17 Marzo 2009 | 08:00

Sarà Jury la rivelazione di X Factor. Parola di Simona Ventura

«Ai provini non l’avevo preso, ma mi ha colpita. L’ho richiamato e ora punto su di lui» rivela la conduttrice del talent show di Raidue. Che non teme con lo scontro di domani con Amici. «Il trasloco al martedì sera? È un bene»...

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Sarà Jury la rivelazione di X Factor. Parola di Simona Ventura

«Ai provini non l’avevo preso, ma mi ha colpita. L’ho richiamato e ora punto su di lui» rivela la conduttrice del talent show di Raidue. Che non teme con lo scontro di domani con Amici. «Il trasloco al martedì sera? È un bene»...

17 Marzo 2009 | 08:00 di

Simona Ventura. Foto Bruno Bisang/Blob C.G.
Simona Ventura. Foto Bruno Bisang/Blob C.G.

Una seconda edizione che vede crescere in progressione gli ascolti (ormai attestati su una media di oltre tre milioni di spettatori) e una rosa di concorrenti che già si va stringendo e definendo, verso quella che sarà la consacrazione finale. L’atmosfera si sta scaldando, ma dal caos nascerà anche quest’anno una stella che canta? L’abbiamo chiesto a Simona Ventura che ha scoperto e fatto da Pigmalione alla stella dell’anno scorso, Giusy Ferreri.
Prima di tutto, che ne pensa del repentino cambio di serata, da lunedì a martedì, di «X Factor»?
«Molto positivo: è un peccato quando più programmi forti si sovrappongono. E benissimo anche per me, che ho un giorno di recupero tra domenica e martedì e posso tirare il fiato».
L’anno scorso lei era assegnata ai meno giovani, adesso ai giovanissimi. Qualche rimpianto per la categoria che le ha dato talenti e soddisfazioni come Giusy Ferreri?
«Nessun rimpianto, ci sono fenomeni a tutte le età. Comunque, dalla selezione che si ottiene partendo dai ventimila provini iniziali si ricava il fior fiore. Tutti i concorrenti attualmente in gara sono talenti sicuri, con grande personalità e grande capacità».
Lei, per regolamento, deve sostenere i suoi: chi vorrebbe in finale?
«So che è chiedere tanto, ma il mio ideale sarebbe averne due. Sono qui per vincere e sono disposta a tutto. Ma per chi partecipa a un talent show come questo c’è una cosa ancora più importante della vittoria ed è avere una carriera artistica autonoma dopo il programma. È questa l’idea di fondo che ho nella testa e il criterio che mi guida nelle scelte».
Se dovesse piazzare un pronostico, chi vede favorito?
«L’ho detto: in gara rimangono i più forti ed è il pubblico che in definitiva fiuta “l’animale da palco” e lo fa emergere. Personalmente trovo notevoli Jury, Daniele, Noemi. Oltre, ovviamente, ai Bastard Sons of Dioniso».
Scartarne uno piuttosto che un altro dev’essere un bel mal di testa…
«E un mal di pancia. Ormai anche il pubblico lo sa, sono coinvolta emotivamente e fisicamente. E a volte sono molto divisa».
L’anno scorso, quando presentò Giusy Ferreri, lei pronunciò la frase «O la va o la spacca», come se giocasse un azzardo ed era molto emozionata.
«È vero. Giusy, per la sua diversità, l’originalità, era un grosso rischio, nel senso che, secondo me, poteva essere un tutto o un niente, senza sfumature. Già dalla prima volta con lei ero combattuta, tra sorpresa, coraggio, timore della novità».
C’è qualcuno quest’anno che le ha fatto provare la stessa sensazione?
«Sì, Jury. Non ci ho dormito perché ai provini non l’avevo preso e ripensandoci mi sono detta: “Non ho fatto la scelta giusta”. L’ho richiamato e poi fatto debuttare».
Si dice che voi giudici litighiate meno: vi siete messi d’accordo?
«Penso che siamo cresciuti rispetto all’anno scorso. Me la prendo ancora, ma cerco anche di evitare le provocazioni e le discussioni inutili. Non voglio che l’attenzione sia soprattutto su di noi. La luce dei riflettori deve stare sui ragazzi».

di Patrizia Guariento