04 Gennaio 2014 | 14:38

Sanremo Story, 1955: Claudio Villa trionfa nel primo Festival trasmesso in tv

V Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1955. Presentano Armando Pizzo, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Buongiorno tristezza (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Claudio Villa – Tullio Pane 2. Il […]

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Sanremo Story, 1955: Claudio Villa trionfa nel primo Festival trasmesso in tv

V Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1955. Presentano Armando Pizzo, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Buongiorno tristezza (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Claudio Villa – Tullio Pane 2. Il […]

Foto: V Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1955. Presentano Armando Pizzo, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Buongiorno tristezza (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Claudio Villa – Tullio Pane 2. Il torrente (di C. A. Liman-Leo Carmi) Claudio Villa – Tullio Pane 3. Canto nella valle (di Mario Panzeri-Umberto Fusco) Natalino Otto e Trio Aurora – Bruno Pallesi, Nuccia Bongiovanni e Radio Boys 4. Incantatella (di Enzo Bonagura) Claudio Villa – Narciso Parigi 5. Un cuore (di Peppino Mendes-Eduardo Falcocchio) Antonio Basurto – Gianni Ravera 6. Ci ciu cì (cantava un usignol) (di Ettore Minoretti-Saverio Seracini) Narciso Parigi e Radio Boys – Natalino Otto e Trio Aurora 7. Una fotografia nella cornice (di Mannucci-Fecchi) Natalino Otto – Antonio Basurto 8. L'ombra (di Walter Colì) Jula De Palma – Marisa Colomber Canzoni non finaliste Cantilena del trainante (di Faccenna-De Angelis) Jula De Palma – Antonio Basurto Che fai tu luna in ciel (di Rastelli-Brinniti) Bruno Pallesi – Jula De Palma Era un omino (di Angelo Paolillo) Clara Jaione e Radio Boys – Nella Colombo, Bruno Rosettani e Trio Aurora I tre timidi (di Eros Valladi) Natalino Otto – Nuccia Bongiovanni e Radio Boys Il primo viaggio (di Sargon) Bruno Pallesi e Nuccia Bongiovanni – Bruno Rosettani, Nella Colombo e Duo Blengio Non penserò che a te (di Taddei-Poggiali-Minasi) Gianni Ravera – Tullio Pane Sentiero (di Cherubini-Concina) Bruno Pallesi – Jula De Palma Zucchero e pepe (di Biri-Lydia Capece Minutolo-Vittorio Mascheroni) Bruno Rosettani e Trio Aurora – Clara Jaione e Radio Boys Per il suo debutto davanti alle telecamere, il Festival di Sanremo si presenta agli italiani con i numerosi segni di un rinnovamento deciso dalla Rai. Per la prima volta non è l’emittente del servizio pubblico a scegliere, tra i 412 pervenuti, i 20 brani in gara. L’onere spetta invece a una commissione di cui fanno parte scrittori, cantanti lirici, musicisti e produttori cinematografici. Nuovo di zecca anche il cast degli interpreti: per regolamento vengono esclusi i cantanti che hanno già partecipato più di una volta. Il Festival, dunque, saluta veterani come Gino Latilla e Nilla Pizzi per dare il benvenuto a 13 debuttanti, tra i quali Claudio Villa. L’artista romano è già un corteggiatissino divo della canzone e del cinema. Per lui, il dirigente Rai Giulio Razzi, anima del Festival fin dalla prima edizione, sceglie le canzoni «Buongiorno tristezza», «Il torrente» e «Incantatella». Cambiano anche il conduttore (a Nunzio Filogamo, ritenuto poco telegenico, subentrano Armando Pizzo e Maria Teresa Ruta) e una delle due orchestra (Cinico Angelini viene sostituito con Francesco Ferrari e la sua orchestra Canzoni e Ritmi). La presenza delle telecamere sembra avere un effetto negativo sull’affluenza al Salone delle Feste del Casinò. Per la prima volta, nonostante i biglietti siano andati esauriti, alcune poltrone restano vuote. In compenso, il Festival varca i confini grazie alla trasmissione in Eurovisione della serata finale, richiesta da cinque Paesi: Belgio, Francia, Germania, Olanda e Svizzera. L’imprevisto più memorabile della quinta edizione vede protagonista proprio Claudio Villa, l’artista più atteso, che nel giorno della finale viene colpito da un violento attacco influenzale. Per questo, quando arriva il momento di «Buongiorno tristezza», Maria Teresa Ruta annuncia l’ascolto del disco durante il quale sarà inquadrato un grammofono. Claudio Villa assiste alla scena dal suo letto di sofferenza, in un albergo di Nizza. È il primo caso di playback legale al Festival. La vicenda colpisce il pubblico in sala, che tributa un lungo applauso a Villa, e porta «Buongiorno tristezza» a una schiacciante vittoria. Claudio Villa è anche secondo (con «Il torrente») e quarto con «Incantatella». Tuttavia, nonostante il clamore e il debutto in tv, la quinta edizione del Festival non lascia una grande impronta sulle classifiche di vendita. L’unico brano che passa alla storia della musica italiana sarà l’allegro «Era un omino», interpretato da Nella Colombo e Bruno Rosettani.

