01 Gennaio 2011 | 12:06

Ridi Nathalie, hai vinto!

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni il 4 dicembre 2010 Nathalie con l’accento sulla i, alla francese, anche se sui documenti c’è scritto Natalia Beatrice: «In realtà è stato sbagliato all’atto di nascita» dice lei, una donnina minuta di trent’anni che sembra un’adolescente, quarantacinque chili di pure note. Con la voce ruvida e due lacrimoni […]

 di

Ridi Nathalie, hai vinto!

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni il 4 dicembre 2010 Nathalie con l’accento sulla i, alla francese, anche se sui documenti c’è scritto Natalia Beatrice: «In realtà è stato sbagliato all’atto di nascita» dice lei, una donnina minuta di trent’anni che sembra un’adolescente, quarantacinque chili di pure note. Con la voce ruvida e due lacrimoni […]

Foto: pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni il 4 dicembre 2010 Nathalie con l’accento sulla i, alla francese, anche se sui documenti c’è scritto Natalia Beatrice: «In realtà è stato sbagliato all’atto di nascita» dice lei, una donnina minuta di trent’anni che sembra un’adolescente, quarantacinque chili di pure note. Con la voce ruvida e due lacrimoni sul viso una settimana fa ha vinto la quarta edizione di «X Factor», il talent show più radical chic della tv italiana. L’unica donna in quattro anni. Non c’erano riuscite nemmeno Giusy Ferreri o Noemi negli anni passati, non ci sono riuscite Dorina, Manuela, Cassandra in questa edizione. Deve ammetterlo: «Le artiste donne hanno più difficoltà ad affermarsi, anche come autrici, non so per quale motivo». Invece Nathalie della «squadra» di Elio, ha intonato «In punta di piedi», un’intensa ballata, che potrebbe essere tradotta anche domani in inglese e migrare all’estero, e ha buttato tutti gli altri concorrenti fuori gara. «Appesa al tuo respiro/ mi vedo cadere/ per poi ritornare/ a sentirmi felice». L’ha composta lei un anno fa, «mi era rimasta in testa e quando l’ho scritta ho pianto di gioia». Lei scrive, canta e suona, tutto insieme: «Di solito sono presa dal delirio, mi metto al piano o alla chitarra, butto giù delle parole e su quello lavoro, colgo il momento magico». Una mamma belga, un padre siciliano, una sorella maggiore, Nathalie vive a Roma, da sola, al nuovo Salario «Sono una ragazza di periferia», lo dice e ride. Parla e scrive in quattro lingue, italiano compreso, ha un fidanzato che fa il musicista e rimane dietro le quinte e intanto la aiuta ad arrangiare i brani: «Sono molto timida, sono una di poche parole, ma se mi trovo a mio agio divento logorroica». A cantare inizia a 13 anni, «nella mia cameretta con le basi musicali e molta passione, ho sempre avuto questa cosa, non so da dove mi venga, da bambina salivo sul pianoforte che avevamo a casa e suonavo a orecchio». All’epoca cantava «I will survive» e Stevie Wonder, un po’ di tutto. Poi sceglie un altro genere e punta al rock, Tori Amos le cambia la vita, così si mette a studiare il piano e la chitarra, il padre le regala un libro con gli accordi e lei li impara uno dopo l’altro. C’è un prima di «X Factor» dove Nathalie canta con delle cover band, gira per locali, a Roma, in Italia, all’estero, poi lascia il gruppo e resta sola. «Negli ultimi dieci anni ho fatto piano e voce, chitarra e voce, volevo fare le cose più disparate dal nu-metal alla wave music». La chiama una «gavetta forte». Poi c’è «X Factor». Ci prova un anno fa, un gruppo femminile cerca una cantante e Nathalie arriva a Milano per il provino, ma non va, e lei è quasi contenta. Ci riprova qualche mese dopo, da cantautrice rocker, «sono tornata felice, “X Factor” è una delle poche occasioni in tv dove si osa e a livello musicale è un’eccezione, ha un buon livello qualitativo». È la prima a salire sul palco la prima puntata, canta «America» di Gianna Nannini, ed è anche la prima a rischiare di essere eliminata: «Lì mi sono arrabbiata come mai, ho detto, no, la prima puntata non posso uscire». Ed è così che resta due mesi in gioco. Si fa la fama di quella che piange, ma «avrò pianto due volte», puntualizza, «lo hanno ripreso e mandato in onda. Il talent non è un reality, ma mi imbarazzava molto, ai confessionali non riuscivo a esprimermi in maniera corretta. Anche rimettersi in gioco come cantante, dopo anni che facevo come mi pareva, non è stato facile...». Adesso che ha vinto un contratto discografico con la Sony, Nathalie racconta che nel cassetto ha più di cento pezzi, «alcuni non li farei mai, ma ci sono affezionata, che mi piacciono veramente ce n’è una quindicina». Sanremo è fra pochi mesi, «è una realtà che sento lontana da me però anche Carmen Consoli ci è andata e ne è uscita alla grande, anche i Quintorigo e tanti altri che non c’entravano niente, con qualcosa che mi rappresen ti ci andrei». Si ferma un attimo. «Pur di arrivare sono disposta a tutto? No, sono una purista».

