04 Gennaio 2014 | 14:03

Sanremo Story, 1951: Tutto inizia al Casinò con quattro cantanti e due orchestre della Rai

I Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1951. Presenta Nunzio Filogamo. Organizzazione: Radio Italiana con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Grazie dei fiori (di Gian Carlo Testoni-Mario Panzeri-Saverio Seracini) Nilla Pizzi 2. La luna si veste d’argento (di […]

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Sanremo Story, 1951: Tutto inizia al Casinò con quattro cantanti e due orchestre della Rai

I Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1951. Presenta Nunzio Filogamo. Organizzazione: Radio Italiana con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Grazie dei fiori (di Gian Carlo Testoni-Mario Panzeri-Saverio Seracini) Nilla Pizzi 2. La luna si veste d’argento (di […]

Foto: I Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1951. Presenta Nunzio Filogamo. Organizzazione: Radio Italiana con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Grazie dei fiori (di Gian Carlo Testoni-Mario Panzeri-Saverio Seracini) Nilla Pizzi 2. La luna si veste d'argento (di Vittorio Mascheroni-Biri) Nilla Pizzi e Achille Togliani 3. Serenata a nessuno (di Walter Colì) Achille Togliani Al mercato di Pizzighettone (di Nino Ravasini-Aldo Locatelli) Achille Togliani e Duo Fasano Eco tra gli abeti (di Enzo Bonagura-Carlo Alberto Rossi) Nilla Pizzi e Achille Togliani Famme durmì (di Virgilio Panzuti-Danpa) Achille Togliani e Duo Fasano La cicogna distratta (di Carrel-Aldo Valleroni-Da Rovere) Duo Fasano La margherita (di Ester B. Valdes) Nilla Pizzi e Duo Fasano Sedici anni (di Livio Gambetti-Mario Mariotti-Astro Mari) Achille Togliani Sotto il mandorlo (di Gian Carlo Testoni- Mario Panzeri-Carlo Donida) Duo Fasano Canzoni non finaliste È l’alba (di Gian Carlo Testoni-Armando Trovajoli) Nilla Pizzi Ho pianto una volta sola (di Dino Olivieri-Pinchi) Nilla Pizzi Mai più (di Renato Fuselli-Filippo Rolando) Achille Togliani Mani che si cercano (di Gino Redi-Giovanna Colombi) Achille Togliani Mia cara Napoli (di Mario Ruccione-Salvatore Mazzocco) Nilla Pizzi Notte di Sanremo (di Enzo Luigi Poletto) Nilla Pizzi Oro di Napoli (di Angelo Brigada-Umberto Bertini) Nilla Pizzi Sei fatta per me (di Giovanni Fassino-Guido Quattrini) Achille Togliani e Duo Fasano Sorrentinella (di Saverio Seracini-Arrigo Giacomo Camosso) Duo Fasano Tutto è finito (di Danilo Errico-Otello Odorici-Sergio Odorici) Nilla Pizzi Una rassegna musicale per rilanciare il turismo nella città dei fiori. L’idea, inserita nelle proposte presentate da una commissione coordinata da Amilcare Rambaldi, è del 1945 ma diventa realtà solo sei anni dopo, grazie all’iniziativa del maestro Giulio Razzi, direttore della Radio Italiana. L’intenzione di Razzi è quella di rinnovare la programmazione musicale, ancora legata alle decisioni di una commissione artistica di formazione classica. Nasce così alla fine di gennaio del 1951 il Festival della Canzone Italiana, un concorso aperto a tutte le case editrici musicali. Tra le 240 composizioni arrivate ne vengono scelte 20, che verranno eseguite all’interno del Casinò (prezzo del biglietto: 500 lire), davanti al pubblico del Salone delle Feste. Le interpretano la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e il Duo Fasano (le sorelle torinesi Dina e Delfina Fasano), accompagnati da due orchestre, entrambe dirette dal maestro Cinico Angelini. L’intero cast, compresi i cantanti e il presentatore Nunzio Filogamo, sono dipendenti della Rai. L’emittente pubblica segue l’evento trasmettendo sulla Rete Rossa, nelle tre serate del Festival, le canzoni in gara, interrompendo però la diretta alla fine dell’ultima esecuzione, senza aspettare il verdetto della giuria. Il regolamento prevede che solo la metà delle canzoni in gara arrivino in finale. La classifica è decisa dai voti del pubblico in sala, che assiste alle esibizioni durante la cena mentre i camerieri girano tra i tavoli. Tra lo sparuto gruppo di giornalisti che assiste alla serata finale il più autorevole è Gianni Giannantonio, corrispondente del Radiocorriere. Il pubblico del Casinò assegna la vittoria a «Grazie dei fiori», interpretata da Nilla Pizzi. Il brano, intenso e sofisticato, diventerà un classico della canzone italiana. Al secondo posto, «La luna si veste d’argento», cantata in duetto dalla stessa Pizzi con Achille Togliani, terzo con «Serata d’autunno». A Nilla Pizzi non va alcun premio per aver portato alla vittoria «Grazie dei fiori». Per lei soltanto un bouquet di garofani e 30.000 lire di straordinario per aver cantato di sera in trasferta. Nelle settimane successive, il 78 giri della canzone regina venderà 36.000 copie, ma diventeranno popolari anche altri brani come «Sorrentinella» e «Al mercato di Pizzighettone». Un successo che sorprende tutti e assicura un futuro al neonato Festival di Sanremo.

