04 Gennaio 2014 | 14:50

Sanremo Story, 1956: Benvenuti al Festival degli sconosciuti

VI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10-11 marzo 1956. Presentano Fausto Tommei, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Aprite le finestre (di Pinchi-Virgilio Panzuti) Franca Raimondi 2. Amami se vuoi (di […]

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Sanremo Story, 1956: Benvenuti al Festival degli sconosciuti

VI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10-11 marzo 1956. Presentano Fausto Tommei, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Aprite le finestre (di Pinchi-Virgilio Panzuti) Franca Raimondi 2. Amami se vuoi (di […]

Foto: VI Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10-11 marzo 1956. Presentano Fausto Tommei, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Aprite le finestre (di Pinchi-Virgilio Panzuti) Franca Raimondi 2. Amami se vuoi (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Tonina Torrielli 3. La vita è un paradiso di bugie (di Diego Calcagno-Nino Oliviero) Luciana Gonzales 4. Il cantico del cielo (di Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Tonina Torrielli 5. La colpa fu (di Gippi-Luciano Beretta-Eros Sciorilli) Ugo Molinari 6. Il bosco innamorato (di Gian Carlo Testoni-Gorni Kramer) Tonina Torrielli 7. Albero caduto (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Ugo Molinari 8. Musetto (La più bella sei tu) (di Domenico Modugno) Gianni Marzocchi 9. Nota per nota (di Guido Viezzoli) Ugo Molinari 10.Due teste sul cuscino (di Gian Carlo Testoni-Furio Rendine) Ugo Molinari Canzoni non finaliste Anima gemella (di Gian Carlo Testoni-Carlo Alberto Rossi) Gianni Marzocchi e Clara Vincenzi È bello (di Danpa-Dante Vignali) Luciana Gonzales Ho detto al sole (di Riccardo Morbelli-Falco) Gianni Marzocchi Il trenino del destino (di Bixio Cherubini-Mario Schisa-Trama) Franca Raimondi Il trenino di latta verde (di Gigante-Martelli-Neri) Clara Vincenzi Lucia e Tobia (di Mario Panzeri-Giovanni D'Anzi) Gianni Marzocchi e Franca Raimondi Lui e lei (di Simoni-Faccenna-Casini) Clara Vincenzi Parole e musica (di Rastelli-Silvestri) Luciana Gonzales Qualcosa è rimasto (di Pinchi-Spaggiari) Tonina Torrielli Sogni d'or (di Armando Costanzo-Paolo Maschio) Franca Raimondi e Clara Vincenzi L’edizione del 1955, ricordata per il protagonismo di Claudio Villa, ha lasciato il segno. In Rai si ritiene che la popolarità dei cantanti influenzi ormai in modo determinante le giurie, che invece dovrebbero esprimere un voto soprattutto sulla qualità delle canzoni. Su queste basi, per il Festival del 1956 si decide di fare a meno dei divi della canzone, puntando invece su talenti sconosciuti. A questo scopo, viene indetto un concorso nazionale al quale partecipano quasi 6.500 candidati, di cui sei arriveranno al Salone delle Feste. La selezione finale va in onda in radio il 12, 13 e 14 gennaio: gli ascoltatori sono chiamati a votare attraverso cartolina postale il proprio preferito tra i 12 finalisti. I prescelti sono Franca Raimondi, Lucianzo Gonzales, Ugo Molinari, Gianni Marzocchi e Chiara Vincenzi. L’altra grande novità del sesto Festival è rappresentata dall’inglese George Melachrino, direttore d’orchestra famoso a livello mondiale. Cambia anche il team di conduttori: assieme alla riconfermata Maria Teresa Ruta c’è Fausto Tommei, già presentatore del concorso indetto per selezionare i cantanti del Festival. Tra gli autori delle 20 canzoni in gara ci sono il giovane Domenico Modugno con «Musetto», brano affidato alla voce di Gianni Marzocchi, e Gorni Kramer («Il bosco innamorato»), compositore dei musical di Garinei e Giovannini. Il Festival si svolge senza grandi imprevisti, salvo il gesto di Serafino Dabbene, un poeta noto come «il vendicatore di Vercelli», che tenta di disturbare la prima serata lanciando volantini contro il rinnovamento del cast imposto dalla Rai. Il trionfo di «Aprite le finestre», allegra e primaverile canzone interpretata da Franca Raimondi, arriva alla fine di uno degli inverni più rigidi del ventesimo secolo. Al secondo posto si piazza «Amami se vuoi» cantata da Tonina Torrielli, l’unica tra i sei esordienti di Sanremo 1956 che avrà una brillante carriera. Della Raimondi, invece, si perderanno presto le tracce. È lei la prima grande meteora nella storia del Festival. La sesta edizione ha una coda il giorno dopo la finale. La Rai, infatti, organizza una serata, presentata da Teddy Reno e Fausto Tommei, cui partecipano i protagonisti delle prime cinque edizioni per ripercorrere in musica il passato della rassegna canora. Ci sono tutti, da Nilla Pizzi e Achille Togliani a Carla Boni e Gino Latilla. Manca soltanto il «poco telegenico» Nunzio Filogamo.

