01 Gennaio 2014 | 14:50

Sanremo Story, 1961: il voto popolare premia Tajoli e Betty Curtis

XI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 26-27-28 gennaio, 6 febbraio 1961. Presentano Lilly Lembo, Giuliana Calandra e Alberto Lionello. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Al di là (di Mogol-Carlo Donida) Betty Curtis – Luciano Tajoli […]

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Sanremo Story, 1961: il voto popolare premia Tajoli e Betty Curtis

XI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 26-27-28 gennaio, 6 febbraio 1961. Presentano Lilly Lembo, Giuliana Calandra e Alberto Lionello. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Al di là (di Mogol-Carlo Donida) Betty Curtis – Luciano Tajoli […]

Foto: XI Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 26-27-28 gennaio, 6 febbraio 1961. Presentano Lilly Lembo, Giuliana Calandra e Alberto Lionello. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Al di là (di Mogol-Carlo Donida) Betty Curtis - Luciano Tajoli 2. 24mila baci (di Piero Vivarelli-Lucio Fulci-Adriano Celentano) Adriano Celentano - Little Tony 3. Il mare nel cassetto (di Piero Carlo Rolla-Eligio La Valle-Fernando Lattuada) Milva - Gino Latilla 4. Io amo tu ami (di Gino Redi-Enzo Bonagura) Mina - Nelly Fioramonti 5. Le mille bolle blu (di Vito Pallavicini-Carlo Alberto Rossi) Mina - Jenny Luna 6. Come sinfonia (di Pino Donaggio) Pino Donaggio - Teddy Reno 7. Febbre di musica (di Biri-Vittorio Mascheroni) Arturo Testa - Tonina Torrielli 8. Mandolino mandolino (di Vian-Pugliese) Teddy Reno - Sergio Bruni 9. Carolina dai (di Daniele Pace-Mario Panzeri) Sergio Bruni - Rocco Granata 10.Un uomo vivo (di Gino Paoli) Gino Paoli - Tony Dallara 11.Non mi dire chi sei (di Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) Umberto Bindi - Miranda Martino 12.Lei (di Riccardo Pazzaglia-Joe Sentieri) Joe Sentieri - Fausto Cigliano Canzoni non finaliste A.A.A. adorabile cercasi (di Martino-Brighetti-Pallavicini) Bruno Martino - Jula De Palma Benzina e cerini (di Giorgio Gaber) Giorgio Gaber - Maria Monti Che freddo! (di Carlo Rossi-Edoardo Vianello) Luciano Rondinella - Edoardo Vianello Lady Luna (di Dino Verde-Armando Trovajoli) Miranda Martino - Jimmy Fontana Libellule (di Alberto Testa-Guido Viezzoli) Joe Sentieri - Betty Curtis Mare di dicembre (di Luciano Beretta-Giulio Libano) Claudio Villa - Sergio Renda (CGD) Notturno senza luna (di Giovanni D'Anzi) Aura D'Angelo - Silvia Guidi Patatina (di Gianni Meccia-Franco Migliacci) Gianni Meccia - Wilma De Angelis Pozzanghere (di Orfellius-Lamberto Pellini-Tony Renis-Matteo Treppiedi) Tony Renis - Niki Davis Qualcuno mi ama (di Piero Soffici-Manlio Darena) Cocky Mazzetti - Achille Togliani Tu con me (di Antonio Amurri-Ettore Ballotta) Carla Boni - Aurelio Fierro Una goccia di cielo (di Gino Negri) Nadia Liani - Jolanda Rossin Giunto all’undicesima edizione, il Festival di Sanremo prova a risolvere il problema delle giurie, da sempre accusate di scarsa trasparenza. La soluzione adottata è quella di abbinare la gara canora alle schedine Enalotto. Alle giurie tradizionali resta il compito di determinare, nelle prime due serate, le 12 canzoni finaliste che saranno sottoposte al voto popolare. Due colonne giocate all’Enalotto (100 lire) danno il diritto a un voto per Sanremo fino a un massimo di sei. È evidente come anche questo meccanismo si presti a tentativi di manipolazione, considerando che basterebbero pochi milioni di lire per comprare decine di migliaia di voti e falsare così la classifica. L’adozione di questo nuovo sistema, chiamato VotoFestival, rende necessaria una quarta serata, quella di lunedì 6 febbraio. Si vota infatti per tutta la settimana successiva alla serata finale. Il cast dei cantanti è composto da 42 artisti, un record per il Festival. La tradizione è rappresentata da Latilla, Torrielli, Fierro, Togliani e pochi altri, mentre la nuova leva della canzone italiana dilaga con Mina, Dallara e alcuni debuttanti di prestigio tra cui molti cantautori: Adriano Celentano, Gino Paoli, Giorgio Gaber, Pino Donaggio, Milva, Tony Renis, Umberto Bindi, Edoardo Vianello e Luciano Tajoli. Quest’ultimo, affetto da un’infermità alle gambe, arriva al Salone delle Feste non più giovanissimo (ha già 40 anni) dopo essere stato a lungo escluso per via della sua menomazione che lo costringe a cantare appoggiato a una sedia. I protagonisti più attesi sono Mina e Gino Paoli. Lei è già una «numero 1» grazie anche al successo avuto l’anno prima con «È vero». Il suo cachet è di 500.000 lire a serata, ma non si ritiene una diva e risponde con ironia all’inviato di Sorrisi che le chiede se, come il reuccio Claudio Villa, anche lei aspiri a una corona: «No, io sono repubblicana. E poi, quando mai ha regnato Claudio Villa? Non c’erano i Savoia prima che si facesse la Repubblica? ». Il cantautore Paoli, invece, arriva a Sanremo dopo due grandi successi: «Il cielo in una stanza» e «La gatta». Ha sempre l’aria annoiata come se volesse dimostrare che del Festival non gli importi nulla. All’inviato di Sorrisi che glielo fa notare, Paoli risponde: «E’ la verità. Ho l’aria annoiata perché in effetti mi annoia. Quanto al Festival ho scoperto una verità formidabule: non siamo noi che abbiamo bisogno del Festival, è il Festival che ha bisogno dei cantanti». La più grande rivelazione di Sanremo 1961 è Milva, che debutta nella seconda serata con «Il mare nel cassetto». La 21enne emiliana di Goro diventa subito una beniamina del pubblico e della stampa, che contrappone la sua semplicità di ragazza di provincia all’ostentato anticonformismo di Mina, criticata anche per un piccolo incidente: mentre canta «Io amo tu ami” le scappa un colpo di tosse che la riduce in lacrime e la spinge ad abbandonare il palcoscenico. Lascia il segno anche Adriano Celentano, che canta «24mila baci» dimenandosi sul palco e mostrando per alcuni secondi le spalle al pubblico. Militare di leva, il molleggiato può cantare a Sanremo grazie a una licenza speciale concessa da Giulio Andreotti, ministro della Difesa. Dopo una settimana di campagna elettorale, durante la quale il 45 giri di Celentano vende ben 200milacopie, lunedì 6 febbraio va in scena l’atto finale: vincono Luciano Tajoli e Betty Curtis con «Al di là» davanti a Celentano con «24mila baci» e a Milva con «Il mare nel cassetto». Le due canzoni di Mina si piazzano al quinto e al sesto posto, un risultato deludente che porta la cantante all’addio definitivo al Ferstival. Trascurato dal voto popolare, Pino Donaggio dominerà le classifiche con «Come sinfonia», incisa anche da Milva.

