01 Gennaio 2014 | 14:51

Sanremo Story, 1960: nel Festival delle sorprese trionfa l’urlatore Dallara

X Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 28-29-30 gennaio 1960. Presentano Enza Sampò e Paola Ferrari. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Romantica (di Dino Verde-Renato Rascel) Tony Dallara  – Renato Rascel 2. Libero (di Domenico Modugno-Franco […]

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Sanremo Story, 1960: nel Festival delle sorprese trionfa l’urlatore Dallara

X Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 28-29-30 gennaio 1960. Presentano Enza Sampò e Paola Ferrari. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Romantica (di Dino Verde-Renato Rascel) Tony Dallara  – Renato Rascel 2. Libero (di Domenico Modugno-Franco […]

Foto: X Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 28-29-30 gennaio 1960. Presentano Enza Sampò e Paola Ferrari. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Romantica (di Dino Verde-Renato Rascel) Tony Dallara  - Renato Rascel 2. Libero (di Domenico Modugno-Franco Migliacci) Domenico Modugno - Teddy Reno 3. Quando vien la sera (di Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Wilma De Angelis  - Joe Sentieri 4. Colpevole (di Vincenzo D'Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi  - Tonina Torrielli 5. È mezzanotte (di Alberto Testa-Rinaldo Cozzoli-Giulio Compare) Joe Sentieri - Sergio Bruni 6. Il mare (di Antonio Pugliese-Vian) Giorgio Consolini  - Sergio Bruni 7. Noi (di Bruno Pallesi-Walter Malgoni) Jula De Palma - Tony Dallara 8. È vero (di Nicola Salerno-Umberto Bindi) Teddy Reno - Mina 9. Splende il sole (di Pinchi-Danpa-Panzuti) Fausto Cigliano - Irene D'Areni 10.Notte mia (di Zanfagna-Marcello De Martino) Johnny Dorelli - Jula De Palma Canoni non finaliste A come amore (di Bruno Brighetti-Bruno Martino) Flo Sandon's - Gloria Christian Amore abisso dolce (di Gian Carlo Testoni-Marcello Gigante) Achille Togliani - Giorgio Consolini Amore senza sole (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Johnny Dorelli - Betty Curtis Gridare di gioia (di Alberto Testa-Fanciulli) Germana Caroli - Arturo Testa Invoco te (di Gian Carlo Testoni-Tony De Vita-Glauco Masetti) Gino Latilla - Miranda Martino Non sei felice (di Riccardo Vantellini-Pinchi) Mina  - Betty Curtis Perderti (di Pinchi-Pier Emilio Bassi) Tonina Torrielli - Arturo Testa Perdoniamoci (di Umberto Bertini-Enzo Di Paola) Achille Togliani - Nilla Pizzi Splende l'arcobaleno (di Mario Tumminelli-Cosimo Di Ceglie) Wilma De Angelis - Gloria Christian Vento pioggia... scarpe rotte (di Eduardo Taranto-Coriolano Gori-Alfio Grasso) Gino Latilla - Miranda Martino Nel 1960 Sorrisi pubblica per la prima volta i testi di tutte le canzoni. Secondo i sei inviati del settimanale, il decimo Festival di Sanremo è «il più interessante, il più drammatico, il più imprevisto dei festival svoltisi finora nella ridente città dei fiori». La definizione calza a pennello per un’edizione nata all’insegna delle sorprese. Tutto comincia alla fine del 1959, quando l’ATA decide di affidare l’organizzazione a un impresario professionista, Ezio Radaelli, e la presidenza della commissione selezionatrice al grande Totò. È inedita anche la coppia di conduttori: Enza Sampò e Paolo Ferrari. Lei, che ha esordito in tv tre anni prima, è famosa per aver condotto i collegamenti di «Campanile sera» al fianco di Enzo Tortora e per «Il circolo dei castori», una rubrica della tv dei ragazzi. Ferrari, invece, è un attore teatrale noto al pubblico televisivo per il programma «Giallo Club». Tra i cantanti in gara il grande favorito è Domenico Modugno, che tenta di realizzare una storica tripletta dopo aver vinto nel ’58 e nel ’59. Provano a impedirglielo i cantanti della tradizione (Nilla Pizzi, Achille Togliani, Giorgio Consolini) e gli urlatori del momento: Tony Dallara, la cui «Come prima» è stata un grande successo nel 1958, e la giovane Mina, che arriva per la prima volta a Sanremo ma ha già milioni di fan. C’è anche la superstar Renato Rascel, che ha già alle spalle 27 anni di carriera in teatro, al cinema e in televisione. Come Modugno, l’artista romano partecipa con una sola canzone, «Romantica», di cui è anche autore. La seconda esecuzione del brano, destinato a vincere il Festival, è assegnata all’urlatore Dallara. «Un cantante eccezionalmente dotato e umanamente interessantissimo» lo definiscono gli inviati di Sorrisi che aggiungono: «È giunto a Sanremo tre giorni prima del Festival proveniente da Roma, dove aveva sollecitato la benedizione del Papa». Tra i più accreditati contendenti spicca Sergio Bruni, popolare alfiere della canzone napoletana, che si scontra con il maestro Cinico Angelini. L’oggetto della discordia è l’arrangiamento della canzone «Il mare». Durante le prove, Bruni arriva a interrompere l’esecuzione perchè il tempo dell’orchestrina gli pare troppo lento. Segue un interminabile silenzio (in realtà due minuti) durante il quale i due si fissano con «sguardi di fuoco» racconta Sorrisi «davanti ai giornalisti e ai colleghi allibiti». Intanto, Mina vive con ansia il suo debutto sanremese. Così lo raccontano gli inviati di Sorrisi: «La giovane urlatrice si è lasciata prendere da una crisi di sconforto e di nervi e ha perduto per un attimo la sua abituale sicurezza quando stava per entrare in scena a cantere “È vero”. La bella canzone di Umberto Bindi le era parsa improvvisamente troppo “impegnativa”, troppo importante per una debuttante. E così la “svampita ragazza di Cremona” ha provato anche lei i suoi attimi di panico come tutti i cantanti sensibili e intelligenti. Era la tarda mattina di venerdì, Mina si è lasciata cogliere dalla commozione quando, durante le prove, è scoppiata a piangere e si è gettata fra le braccia di Bindi, anch’egli commosso fino alle lacrime». Durante la sua esibizione, il pubblico le tributerà cinque applausi a scena aperta. La serata finale è annunciata come una sfida tra «Libero» di Modugno e «Romantica» di Rascel. A fare la differenza è la seconda esecuzione di «Romantica», alla fine della serata: con la sua energia, infatti, l’urlatore Tony Dallara conquista i voti decisivi e porta alla vittoria la canzone che, tra le due sfidanti, è la più tradizionale. Al terzo posto, a sorpresa, si piazza «Quando vien la sera», cantata da Wilma De Angelis e Joe Sentieri, urlatore genovese definito «il cantante del saltello». I dischi del Festival avranno molta fortuna nelle classifiche di vendita, soprattutto i 45 giri di Dallara («Romantica»), Mina («È vero») e Sentieri («Quando vien la sera»). Qualcuno parla di definitivo tramonto dei cantanti tradizionali. Certo è che a Sanremo non sembra eserci più lo spazio per artisti come Gino Latilla, che medita il ritiro dalle scene, e Nilla Pizzi, che rimetterà piede al Festival non prima del 1981.