04 Gennaio 2014 | 14:03 di

I Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1951. Presenta Nunzio Filogamo. Organizzazione: Radio Italiana con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Grazie dei fiori (di Gian Carlo Testoni-Mario Panzeri-Saverio Seracini) Nilla Pizzi
2. La luna si veste d’argento (di Vittorio Mascheroni-Biri) Nilla Pizzi e Achille Togliani
3. Serenata a nessuno (di Walter Colì) Achille Togliani

Al mercato di Pizzighettone (di Nino Ravasini-Aldo Locatelli) Achille Togliani e Duo Fasano
Eco tra gli abeti (di Enzo Bonagura-Carlo Alberto Rossi) Nilla Pizzi e Achille Togliani
Famme durmì (di Virgilio Panzuti-Danpa) Achille Togliani e Duo Fasano
La cicogna distratta (di Carrel-Aldo Valleroni-Da Rovere) Duo Fasano
La margherita (di Ester B. Valdes) Nilla Pizzi e Duo Fasano
Sedici anni (di Livio Gambetti-Mario Mariotti-Astro Mari) Achille Togliani
Sotto il mandorlo (di Gian Carlo Testoni- Mario Panzeri-Carlo Donida) Duo Fasano

Canzoni non finaliste
È l’alba (di Gian Carlo Testoni-Armando Trovajoli) Nilla Pizzi
Ho pianto una volta sola (di Dino Olivieri-Pinchi) Nilla Pizzi
Mai più (di Renato Fuselli-Filippo Rolando) Achille Togliani
Mani che si cercano (di Gino Redi-Giovanna Colombi) Achille Togliani
Mia cara Napoli (di Mario Ruccione-Salvatore Mazzocco) Nilla Pizzi
Notte di Sanremo (di Enzo Luigi Poletto) Nilla Pizzi
Oro di Napoli (di Angelo Brigada-Umberto Bertini) Nilla Pizzi
Sei fatta per me (di Giovanni Fassino-Guido Quattrini) Achille Togliani e Duo Fasano
Sorrentinella (di Saverio Seracini-Arrigo Giacomo Camosso) Duo Fasano
Tutto è finito (di Danilo Errico-Otello Odorici-Sergio Odorici) Nilla Pizzi

Una rassegna musicale per rilanciare il turismo nella città dei fiori. L’idea, inserita nelle proposte presentate da una commissione coordinata da Amilcare Rambaldi, è del 1945 ma diventa realtà solo sei anni dopo, grazie all’iniziativa del maestro Giulio Razzi, direttore della Radio Italiana. L’intenzione di Razzi è quella di rinnovare la programmazione musicale, ancora legata alle decisioni di una commissione artistica di formazione classica. Nasce così alla fine di gennaio del 1951 il Festival della Canzone Italiana, un concorso aperto a tutte le case editrici musicali.

Tra le 240 composizioni arrivate ne vengono scelte 20, che verranno eseguite all’interno del Casinò (prezzo del biglietto: 500 lire), davanti al pubblico del Salone delle Feste. Le interpretano la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e il Duo Fasano (le sorelle torinesi Dina e Delfina Fasano), accompagnati da due orchestre, entrambe dirette dal maestro Cinico Angelini. L’intero cast, compresi i cantanti e il presentatore Nunzio Filogamo, sono dipendenti della Rai.

L’emittente pubblica segue l’evento trasmettendo sulla Rete Rossa, nelle tre serate del Festival, le canzoni in gara, interrompendo però la diretta alla fine dell’ultima esecuzione, senza aspettare il verdetto della giuria. Il regolamento prevede che solo la metà delle canzoni in gara arrivino in finale. La classifica è decisa dai voti del pubblico in sala, che assiste alle esibizioni durante la cena mentre i camerieri girano tra i tavoli.

Tra lo sparuto gruppo di giornalisti che assiste alla serata finale il più autorevole è Gianni Giannantonio, corrispondente del Radiocorriere. Il pubblico del Casinò assegna la vittoria a «Grazie dei fiori», interpretata da Nilla Pizzi. Il brano, intenso e sofisticato, diventerà un classico della canzone italiana. Al secondo posto, «La luna si veste d’argento», cantata in duetto dalla stessa Pizzi con Achille Togliani, terzo con «Serata d’autunno».

A Nilla Pizzi non va alcun premio per aver portato alla vittoria «Grazie dei fiori». Per lei soltanto un bouquet di garofani e 30.000 lire di straordinario per aver cantato di sera in trasferta. Nelle settimane successive, il 78 giri della canzone regina venderà 36.000 copie, ma diventeranno popolari anche altri brani come «Sorrentinella» e «Al mercato di Pizzighettone». Un successo che sorprende tutti e assicura un futuro al neonato Festival di Sanremo.