata alla periferia d’Italia, Bagnara Calabra, provincia di Reggio Calabria, patria di storici, politici e scrittori, Mimì è la seconda di quattro sorelle, fra cui Loredana Berté, abbandonate da piccole dal padre. Il richiamo della musica è prepotente: esordisce come «ragazza yé-yé» nei primi Anni 60, incide alcuni 45 giri, partecipa al Festival di Pesaro e a quello di Bellaria, poi si sposta a Roma con Loredana e un tipo pittoresco che più tardi assumerà il nome di Renato Zero. Lei gira con una bombetta in testa, un look a metà tra la zingara, la figlia dei fiori e la ragazza della «swinging London», che c’entra poco con la sua inclinazione per il blues, una voce graffiata e graffiante che negli anni si farà sempre più roca e sofferta. I quattro mesi di carcere nel ’69 in Sardegna per una sigaretta di marijuana la segnano profondamente. Ma poi si riparte. Nel 1970 il Piper di Roma la vuole sul palco che ha lanciato Patty Pravo e arriva un nuovo nome: Mimì diventa Mia (ispirato dall’attrice Mia Farrow) e Berté lascia il posto a Martini (dall’aperitivo internazionalmente conosciuto). I primi successi si chiamano «Piccolo uomo» e «Minuetto», che rimarranno tra i suoi capolavori. Per lei scrivono Bruno Lauzi, Dario Baldan Bembo, Maurizio Fabrizio, i fratelli La Bionda, Franco Califano e Claudio Baglioni.

Nel ’74 la sua fama è europea: canta in francese, spagnolo e tedesco, convincendo sia pubblico sia critica. Ma il successo porta in dote molte pressioni: Mimì reagisce, discute, litiga. Più volte si ritira all’ultimo momento dalla partecipazione a Sanremo. Passa dalla Ricordi alla Rca, che le assicura maggior libertà nella scelta del repertorio, ma la Ricordi le chiederà poi un enorme risarcimento per inadempienza contrattuale. Molte canzoni restano nel cassetto: pezzi bocciati o esclusi e provini mai rifiniti, che decine di anni dopo alimenteranno le raccolte postume.
Alla fine degli Anni 70 Mia inizia una tournée europea con Charles Aznavour ma i litigi con le case discografiche proseguono e la nuova relazione con Ivano Fossati, che per lei scrive «La costruzione di un amore», sfocia in un rapporto tempestoso. La gola si ricopre di noduli: due interventi chirurgici la lasceranno senza voce per un anno mandando a monte un progetto con Pino Daniele.

Negli Anni 80 la cantante comincia a essere discriminata perché nell’ambiente qualcuno diffonde la crudele diceria che porti sfortuna. Fossati nel 1982 la manda a Sanremo con «E non finisce mica il cielo», brano con cui Mia ottiene il Premio della critica istituito per l’occasione, che dopo la sua scomparsa le sarà intitolato. Ma l’intensità della sua interpretazione non basta ad allontanarle l’idiozia superstiziosa di alcuni colleghi, tanto da farle decidere nel 1983 di abbandonare le scene.

Scelta non definitiva, grazie al cielo: nel 1985 è di nuovo a Sanremo, seppure tra le riserve, con «Spaccami il cuore» di Paolo Conte. Parteciperà invece nel 1989 («Almeno tu nell’universo»), nel ’90 («La nevicata del ’56»), nel ’92 («Gli uomini non cambiano») e nel ’93 («Stiamo come stiamo», in duetto con la sorella Loredana). Nel frattempo altri litigi, altri passaggi di etichetta, un progetto con Mina che non si realizzerà.

Nel ’95, durante un tour nazionale, si ritira a Cardano al Campo, in provincia di Varese, nell’appartamentino in cui abita per stare vicino al padre a cui si è riavvicinata. La ritrovano a casa senza vita, a letto, con la cuffia del mangianastri ancora nelle orecchie, innescando nuovi misteri. Uno dei quali è il fatto che non abbiano ancora dedicato un film o una fiction a questo tragico, talentuoso, avventuroso personaggio.

diciotto volte mimì (rarità incluse)

Foto: Il cofanetto e il cd della prima uscita

Per festeggiare l’anniversario della nascita, «Sorrisi» porta in edicola la sua discografia completa, 17 album più un disco di singoli e rarità. Si parte il 26 settembre con «Martini Mia...» (1989), che contiene «Almeno tu nell’universo». In vendita a 9,99 euro oltre il prezzo della rivista.

PIANO DELL'OPERA:
1.Martini Mia... 1989
2. Il giorno dopo 1973
3. Lacrime 1992
4. Nel mondo una cosa 1972
5. E' proprio come vivere 1974
6. Danza 1978
7. Per amarti 1977
8. La musica che mi gira intorno 1994
9. Quante volte ho contato le stelle
10. Mia Martini in concerto
11. Miei compagni di viaggio 1983
12. Sensi e Controsensi 1975
13. Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto 1976
14. La mia razza 1990
15. Mimì 1981
16. Un altro giorno con me 1975
17. Oltre la collina 1971
18. Singoli e rarità