01 Gennaio 2014 | 14:50

Sanremo Story, 1959: La rivoluzione arriva al punto di non ritorno

IX Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1959. Presentano Enzo Tortora e Adriana Serra. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Achille Cajafa ed Edoardo Fosco CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Piove (di Domenico Modugno-Dino Verde) Domenico Modugno – Johnny Dorelli 2. Io […]

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Sanremo Story, 1959: La rivoluzione arriva al punto di non ritorno

IX Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1959. Presentano Enzo Tortora e Adriana Serra. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Achille Cajafa ed Edoardo Fosco CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Piove (di Domenico Modugno-Dino Verde) Domenico Modugno – Johnny Dorelli 2. Io […]

Foto: IX Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1959. Presentano Enzo Tortora e Adriana Serra. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Achille Cajafa ed Edoardo Fosco

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Piove (di Domenico Modugno-Dino Verde) Domenico Modugno – Johnny Dorelli 2. Io sono il vento (di Gian Carlo Testoni-Giuseppe Fanciulli) Arturo Testa – Gino Latilla 3. Conoscerti (di Giovanni D'Anzi) Teddy Reno – Achille Togliani 4. Tua (di Bruno Pallesi-Walter Malgoni) Jula De Palma – Tonina Torrielli 5. Lì per lì (di Luciano Beretta-Guido Viezzoli) Teddy Reno – Aurelio Fierro 6. Sempre con te (di Roberto Murolo) Fausto Cigliano – Nilla Pizzi 7. Avevamo la stessa età (di Claudio Calcagno-Marino Marini) Natalino Otto – Aurelio Fierro 8. Nessuno (di Antonietta De Simone-Edilio Capotosti-Vittorio Mascheroni) Betty Curtis - Wilma De Angelis 9. Una marcia in Fa (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Johnny Dorelli e Betty Curtis (CGD) – Gino Latilla e Claudio Villa 10.Un bacio sulla bocca (di Alberto Testa-Gigi Cichellero) Claudio Villa – Betty Curtis Canzoni non finaliste Adorami (di Gian Carlo Testoni-Umberto Fusco) Tonina Torrielli – Nilla Pizzi Così così (di Valerio Vancheri) Anna D'Amico  – Natalino Otto Il nostro refrain (di Santi-Olivieri) Nilla Pizzi – Tonina Torrielli La luna è un'altra luna (di Raoul De Giusti-Biri-Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Natalino Otto – Gino Latilla La vita mi ha dato solo te (di Biagio Casalini-Marcello De Martino) Jula De Palma – Miranda Martino Ma baciami (di Dante Panzuti-Antigono Godini-Pietro Rizza) Teddy Reno – Achille Togliani Né stelle né mare (di Gian Carlo Testoni-Giorgio Fabor) Arturo Testa  – Fausto Cigliano Partir con te (di Pino Calvi) Claudio Villa – Johnny Dorelli Per tutta la vita (di Alberto Testa-Pino Spotti) Wilma De Angelis – Jula De Palma Tu sei qui (di Alberto Testa-Silvano Birga) Achille Togliani – Arturo Testa Dopo la rivoluzione innescata dalla vittoria di «Nel blu, dipinto di blu» nel 1958, il nono Festival di Sanremo passa alla storia come l’edizione del «crollo degli idoli». Così scrive l’inviato di Sorrisi: «Per i re e le regine spodestati la sconfitta è resa ancora più amara dalla contemporanea affermazione dei cosiddetti “giovani leoni”». In realtà la vecchia guardia è ben rappresentata e guadagnerà ottimi piazzamenti nella classifica finale, ma la seconda vittoria di Modugno e Dorelli rappresenterà, alla fine delle tre serate, un punto di non ritorno per la musica leggera italiana. La vigilia del Festival è funestata da un incidente automobilistico che costa la vita, 17 giorni prima dell’inizio della rassegna, all’organizzatore Achille Cajafa. Lo sostituiranno, nei giorni del Festival, Edoardo Fosco e Mario Sogliano. Il cartellone preparato da Cajafa insiste nella strada di rinnovamento intrapresa l’anno prima. Addio dunque ai «vecchi» direttori d’orchestra e porte aperte al ritmico Gianni Ferrio e al melodico William Galassini. Novità anche alla conduzione dove debutta Enzo Tortora affiancato dall’annunciatrice Rai Adriana Serra. Sono sei i cantanti al primo Festival: Miranda Martino, Wilma De Angelis, Betty Curtis, Fausto Cigliano, Anna D’Amico e Arturo Testa. Quest’ultimo è un giovane baritono che prova a farsi strada in un panorama musicale dominato dai tenori. La vecchia guardia invece è rappresentata, tra gli altri, da Nilla Pizzi, Gino Latilla e Claudio Villa. Il «reuccio», di ritorno da una trionfale trasferta a New York, si vede assegnare due canzoni poco adatte alle sue corde. Sorrisi stima che davanti ai televisori, nelle case e nei locali pubblici, 20 milioni di italiani seguiranno ogni minuto del Festival. Allo stesso tempo, gli alberghi di Sanremo sono assediati a ogni ora da centinaia di cacciatori d’autografi. La prima serata scorre senza imprevisti. Resta impressa la performance di Jula De Palma che, grazie al testo del brano «Tua», regala alla platea del Casinò e ai telespettatori i primi sussulti erotici della storia del Festival. La canzone accede alla finale con un ottimo punteggio, secondo solo a quello di «Conoscerti», cantata da Achille Togliani e Teddy Reno. Supera il turno anche la debuttante Wilma De Angelis, che propone con Betty Curtis «Nessuno», canzone che diventerà uno dei più grandi successi di Mina. La seconda serata è segnata dal debutto di due canzoni destinate a guadagnare un posto di rilievo nella storia della muscia leggera italiana. La prima, «Piove», è il brano con cui Domenico Modugno tenta il bis un anno dopo il trionfo di «Nel blu, dipinto di blu». Il ritornello di «Piove» («Ciao ciao bambina…»), pur non avendo l'impatto di «Volare oh oh» e nonostante i giudizi negativi della stampa, fa subito presa sul pubblico del Casinò. L’altro picco della serata è rappresentato da «Io sono il vento» (nell’interpretazione di Arturo Testa), canzone in cui lirica e musica leggera si fondono al meglio e che si candida a rivale numero uno di «Piove». Finirà con la vittoria di Modugno e il secondo posto di Testa. Claudio Villa, che si è dovuto esibire con una spalla lussata (colpa dei fan che l’hanno assalito nel pomeriggio fuori da una chiesa) è solo ottavo con «Un mondo senza fa». Nilla Pizzi invece si piazza al sesto posto con «Sempre con te». Il reuccio troverà il modo di rifarsi, a differenza della regina Nilla che, nel 1960, dirà il suo primo addio al Festival.