01 Gennaio 2014 | 14:51 di

X Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 28-29-30 gennaio 1960. Presentano Enza Sampò e Paola Ferrari. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Romantica (di Dino Verde-Renato Rascel) Tony Dallara  – Renato Rascel
2. Libero (di Domenico Modugno-Franco Migliacci) Domenico Modugno – Teddy Reno
3. Quando vien la sera (di Alberto Testa-Carlo Alberto Rossi) Wilma De Angelis  – Joe Sentieri
4. Colpevole (di Vincenzo D’Acquisto-Saverio Seracini) Nilla Pizzi  – Tonina Torrielli
5. È mezzanotte (di Alberto Testa-Rinaldo Cozzoli-Giulio Compare) Joe Sentieri – Sergio Bruni
6. Il mare (di Antonio Pugliese-Vian) Giorgio Consolini  – Sergio Bruni
7. Noi (di Bruno Pallesi-Walter Malgoni) Jula De Palma – Tony Dallara
8. È vero (di Nicola Salerno-Umberto Bindi) Teddy Reno – Mina
9. Splende il sole (di Pinchi-Danpa-Panzuti) Fausto Cigliano – Irene D’Areni
10.Notte mia (di Zanfagna-Marcello De Martino) Johnny Dorelli – Jula De Palma

Canoni non finaliste

A come amore (di Bruno Brighetti-Bruno Martino) Flo Sandon’s – Gloria Christian
Amore abisso dolce (di Gian Carlo Testoni-Marcello Gigante) Achille Togliani – Giorgio Consolini
Amore senza sole (di Mario Panzeri-Vittorio Mascheroni) Johnny Dorelli – Betty Curtis
Gridare di gioia (di Alberto Testa-Fanciulli) Germana Caroli – Arturo Testa
Invoco te (di Gian Carlo Testoni-Tony De Vita-Glauco Masetti) Gino Latilla – Miranda Martino
Non sei felice (di Riccardo Vantellini-Pinchi) Mina  – Betty Curtis
Perderti (di Pinchi-Pier Emilio Bassi) Tonina Torrielli – Arturo Testa
Perdoniamoci (di Umberto Bertini-Enzo Di Paola) Achille Togliani – Nilla Pizzi
Splende l’arcobaleno (di Mario Tumminelli-Cosimo Di Ceglie) Wilma De Angelis – Gloria Christian
Vento pioggia… scarpe rotte (di Eduardo Taranto-Coriolano Gori-Alfio Grasso) Gino Latilla – Miranda Martino