01 Gennaio 2011 | 12:06 di

pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni il 4 dicembre 2010

Nathalie con l’accento sulla i, alla francese, anche se sui documenti c’è scritto Natalia Beatrice: «In realtà è stato sbagliato all’atto di nascita» dice lei, una donnina minuta di trent’anni che sembra un’adolescente, quarantacinque chili di pure note. Con la voce ruvida e due lacrimoni sul viso una settimana fa ha vinto la quarta edizione di «X Factor», il talent show più radical chic della tv italiana. L’unica donna in quattro anni. Non c’erano riuscite nemmeno Giusy Ferreri o Noemi negli anni passati, non ci sono riuscite Dorina, Manuela, Cassandra in questa edizione.

Deve ammetterlo: «Le artiste donne hanno più difficoltà ad affermarsi, anche come autrici, non so per quale motivo». Invece Nathalie della «squadra» di Elio, ha intonato «In punta di piedi», un’intensa ballata, che potrebbe essere tradotta anche domani in inglese e migrare all’estero, e ha buttato tutti gli altri concorrenti fuori gara. «Appesa al tuo respiro/ mi vedo cadere/ per poi ritornare/ a sentirmi felice». L’ha composta lei un anno fa, «mi era rimasta in testa e quando l’ho scritta ho pianto di gioia». Lei scrive, canta e suona, tutto insieme: «Di solito sono presa dal delirio, mi metto al piano o alla chitarra, butto giù delle parole e su quello lavoro, colgo il momento magico».

Una mamma belga, un padre siciliano, una sorella maggiore, Nathalie vive a Roma, da sola, al nuovo Salario «Sono una ragazza di periferia», lo dice e ride. Parla e scrive in quattro lingue, italiano compreso, ha un fidanzato che fa il musicista e rimane dietro le quinte e intanto la aiuta ad arrangiare i brani: «Sono molto timida, sono una di poche parole, ma se mi trovo a mio agio divento logorroica».

A cantare inizia a 13 anni, «nella mia cameretta con le basi musicali e molta passione, ho sempre avuto questa cosa, non so da dove mi venga, da bambina salivo sul pianoforte che avevamo a casa e suonavo a orecchio». All’epoca cantava «I will survive» e Stevie Wonder, un po’ di tutto. Poi sceglie un altro genere e punta al rock, Tori Amos le cambia la vita, così si mette a studiare il piano e la chitarra, il padre le regala un libro con gli accordi e lei li impara uno dopo l’altro.

C’è un prima di «X Factor» dove Nathalie canta con delle cover band, gira per locali, a Roma, in Italia, all’estero, poi lascia il gruppo e resta sola. «Negli ultimi dieci anni ho fatto piano e voce, chitarra e voce, volevo fare le cose più disparate dal nu-metal alla wave music». La chiama una «gavetta forte». Poi c’è «X Factor». Ci prova un anno fa, un gruppo femminile cerca una cantante e Nathalie arriva a Milano per il provino, ma non va, e lei è quasi contenta. Ci riprova qualche mese dopo, da cantautrice rocker, «sono tornata felice, “X Factor” è una delle poche occasioni in tv dove si osa e a livello musicale è un’eccezione, ha un buon livello qualitativo».

È la prima a salire sul palco la prima puntata, canta «America» di Gianna Nannini, ed è anche la prima a rischiare di essere eliminata: «Lì mi sono arrabbiata come mai, ho detto, no, la prima puntata non posso uscire». Ed è così che resta due mesi in gioco. Si fa la fama di quella che piange, ma «avrò pianto due volte», puntualizza, «lo hanno ripreso e mandato in onda. Il talent non è un reality, ma mi imbarazzava molto, ai confessionali non riuscivo a esprimermi in maniera corretta. Anche rimettersi in gioco come cantante, dopo anni che facevo come mi pareva, non è stato facile…».

Adesso che ha vinto un contratto discografico con la Sony, Nathalie racconta che nel cassetto ha più di cento pezzi, «alcuni non li farei mai, ma ci sono affezionata, che mi piacciono veramente ce n’è una quindicina». Sanremo è fra pochi mesi, «è una realtà che sento lontana da me però anche Carmen Consoli ci è andata e ne è uscita alla grande, anche i Quintorigo e tanti altri che non c’entravano niente, con qualcosa che mi rappresen ti ci andrei». Si ferma un attimo. «Pur di arrivare sono disposta a tutto? No, sono una purista».