01 Gennaio 2014 | 14:50 di

IX Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 29-30-31 gennaio 1959. Presentano Enzo Tortora e Adriana Serra. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Achille Cajafa ed Edoardo Fosco

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Piove (di Domenico Modugno-Dino Verde) Domenico Modugno – Johnny Dorelli
2. Io sono il vento (di Gian Carlo Testoni-Giuseppe Fanciulli) Arturo Testa – Gino Latilla
3. Conoscerti (di Giovanni D’Anzi) Teddy Reno – Achille Togliani
4. Tua (di Bruno Pallesi-Walter Malgoni) Jula De Palma – Tonina Torrielli
5. Lì per lì (di Luciano Beretta-Guido Viezzoli) Teddy Reno – Aurelio Fierro
6. Sempre con te (di Roberto Murolo) Fausto Cigliano – Nilla Pizzi
7. Avevamo la stessa età (di Claudio Calcagno-Marino Marini) Natalino Otto – Aurelio Fierro
8. Nessuno (di Antonietta De Simone-Edilio Capotosti-Vittorio Mascheroni) Betty Curtis – Wilma De Angelis
9. Una marcia in Fa (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Johnny Dorelli e Betty Curtis (CGD) – Gino Latilla e Claudio Villa
10.Un bacio sulla bocca (di Alberto Testa-Gigi Cichellero) Claudio Villa – Betty Curtis

