Sofi Tukker e il nuovo singolo «Best Friend»: l’intervista

Li abbiamo conosciuti con «Drinkee», successo radiofonico nominato ai Grammy Awards: abbiamo incontrato Tucker, uno dei due componenti del duo newyorkese

05 Ottobre 2017 | 17:25

Sofi Tukker e il nuovo singolo «Best Friend»: l’intervista

Li abbiamo conosciuti con «Drinkee», successo radiofonico nominato ai Grammy Awards: abbiamo incontrato Tucker, uno dei due componenti del duo newyorkese

 di Giulia Ciavarelli

Foto: I Sofi Tukker  - Credit: © Ufficio stampa

05 Ottobre 2017 | 17:25 di Giulia Ciavarelli

Tucker è un'ex promessa dell'NBA e Sophie, invece, una cittadina del mondo appassionata di musica: il loro è un incontro non pianificato, ma il successo è immediato. Abbiniamo finalmente un volto alla hit radiofonica che ci ha fatto ballare nel 2016  «Drinkee»: appartenente al primo EP «Soft Animals», è stata la prima canzone scritta dai Sofi Tukker, il duo elettronico newyorkese composto dalla vocalist e chitarrista Sophie Hawley-Weld e da Tucker Halpern.

Il loro primo esperimento musicale scala le classifiche italiane, ricevendo prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale come la nomination ai Grammy Awards o la scelta dei loro brani come colonna sonora per gli spot del marchio Apple. Insomma, l'inizio è dei migliori. A raccontarci la loro storia è proprio Tucker: altissimo, biondo, sorridente e molto attento ai social network («mi fanno sentire vicino agli amici e alla famiglia quando viaggio»). In questo caso, un motivo in più per aggiornare Instagram è la mancanza di Sophie: la 25enne è rimasta a casa per problemi di salute, nulla che non le possa impedire di riprendere a breve il tour.

Abbiamo parlato del loro incontro, della "folle" nomination ai Grammy e del nuovo singolo «Best Friend»: ecco le dichiarazioni che vi faranno conoscere e apprezzare meglio i Sofi Tukker.

LA STORIA DI TUCKER E L'INCONTRO CON SOPHIE

«Da quando avevo 12 anni ho lavorato per diventare un giocatore di basket professionista, non avevo mai pensato prima di allora di poter lavorare nella musica. Ma il primo anno di college mi ammalai e durante i mesi passati a casa decisi di studiare produzione musicale prima di tornare a studiare seriamente a scuola. Tutto questo ha contribuito a non essere un musicista classico: ho messo insieme quello che volevo sentire» racconta l'artista.

L'incontro con Sophie avviene l'ultimo anno di college: entrambi iscritti alla Brown University, si incontrano in una galleria d'arte. «Io facevo il dj in questa mostra e lei una performance acustica, un jazz set. Ho pensato che avesse qualcosa di speciale, era brava e speciale. Però non mi piaceva la sua musica lenta, così le ho proposto di remixarla e renderla più dance: da qui, abbiamo iniziato a lavorare insieme. Lei doveva andare in Brasile ad insegnare yoga, ma sono riuscito a convincerla a trasferirsi a New York per proseguire il nostro viaggio musicale».

L'INNO ALL'AMICIZIA: IL NUOVO SINGOLO DEL DUO

Dopo due anni di pubblicazioni e innumerevoli date nei festival, il 12 settembre è stato presentato il nuovo singolo «Best Friend», ovvero il racconto di una sana amicizia che li unisce da anni, che è diventato la colonna sonora dello spot del nuovissimo iPhone X della Apple. È un pezzo deep groove dall'ispirazione unica, e incentrato sul rapporto con Sophie: «La canzone è la celebrazione di ciò che ci sta più a cuore in assoluto: la nostra amicizia. Quel rapporto dove puoi parlare di qualsiasi cosa, siamo stati fortunati a trascorrere del tempo insieme». Tucker ci parla anche del processo di ideazione e costruzione del singolo: «L'abbiamo composta nel garage dei miei genitori: io stavo suonando gli strumenti e Sophie stava parlando al telefono con la sua migliore amica del college. Quando la chiamata è terminata, è venuta da me dicendomi "Ho appena fatto una bellissima chiacchierata con la mia amica, voglio scrivere di quanto le voglio bene". Inizialmente avevamo la prima parte vocale, abbiamo chiamato le Nervo e i The Knocks».

Con quest'ultimi, c'è un rapporto speciale: «La nostra amicizia con the Knocks è ciò che ci ha dato la sicurezza di poter costruire la nostra carriera musicale» commenta Tucker.

GRAMMY 2017 E SPOT APPLE: I PRIMI RICONOSCIMENTI PER «DRINKEE»

Vi abbiamo parlato della storia del sensuale brano «Drinkee», contenente una vasta gamma di sonorità brasiliane e ispirato al poeta Chacal: è stata proprio la loro prima opera musicale a fargli scalare le classifiche internazionali. Ma prima del successo, ad averci visto lungo è stata la Apple: «Questa canzone è stata utilizzata per la pubblicità dell'Apple Watch prima che diventassimo famosi, e da qui è iniziata questa collaborazione musicale. Dopo la prima colonna sonora, siamo rimasti in contatto con l'azienda. Invece, dello spot per il nuovo iPhone X non ne avevamo idea! È stata una sorpresa anche per noi» esclama Tucker. E questo contatto con i grandi brand non ha cambiato il modo di rapportarsi con i fan, anzi ha aumentato la voglia di esibirsi dal vivo: «Speriamo di fare solo grandi show ma rimanendo gli stessi».

I Sofi Tukker rimangono con i piedi ben saldi a terra, anche quando si tratta di parlare della nomination ai Grammy Awards 2017: «È folle! Completamente inaspettato, quel giorno non sapevamo del nostro annuncio. Sophie si è avvicinata e mi ha detto "Non ci crederai", abbracciandomi. Siamo migliori amici ma abbiamo poco contatto fisico, manteniamo la nostra relazione professionale ma in quel momento è stato tutto molto emozionante. Poi ho preso il telefono, un’ondata di chiamate e circa trecento messaggi!».

LA COLLABORAZIONE DEI SOGNI E L'ENERGIA DEI LIVE SHOW

Se con «Best Friend» abbiamo assistito ad un concentrato di ospiti musicali, per Tucker ci sono ancora alcuni sogni da realizzare: «Ce ne sono molti, è divertente poter collaborare con persone di tutto il mondo. Mi piacerebbe Stromae, è un personaggio molto creativo e talentuoso, e anche Grimes, la stella dell'art-pop che ha già collaborato con noi in alcuni video».

«La prima esperienza dal vivo è stata in un piccolo club a New York, c'erano venti spettatori. Per fare questo lavoro, ci siamo subito resi conto che, per prima cosa, dovevamo divertirci: c'è molta energia ai nostri concerti, vogliamo far ballare le persone che vengono a guardarci. Al centro della scena, teniamo una sorta di albero ovvero una grande scultura composta da libri reali ma con all'interno microfoni che, una volta colpiti, riproducono i campioni con il computer. È il nostro modo per interagire con il pubblico» racconta l'artista.

Il futuro? «Tour, nuova musica da far ascoltare e video in arrivo».