26 Luglio 2013 | 05:46

Paola Iezzi, l’intervista: «Grazie a Max Pezzali ho realizzato il mio sogno»

La sorella mora del pop sta girando l’Italia insieme a Max Pezzali e Jake La Furia (del gruppo rap Club Dogo) per il nuovo programma di Italia 1 «Nord Sud Ovest Est», in onda su Italia 1 lunedì sera. «Era da tempo che volevo fare qualcosa in televisione»...

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Paola Iezzi, l’intervista: «Grazie a Max Pezzali ho realizzato il mio sogno»

La sorella mora del pop sta girando l’Italia insieme a Max Pezzali e Jake La Furia (del gruppo rap Club Dogo) per il nuovo programma di Italia 1 «Nord Sud Ovest Est», in onda su Italia 1 lunedì sera. «Era da tempo che volevo fare qualcosa in televisione»...

26 Luglio 2013 | 05:46 di

Sono giornate intense per Paola Iezzi. Dopo il recente scioglimento del duo Paola & Chiara annunciato nelle scorse settimane, la sorella mora del pop sta girando l’Italia insieme a Max Pezzali e Jake La Furia (del gruppo rap Club Dogo) per il nuovo programma di Italia 1 «Nord Sud Ovest Est», in onda su Italia 1 il lunedì in prima serata, un lungo viaggio a puntate per scovare i protagonisti dei tormentoni più belli dagli Anni 80 a oggi. «Era da tempo che volevo fare qualcosa in televisione» racconta «ma aspettavo l’occasione giusta e più adatta a me. La mia doveva essere una partecipazione defilata, ma l’entusiasmo personale e del team di lavoro mi ha convinto a restare».

Con Max Pezzali, tra l’altro, c’è un legame speciale e di lunga data.
«Con Chiara abbiamo fatto le coriste nel “progetto band 883” dopo l’abbandono di Mauro Repetto. Prima del tour con le apparizioni in tv, anche al “Festivalbar”, avevamo registrato con Max tutti i videoclip del suo album “La donna, il sogno & il grande incubo”. Oggi è come ritornare a quel mitico 1995».

In questi anni ci ha nascosto la sua passione per la tv?
«Ho sempre apprezzato la buona televisione fatta dai grandi professionisti. Per questo ho partecipato a “I migliori anni” di Carlo Conti. Nella tv così come nella musica amo la cura dei dettagli e i programmi dove c’è un grosso lavoro degli autori. Non a caso ho una passione per Fiorello e per Victoria Cabello. Preparati e brillanti».

«Nord Sud Ovest Est» è un format che la convince, quindi.
«Fin da subito, perché unisce l’aspetto del documentario di viaggio fatto sulla strada al racconto di parti importanti del bagaglio musicale del nostro Paese. Abbiamo ritrovato dei brani che pensavamo di aver dimenticato e che invece, appena rievocati, sono riemersi dalla nostra memoria».

Per chi i tormentoni li ha fatti, è poi facile raccontarli?
«Non è stata e non è una missione semplice. Quando inizi a fare musica, tutta la percezione di ciò che ascolti, purtroppo, cambia. Ho cominciato così giovane la mia carriera ed è tutto diventato così importante in fretta che i miei ultimi ricordi dei tormentoni estivi da fan sono legati a Ivana Spagna!».

In questo viaggio di «Nord Sud Ovest Est» cosa sta imparando?
«Avere un contatto così diretto con la grande musica italiana mi ha fatto capire quali siano i processi che portano una canzone a diventare una hit. Un tormentone il più delle volte è frutto del caso. Ci vuole intuizione e tanta fortuna».

Tra l’altro Sorrisi, in un suo sondaggio rivolto al pubblico qualche anno fa, ha eletto «Vamos a Bailar» il tormentone estivo assoluto di tutti i tempi.
«La notizia ci aveva riempito di gioia! Quella canzone arrivava nel 2000, un anno di grandi aspettative. Anche se aveva una vena malinconica, ha portato un po’ più di speranza nel futuro».

Un’ultima domanda. Cosa rimane, oggi, di Paola & Chiara?
«Ci ho pensato tanto e faccio un po’ fatica a parlarne. La notizia ha spiazzato anche noi. C’erano dei segnali ma è successo tutto all’improvviso. Siamo delle sognatrici che hanno fatto scelte troppo coraggiose e ne hanno pagato le conseguenze. Abbiamo fatto musica popolare, lavorando in modo indipendente. Un grande rischio. È strano usare la parola scioglimento perché sto parlando di mia sorella, ma il duo Paola & Chiara è un progetto unico in Italia, a cui rimarrò legata per sempre e di cui avrò sempre profondo rispetto. Abbiamo lottato fino alla fine, come due vere leonesse».