Canzoni non finaliste

Adorami (di Gian Carlo Testoni-Umberto Fusco) Tonina Torrielli – Nilla Pizzi
Così così (di Valerio Vancheri) Anna D’Amico  – Natalino Otto
Il nostro refrain (di Santi-Olivieri) Nilla Pizzi – Tonina Torrielli
La luna è un’altra luna (di Raoul De Giusti-Biri-Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Natalino Otto – Gino Latilla
La vita mi ha dato solo te (di Biagio Casalini-Marcello De Martino) Jula De Palma – Miranda Martino
Ma baciami (di Dante Panzuti-Antigono Godini-Pietro Rizza) Teddy Reno – Achille Togliani
Né stelle né mare (di Gian Carlo Testoni-Giorgio Fabor) Arturo Testa  – Fausto Cigliano
Partir con te (di Pino Calvi) Claudio Villa – Johnny Dorelli
Per tutta la vita (di Alberto Testa-Pino Spotti) Wilma De Angelis – Jula De Palma
Tu sei qui (di Alberto Testa-Silvano Birga) Achille Togliani – Arturo Testa

Dopo la rivoluzione innescata dalla vittoria di «Nel blu, dipinto di blu» nel 1958, il nono Festival di Sanremo passa alla storia come l’edizione del «crollo degli idoli». Così scrive l’inviato di Sorrisi: «Per i re e le regine spodestati la sconfitta è resa ancora più amara dalla contemporanea affermazione dei cosiddetti “giovani leoni”». In realtà la vecchia guardia è ben rappresentata e guadagnerà ottimi piazzamenti nella classifica finale, ma la seconda vittoria di Modugno e Dorelli rappresenterà, alla fine delle tre serate, un punto di non ritorno per la musica leggera italiana.

La vigilia del Festival è funestata da un incidente automobilistico che costa la vita, 17 giorni prima dell’inizio della rassegna, all’organizzatore Achille Cajafa. Lo sostituiranno, nei giorni del Festival, Edoardo Fosco e Mario Sogliano. Il cartellone preparato da Cajafa insiste nella strada di rinnovamento intrapresa l’anno prima. Addio dunque ai «vecchi» direttori d’orchestra e porte aperte al ritmico Gianni Ferrio e al melodico William Galassini. Novità anche alla conduzione dove debutta Enzo Tortora affiancato dall’annunciatrice Rai Adriana Serra.

Sono sei i cantanti al primo Festival: Miranda Martino, Wilma De Angelis, Betty Curtis, Fausto Cigliano, Anna D’Amico e Arturo Testa. Quest’ultimo è un giovane baritono che prova a farsi strada in un panorama musicale dominato dai tenori. La vecchia guardia invece è rappresentata, tra gli altri, da Nilla Pizzi, Gino Latilla e Claudio Villa. Il «reuccio», di ritorno da una trionfale trasferta a New York, si vede assegnare due canzoni poco adatte alle sue corde.

Sorrisi stima che davanti ai televisori, nelle case e nei locali pubblici, 20 milioni di italiani seguiranno ogni minuto del Festival. Allo stesso tempo, gli alberghi di Sanremo sono assediati a ogni ora da centinaia di cacciatori d’autografi. La prima serata scorre senza imprevisti. Resta impressa la performance di Jula De Palma che, grazie al testo del brano «Tua», regala alla platea del Casinò e ai telespettatori i primi sussulti erotici della storia del Festival. La canzone accede alla finale con un ottimo punteggio, secondo solo a quello di «Conoscerti», cantata da Achille Togliani e Teddy Reno. Supera il turno anche la debuttante Wilma De Angelis, che propone con Betty Curtis «Nessuno», canzone che diventerà uno dei più grandi successi di Mina.

La seconda serata è segnata dal debutto di due canzoni destinate a guadagnare un posto di rilievo nella storia della muscia leggera italiana. La prima, «Piove», è il brano con cui Domenico Modugno tenta il bis un anno dopo il trionfo di «Nel blu, dipinto di blu». Il ritornello di «Piove» («Ciao ciao bambina…»), pur non avendo l’impatto di «Volare oh oh» e nonostante i giudizi negativi della stampa, fa subito presa sul pubblico del Casinò. L’altro picco della serata è rappresentato da «Io sono il vento» (nell’interpretazione di Arturo Testa), canzone in cui lirica e musica leggera si fondono al meglio e che si candida a rivale numero uno di «Piove». Finirà con la vittoria di Modugno e il secondo posto di Testa. Claudio Villa, che si è dovuto esibire con una spalla lussata (colpa dei fan che l’hanno assalito nel pomeriggio fuori da una chiesa) è solo ottavo con «Un mondo senza fa». Nilla Pizzi invece si piazza al sesto posto con «Sempre con te». Il reuccio troverà il modo di rifarsi, a differenza della regina Nilla che, nel 1960, dirà il suo primo addio al Festival.