Nel 1960 Sorrisi pubblica per la prima volta i testi di tutte le canzoni. Secondo i sei inviati del settimanale, il decimo Festival di Sanremo è «il più interessante, il più drammatico, il più imprevisto dei festival svoltisi finora nella ridente città dei fiori». La definizione calza a pennello per un’edizione nata all’insegna delle sorprese. Tutto comincia alla fine del 1959, quando l’ATA decide di affidare l’organizzazione a un impresario professionista, Ezio Radaelli, e la presidenza della commissione selezionatrice al grande Totò. È inedita anche la coppia di conduttori: Enza Sampò e Paolo Ferrari. Lei, che ha esordito in tv tre anni prima, è famosa per aver condotto i collegamenti di «Campanile sera» al fianco di Enzo Tortora e per «Il circolo dei castori», una rubrica della tv dei ragazzi. Ferrari, invece, è un attore teatrale noto al pubblico televisivo per il programma «Giallo Club».

Tra i cantanti in gara il grande favorito è Domenico Modugno, che tenta di realizzare una storica tripletta dopo aver vinto nel ’58 e nel ’59. Provano a impedirglielo i cantanti della tradizione (Nilla Pizzi, Achille Togliani, Giorgio Consolini) e gli urlatori del momento: Tony Dallara, la cui «Come prima» è stata un grande successo nel 1958, e la giovane Mina, che arriva per la prima volta a Sanremo ma ha già milioni di fan. C’è anche la superstar Renato Rascel, che ha già alle spalle 27 anni di carriera in teatro, al cinema e in televisione. Come Modugno, l’artista romano partecipa con una sola canzone, «Romantica», di cui è anche autore. La seconda esecuzione del brano, destinato a vincere il Festival, è assegnata all’urlatore Dallara. «Un cantante eccezionalmente dotato e umanamente interessantissimo» lo definiscono gli inviati di Sorrisi che aggiungono: «È giunto a Sanremo tre giorni prima del Festival proveniente da Roma, dove aveva sollecitato la benedizione del Papa».

Tra i più accreditati contendenti spicca Sergio Bruni, popolare alfiere della canzone napoletana, che si scontra con il maestro Cinico Angelini. L’oggetto della discordia è l’arrangiamento della canzone «Il mare». Durante le prove, Bruni arriva a interrompere l’esecuzione perchè il tempo dell’orchestrina gli pare troppo lento. Segue un interminabile silenzio (in realtà due minuti) durante il quale i due si fissano con «sguardi di fuoco» racconta Sorrisi «davanti ai giornalisti e ai colleghi allibiti».

Intanto, Mina vive con ansia il suo debutto sanremese. Così lo raccontano gli inviati di Sorrisi: «La giovane urlatrice si è lasciata prendere da una crisi di sconforto e di nervi e ha perduto per un attimo la sua abituale sicurezza quando stava per entrare in scena a cantere “È vero”. La bella canzone di Umberto Bindi le era parsa improvvisamente troppo “impegnativa”, troppo importante per una debuttante. E così la “svampita ragazza di Cremona” ha provato anche lei i suoi attimi di panico come tutti i cantanti sensibili e intelligenti. Era la tarda mattina di venerdì, Mina si è lasciata cogliere dalla commozione quando, durante le prove, è scoppiata a piangere e si è gettata fra le braccia di Bindi, anch’egli commosso fino alle lacrime». Durante la sua esibizione, il pubblico le tributerà cinque applausi a scena aperta.

La serata finale è annunciata come una sfida tra «Libero» di Modugno e «Romantica» di Rascel. A fare la differenza è la seconda esecuzione di «Romantica», alla fine della serata: con la sua energia, infatti, l’urlatore Tony Dallara conquista i voti decisivi e porta alla vittoria la canzone che, tra le due sfidanti, è la più tradizionale. Al terzo posto, a sorpresa, si piazza «Quando vien la sera», cantata da Wilma De Angelis e Joe Sentieri, urlatore genovese definito «il cantante del saltello». I dischi del Festival avranno molta fortuna nelle classifiche di vendita, soprattutto i 45 giri di Dallara («Romantica»), Mina («È vero») e Sentieri («Quando vien la sera»). Qualcuno parla di definitivo tramonto dei cantanti tradizionali. Certo è che a Sanremo non sembra eserci più lo spazio per artisti come Gino Latilla, che medita il ritiro dalle scene, e Nilla Pizzi, che rimetterà piede al Festival non prima del 1981.