04 Gennaio 2014 | 14:50 di

VI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10-11 marzo 1956. Presentano Fausto Tommei, Maria Teresa Ruta. Organizzazione: Rai e Casinò Municipale con la direzione artistica del maestro Giulio Razzi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Aprite le finestre (di Pinchi-Virgilio Panzuti) Franca Raimondi
2. Amami se vuoi (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Tonina Torrielli
3. La vita è un paradiso di bugie (di Diego Calcagno-Nino Oliviero) Luciana Gonzales
4. Il cantico del cielo (di Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Tonina Torrielli
5. La colpa fu (di Gippi-Luciano Beretta-Eros Sciorilli) Ugo Molinari
6. Il bosco innamorato (di Gian Carlo Testoni-Gorni Kramer) Tonina Torrielli
7. Albero caduto (di Giuseppe Fiorelli-Mario Ruccione) Ugo Molinari
8. Musetto (La più bella sei tu) (di Domenico Modugno) Gianni Marzocchi
9. Nota per nota (di Guido Viezzoli) Ugo Molinari
10.Due teste sul cuscino (di Gian Carlo Testoni-Furio Rendine) Ugo Molinari

Canzoni non finaliste
Anima gemella (di Gian Carlo Testoni-Carlo Alberto Rossi) Gianni Marzocchi e Clara Vincenzi
È bello (di Danpa-Dante Vignali) Luciana Gonzales
Ho detto al sole (di Riccardo Morbelli-Falco) Gianni Marzocchi
Il trenino del destino (di Bixio Cherubini-Mario Schisa-Trama) Franca Raimondi
Il trenino di latta verde (di Gigante-Martelli-Neri) Clara Vincenzi
Lucia e Tobia (di Mario Panzeri-Giovanni D’Anzi) Gianni Marzocchi e Franca Raimondi
Lui e lei (di Simoni-Faccenna-Casini) Clara Vincenzi
Parole e musica (di Rastelli-Silvestri) Luciana Gonzales
Qualcosa è rimasto (di Pinchi-Spaggiari) Tonina Torrielli
Sogni d’or (di Armando Costanzo-Paolo Maschio) Franca Raimondi e Clara Vincenzi

L’edizione del 1955, ricordata per il protagonismo di Claudio Villa, ha lasciato il segno. In Rai si ritiene che la popolarità dei cantanti influenzi ormai in modo determinante le giurie, che invece dovrebbero esprimere un voto soprattutto sulla qualità delle canzoni. Su queste basi, per il Festival del 1956 si decide di fare a meno dei divi della canzone, puntando invece su talenti sconosciuti. A questo scopo, viene indetto un concorso nazionale al quale partecipano quasi 6.500 candidati, di cui sei arriveranno al Salone delle Feste.

La selezione finale va in onda in radio il 12, 13 e 14 gennaio: gli ascoltatori sono chiamati a votare attraverso cartolina postale il proprio preferito tra i 12 finalisti. I prescelti sono Franca Raimondi, Lucianzo Gonzales, Ugo Molinari, Gianni Marzocchi e Chiara Vincenzi. L’altra grande novità del sesto Festival è rappresentata dall’inglese George Melachrino, direttore d’orchestra famoso a livello mondiale. Cambia anche il team di conduttori: assieme alla riconfermata Maria Teresa Ruta c’è Fausto Tommei, già presentatore del concorso indetto per selezionare i cantanti del Festival. Tra gli autori delle 20 canzoni in gara ci sono il giovane Domenico Modugno con «Musetto», brano affidato alla voce di Gianni Marzocchi, e Gorni Kramer («Il bosco innamorato»), compositore dei musical di Garinei e Giovannini.

Il Festival si svolge senza grandi imprevisti, salvo il gesto di Serafino Dabbene, un poeta noto come «il vendicatore di Vercelli», che tenta di disturbare la prima serata lanciando volantini contro il rinnovamento del cast imposto dalla Rai. Il trionfo di «Aprite le finestre», allegra e primaverile canzone interpretata da Franca Raimondi, arriva alla fine di uno degli inverni più rigidi del ventesimo secolo. Al secondo posto si piazza «Amami se vuoi» cantata da Tonina Torrielli, l’unica tra i sei esordienti di Sanremo 1956 che avrà una brillante carriera. Della Raimondi, invece, si perderanno presto le tracce. È lei la prima grande meteora nella storia del Festival.

La sesta edizione ha una coda il giorno dopo la finale. La Rai, infatti, organizza una serata, presentata da Teddy Reno e Fausto Tommei, cui partecipano i protagonisti delle prime cinque edizioni per ripercorrere in musica il passato della rassegna canora. Ci sono tutti, da Nilla Pizzi e Achille Togliani a Carla Boni e Gino Latilla. Manca soltanto il «poco telegenico» Nunzio Filogamo.