10 Luglio 2013 | 07:05

Paola & Chiara, l’intervista prima dello scioglimento

È l'8 luglio 2013 il giorno in cui Paola & Chiara ufficializzano il loro scioglimento dopo 16 anni di vita artistica insieme. L'intervista che vi stiamo per far leggere risale a qualche settimana prima della loro separazione...

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Paola & Chiara, l’intervista prima dello scioglimento

È l'8 luglio 2013 il giorno in cui Paola & Chiara ufficializzano il loro scioglimento dopo 16 anni di vita artistica insieme. L'intervista che vi stiamo per far leggere risale a qualche settimana prima della loro separazione...

10 Luglio 2013 | 07:05 di

È l’8 luglio 2013 il giorno in cui Paola & Chiara, le sorelle Iezzi che da «Amici come prima» a Sanremo 1996 fino a «Divertiamoci (perché c’è feeling)» di quest’anno, ufficializzano il loro scioglimento dopo 16 anni di vita artistica insieme. L’intervista che vi stiamo per far leggere risale a qualche settimana prima della loro separazione.

Com’è stato registrare il vostro ultimo album, «Giungla»?
Paola: «È stato difficile arrivare a questo nuovo disco insieme. È stato un momento molto complicato per noi dal punto di vista personale e lavorativo. Non possiamo negarlo. L’umore tra noi è stato pesante. E non è stata una situazione prettamente di carattere economico, in fondo quella crisi che stanno vivendo in moltissimi in Italia, è la stessa che noi stiamo stiamo vivendo come artisti da molti anni. Anche in questo, purtroppo, la musica ha anticipato i tempi».

Cos’è successo poi?
Paola: «Abbiamo un senso del dovere molto forte, trasmesso dalla nostra famiglia. Sono 16 anni che si riparte, ci cercano nuovi presupposti, spesso lo si fa con un grande dolore alle spalle. È per questo che nonostante tutto abbiamo cercato una linea positiva, ancora una volta, perché chi ci ascolta alla fine vuole questo. Avere una boccata d’aria con la nostra musica. Tra le righe dei nostri testi ci sono molti messaggi che raccontano le nostre difficoltà e la volontà di uscirne fuori con il sorriso».

Molto è nato grazie alla vostra partecipazione a «I migliori anni».
Chiara: «È stata una grande opportunità, abbiamo cantato canzoni non nostre e le abbiamo scelte in estrema libertà, confrontandoci con gli autori, in linea con le nostre voci. Abbiamo cantato qualsiasi cosa, questo ci ha dato modo di mostrare un nostro volto più eclettico».
Paola: «Quando si è chiusi nella zona comfort di quelle quattro certezze che hai senza che nessuno pensi possa farti del male, scopri che un programma come questo si è reso centrale per portare a termine questo album. Lavorare in una squadra professionale e con una guida autorevole come Carlo Conti è stato bellissimo. E ci ha dato la propulsione che serviva per questo disco».

Vi siete staccate ancora una volta dalla linea tradizionale del mercato italiano.
Chiara: «Da sempre abbiamo sentito la necessità di non ripeterci, di non usare formule, ci siamo evolute guardando al contemporaneo, sempre. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di trasmettere energia al pubblico, dare a chi ci ascolta la forza di affrontare le loro difficoltà. Divertendosi, quando possibile».

La vostra attenzione per i particolari, il look, rimane una rarità.
Chiara: «La parola coraggio ci ha sempre contraddistinto. Abbiamo messo cuore e azione alla nostre volontà. Niente lasciato al caso, abbiamo inseguito una perfezione correndo il rischio di non essere capite. Portarsi oltre quello che si pensa di poter fare ti permette di fare qualcosa di nuovo, sempre».

Nel vostro ultimo album il rap è co-protagonista.
Paola: «Abbiamo chiesto a Niccolò Agliardi, che era giudice di Mtv Spit, di darci dei nomi di ragazzi bravi che hanno partecipato al programma nella prima edizione. Moreno ha risposto al nostro invito con entusiasmo. Ha una convinzione nello sguardo che ci ha stupito».
Chiara: «Era da tempo che volevamo utilizzare questo linguaggio, è un fenomeno che abbiamo osservato da sempre e che abbiamo coinvolto con la presenza di Razza Krasta e Moreno. È un ragazzo davvero bravo, talentuoso, fresco, sorprendente. Gli abbiamo mandato il brano, lui ha fatto la sua parte e ci è piaciuta dal primo momento. È una persona determinata, consapevole, che peraltro è molto educato e rispettoso. Non capita spesso».

I riferimenti alla storia pop internazionale in «Giungla», sono moltissimi.
Chiara: «”Giungla” è uno dei nostri album più centrati, lo consideriamo l’album più pop mai realizzato da noi nella carriera. C’è tutto quello che deve esserci dentro un album di questo genere: l’hip hop, il soul, accenni rock. Tutta la nostra passione per la musica è condensata in questo disco».
Paola: «Facciamo pop perché il pop è fantastico e ci ha divertito farlo perché è difficile da definire, sfugge dalle etichette. Così abbiamo unito tante cose, lavorando con la produzione di Nicolò Fragile».

L’affetto dei fan sul web, anche in questo momento, è fortissimo.
Chiara: «Tutto parte dalla curiosità per i mezzi di comunicazione, fondamentale quando oggi vuoi fare buona musica. È il modo più semplice per percepire i gusti delle persone, abbiamo cercato di far capire cosa succede in noi. In modo molto chiaro e trasparente».

C’è anche un brano in cinese.
Paola: «Ormai non si può guardare al mondo mediterraneo senza pensare alla cultura orientale. Alla fine anche il nostro cantare in spagnolo è nato anche un po’ in quel periodo in cui andava tantissimo lo spanglish di Ricky Martin e di Jennifer Lopez. Ormai se chiedi a un adolescente italiano se conosce gruppi di successo coreani, sicuramente loro ne conosceranno almeno uno. Un nostro amico che viveva in Italia che si è trasferito lì ci ha adattato il testo».
Chiara: «Volevamo fare una cosa divertente, è un’idea che avevamo da qualche anno. Forse anche voi vi sarete accorti di quanto alcune canzoni che si ascoltano in questi ristoranti ricordino molto alcuni brani romantici del nostro repertorio. E da qui, l’idea. Ci ha veramente divertito».