04 Gennaio 2014 | 14:38 di

V Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1955. Presentano Armando Pizzo, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Buongiorno tristezza (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Claudio Villa – Tullio Pane
2. Il torrente (di C. A. Liman-Leo Carmi) Claudio Villa – Tullio Pane
3. Canto nella valle (di Mario Panzeri-Umberto Fusco) Natalino Otto e Trio Aurora – Bruno Pallesi, Nuccia Bongiovanni e Radio Boys
4. Incantatella (di Enzo Bonagura) Claudio Villa – Narciso Parigi
5. Un cuore (di Peppino Mendes-Eduardo Falcocchio) Antonio Basurto – Gianni Ravera
6. Ci ciu cì (cantava un usignol) (di Ettore Minoretti-Saverio Seracini) Narciso Parigi e Radio Boys – Natalino Otto e Trio Aurora
7. Una fotografia nella cornice (di Mannucci-Fecchi) Natalino Otto – Antonio Basurto
8. L’ombra (di Walter Colì) Jula De Palma – Marisa Colomber

Canzoni non finaliste
Cantilena del trainante
(di Faccenna-De Angelis) Jula De Palma – Antonio Basurto
Che fai tu luna in ciel (di Rastelli-Brinniti) Bruno Pallesi – Jula De Palma
Era un omino (di Angelo Paolillo) Clara Jaione e Radio Boys – Nella Colombo, Bruno Rosettani e Trio Aurora
I tre timidi (di Eros Valladi) Natalino Otto – Nuccia Bongiovanni e Radio Boys
Il primo viaggio (di Sargon) Bruno Pallesi e Nuccia Bongiovanni – Bruno Rosettani, Nella Colombo e Duo Blengio
Non penserò che a te (di Taddei-Poggiali-Minasi) Gianni Ravera – Tullio Pane
Sentiero (di Cherubini-Concina) Bruno Pallesi – Jula De Palma
Zucchero e pepe (di Biri-Lydia Capece Minutolo-Vittorio Mascheroni) Bruno Rosettani e Trio Aurora – Clara Jaione e Radio Boys

Per il suo debutto davanti alle telecamere, il Festival di Sanremo si presenta agli italiani con i numerosi segni di un rinnovamento deciso dalla Rai. Per la prima volta non è l’emittente del servizio pubblico a scegliere, tra i 412 pervenuti, i 20 brani in gara. L’onere spetta invece a una commissione di cui fanno parte scrittori, cantanti lirici, musicisti e produttori cinematografici. Nuovo di zecca anche il cast degli interpreti: per regolamento vengono esclusi i cantanti che hanno già partecipato più di una volta. Il Festival, dunque, saluta veterani come Gino Latilla e Nilla Pizzi per dare il benvenuto a 13 debuttanti, tra i quali Claudio Villa. L’artista romano è già un corteggiatissino divo della canzone e del cinema. Per lui, il dirigente Rai Giulio Razzi, anima del Festival fin dalla prima edizione, sceglie le canzoni «Buongiorno tristezza», «Il torrente» e «Incantatella».

Cambiano anche il conduttore (a Nunzio Filogamo, ritenuto poco telegenico, subentrano Armando Pizzo e Maria Teresa Ruta) e una delle due orchestra (Cinico Angelini viene sostituito con Francesco Ferrari e la sua orchestra Canzoni e Ritmi). La presenza delle telecamere sembra avere un effetto negativo sull’affluenza al Salone delle Feste del Casinò. Per la prima volta, nonostante i biglietti siano andati esauriti, alcune poltrone restano vuote. In compenso, il Festival varca i confini grazie alla trasmissione in Eurovisione della serata finale, richiesta da cinque Paesi: Belgio, Francia, Germania, Olanda e Svizzera.

L’imprevisto più memorabile della quinta edizione vede protagonista proprio Claudio Villa, l’artista più atteso, che nel giorno della finale viene colpito da un violento attacco influenzale. Per questo, quando arriva il momento di «Buongiorno tristezza», Maria Teresa Ruta annuncia l’ascolto del disco durante il quale sarà inquadrato un grammofono. Claudio Villa assiste alla scena dal suo letto di sofferenza, in un albergo di Nizza. È il primo caso di playback legale al Festival. La vicenda colpisce il pubblico in sala, che tributa un lungo applauso a Villa, e porta «Buongiorno tristezza» a una schiacciante vittoria. Claudio Villa è anche secondo (con «Il torrente») e quarto con «Incantatella».

Tuttavia, nonostante il clamore e il debutto in tv, la quinta edizione del Festival non lascia una grande impronta sulle classifiche di vendita. L’unico brano che passa alla storia della musica italiana sarà l’allegro «Era un omino», interpretato da Nella Colombo e Bruno Rosettani.