23 Novembre 2011 | 17:24

RAHMA di X FACTOR 5: la prima eliminata. L’intervista per Sorrisi.com

Intervista alla voce black che ha incantato il pubblico di Sky Uno. Nella squadra over 25 di Arisa è stata (a sua opinione) vittima di una competizione tra i giudici. La responsabilità? Di Simona Ventura...

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RAHMA di X FACTOR 5: la prima eliminata. L’intervista per Sorrisi.com

Intervista alla voce black che ha incantato il pubblico di Sky Uno. Nella squadra over 25 di Arisa è stata (a sua opinione) vittima di una competizione tra i giudici. La responsabilità? Di Simona Ventura...

23 Novembre 2011 | 17:24 di

Rahma - Credits: Ufficio Stampa
Rahma - Credits: Ufficio Stampa

Rahma Hafsi e la sua eliminazione nella prima puntata del nuovo X Factor (voluta in via definitiva da Simona Ventura con il suo terzo voto “contro”) hanno fatto discutere.

Per Adriano De Pasquale, i Sinacria Simphony, Francesco Gramegna e Alessandra Falconieri (i primi eliminati delle precedenti edizioni del talent) non ci pare di aver rilevato lo stesso sdegno del pubblico. E forse un motivo c’è. Oggi interroghiamo la diretta interessata per approfondire la spinosa questione.Lei è black nello spirito e nelle ossa, lo dimostrano il suo Myspace, dove raccoglieva la folta chioma riccia sotto una fascia, e le sue canzoni che trasudano positività, passione. Per come la vediamo oggi, sembra quasi impossibile riconoscerla. Se non fosse per quel neo sul naso che alcuni chiamano difetto, ma che non ti fa dimenticare (mai più) il suo volto.

La troviamo sorridente e pensiamo che abbia già archiviato con serenità la sua esclusione dai giochi. Noi però non riusciamo a farcene una ragione.

Possibile non scomporsi dopo così tanta fatica per arrivare nel cast finale di X Factor?
«Lo so, non è da tutti. Il problema è che certe uscite dolorose presuppongono una mancanza, che nel mio caso non c’è stata visto che i giochi erano appena cominciati. È stata una bella opportunità. Ho cantato brani che faccio abitualmente, mi sono affacciata alla tv con la musica e mi piace di più. Non potevo chiedere di meglio».

Quindi l’assegnazione di “Street life” era la migliore in assoluto?
«Decisamente sì. Arisa ha voluto che portassimo su quel palco il nostro biglietto da visita e così è stato. Non siamo stati strategici, sinceramente non pensavo che per i giudici la gara fosse così importante. Ero certa che si premiasse il talento, infatti non mi aspettavo una reazione come quella della Ventura. La sua giustificazione “dell’esperimento” per Le5 non mi ha convinto».

Perché?
«Perché i gruppi a X Factor non hanno mai avuto un grande percorso, a parte gli Aram Quartet che oggi si sono pure sciolti. Ormai si va avanti, ma la sensazione è che Simona abbia voluto far capire in modo chiaro ad Arisa come stanno le cose nelle strategie dei giudici. Come dire che se sei l’ultima arrivata… potrebbe essersi trattato di una sorta di nonnismo televisivo, dal mio punto di vista pericolosissimo».

Ci può raccontare in modo più personale chi è Arisa e cosa rappresenta per X Factor?
«Di Arisa, per chiunque la conosca per la prima volta, si ha un impatto strano. Perché è fuori dai canoni e ha una voce particolare che a volte sembra che possa anche infastidire. Invece è la persona più carina incontrata in tutta questa esperienza. Una ragazza educata che ha un rispetto profondo per le persone. Non ha tirato fuori la sua cattiveria, ma sono certa che dopo la mia eliminazione lo farà. Dopo la diretta diceva di sentirsi in colpa, responsabile della mia eliminazione. Anche se il carrozzone delle assegnazioni e del lavoro con i giudici doveva ancora cominciare».

Ha parlato in un’intervista di altre esibizioni deboli. Ci può dire quali?
«Senza dubbio quella di Davide Papasidero, con un’emozione che in lui ha giocato un bruttissimo scherzo. Anche se va detto che tutti hanno fatto meno di quanto avrebbero potuto, perché il livello era inferiore rispetto alle prove generali».

E adesso?
«Guardo avanti, mi rincuorano le persone che mi stanno scrivendo, vogliono che non molli. Spero ci sia qualche discografico che mi noti per produrre il mio primo album. Anche se avevo già realizzato un disco autoprodotto in lingua inglese, vorrei sperimentare il genere r’n’b e soul su testi in italiano. Spero di poter realizzare presto questo sogno».

Crede sia un settore di mercato poco battuto e di potenziale successo in Italia?
«Sì, in Italia ci sono tantissimi cantanti che fanno musica black amata dal pubblico ma manca qualcuno che riesca a rappresentare questo genere nel nostro Paese. C’è un pregiudizio culturale, che non è razzista, è solo di poca apertura a sonorità diverse dal solito. Un pregiudizio che probabilmente ha avuto anche Simona Ventura nei miei confronti».

Se avesse cantato “Someone like you” di Adele sarebbe passata?
«Molto probabilmente sì. Cantare il brano più in voga del momento, dell’artista più adorata da fan e dai media avrebbe avuto un impatto diverso. Ma non cambierei minimamente il mio percorso, seppur breve, a X Factor».