28 Novembre 2014 | 18:48

Paola Iezzi: il suo nuovo Ep «i.love». La musica non è solo in classifica

Dietro l'immagine legata al fashion e alle nuove tendenze, c'è una ragazza con un'enorme sensibilità e con una dote rara negli artisti che fanno musica e parlano poi di se stessi: raccontare tutto nella più disarmante verità.

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Paola Iezzi: il suo nuovo Ep «i.love». La musica non è solo in classifica

Dietro l'immagine legata al fashion e alle nuove tendenze, c'è una ragazza con un'enorme sensibilità e con una dote rara negli artisti che fanno musica e parlano poi di se stessi: raccontare tutto nella più disarmante verità.

28 Novembre 2014 | 18:48 di

Dietro l’immagine legata al fashion e alle nuove tendenze, c’è una ragazza con un’enorme sensibilità e con una dote rara negli artisti che fanno musica e parlano poi di se stessi: raccontare tutto nella più disarmante verità. Paola Iezzi ci presenta «i.love», il suo nuovo Ep di cover anticipato dal singolo e videoclip «Get Lucky».

Ti sembrerà un punto di partenza un po’ vago, ma poi scoprirai perché partiamo da qui. Abbiamo visto che sei stata a X Factor. Raccontaci com’è andata.
«Lo guardo abitualmente, sono una grande fan. Mi piace godermelo da casa e Luca Tommassini mi ha invitato, ne ho approfittato per incontrare un po’ di amici».

Come ti è sembrato il livello dal vivo?
«Molto alto e simile tra loro. Dal vivo l’impatto emotivo è molto forte. Mi sono piaciuti tanto alcuni eliminati. Ma in modo particolare Camilla, è un personaggio interessante. Criptica, intima, una di quelle persone che non crea subito empatia con il pubblico, aveva bisogno di tempo».

Tra gli altri?
«Mi piace molto Lorenzo Fragola, la voce di Madh, gli Spritz For Five. Dopo X Factor non è facile, spero trovino la loro strada. Ormai il mondo della musica è un ginepraio, una giungla per tutti».

Ci puoi dire qualcosa su Morgan? È un’edizione molto particolare per lui…
«Mi dispiace che Morgan si sia un po’ spento. Lui è l’anima di X Factor. Le scelte impervie, la direzione più alta e intellettuale dello show, è una sua creazione. Solo in Italia il livello di discussione sulla musica è così alto. Grazie a lui».

Come lo preferisci Morgan?
«Più esplosivo, agguerrito. È comunque bello vedere in un programma come questo la figura di un maestro che parla in modo competente e appassionato. Con un linguaggio adatto alla musica. La musica è un prodotto, ma è soprattutto cultura. E questo non va mai dimenticato».

Volevo passassimo da queste tue osservazioni per avvicinarci al tuo Ep «I Love», il quale secondo me si lega bene a una visione diversa e non solo commerciale della musica.
«Dopo l’ultimo progetto con Chiara avevo ancora bisogno di tempo per un disco di inediti tutto mio. Amo stare nella musica, ma a modo mio: non voglio uniformarmi a tutti i costi, ho bisogno dei miei tempi, ma seguo i tempi veloci del mercato. Ho così deciso di far nascere un’idea che mi desse molta energia, un Ep di cover».

Come mai un Ep e non un album intero?
«Lavoro da sola, appoggiandomi solo a un distributore. Lavoro a tutto, dalle canzoni alle foto. Lavorare da indipendenti richiede molte energie e tante risorse economiche. Sono operazioni da cui non ci si guadagna, le si fa per amore della musica. Ho fatto pochi brani scegliendo i produttori migliori del momento».

Come produrresti, oggi, un artista uscito da X Factor?
«Cercando di conoscere l’artista come le mie tasche, consapevole dei punti di forza e delle debolezze. Cercherei di studiare il suo modo comunicare al di là di una bellissima voce. Bisogna saper stare sul palco, fare ogni sforzo necessario per trovare la giusta direzione».

È difficile avere un ruolo nella musica, oggi?
«Fedez in puntata ha detto che c’è una vita al di fuori delle classifiche. Se lo dice lui che è in cima alle classifiche, vuol dire che molte persone non faticheranno a comprenderlo come vero. Negli anni 80, quando ero una ragazzina, c’erano i re incontrastati e le comparse. Oggi c’è un ricambio totale e completo. E chi vende molto, vende molto poco rispetto al passato».

Tu che ruolo hai nella musica oggi?
«Fare musica per me non significa solo entrare in studio, ma fare tutto quello che mi appassiona che ha a che fare con la musica. Per esempio, io è da molto tempo che faccio anche serate come deejay. È un lavoro che mi appassiona, mi diverte. E che in pista funziona».

Questa estensione del proprio ruolo nel mercato lo vedi come un bene o come un male?
«Come un bene, nel modo più assoluto. Tra qualche anno nella musica ci sarà chi ha più forza della passione, non chi pensa di fare soldi facili. In questo l’umiltà e la capacità di reinventarsi sarà sempre più centrale»

Ascolta l’ep «i.love» di Paola Iezzi