01 Gennaio 2014 | 14:50 di

XI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 26-27-28 gennaio, 6 febbraio 1961. Presentano Lilly Lembo, Giuliana Calandra e Alberto Lionello. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Ezio Radaelli

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Al di là (di Mogol-Carlo Donida) Betty Curtis – Luciano Tajoli
2. 24mila baci (di Piero Vivarelli-Lucio Fulci-Adriano Celentano) Adriano Celentano – Little Tony
3. Il mare nel cassetto (di Piero Carlo Rolla-Eligio La Valle-Fernando Lattuada) Milva – Gino Latilla
4. Io amo tu ami (di Gino Redi-Enzo Bonagura) Mina – Nelly Fioramonti
5. Le mille bolle blu (di Vito Pallavicini-Carlo Alberto Rossi) Mina – Jenny Luna
6. Come sinfonia (di Pino Donaggio) Pino Donaggio – Teddy Reno
7. Febbre di musica (di Biri-Vittorio Mascheroni) Arturo Testa – Tonina Torrielli
8. Mandolino mandolino (di Vian-Pugliese) Teddy Reno – Sergio Bruni
9. Carolina dai (di Daniele Pace-Mario Panzeri) Sergio Bruni – Rocco Granata
10.Un uomo vivo (di Gino Paoli) Gino Paoli – Tony Dallara
11.Non mi dire chi sei (di Giorgio Calabrese-Umberto Bindi) Umberto Bindi – Miranda Martino
12.Lei (di Riccardo Pazzaglia-Joe Sentieri) Joe Sentieri – Fausto Cigliano

Canzoni non finaliste

A.A.A. adorabile cercasi (di Martino-Brighetti-Pallavicini) Bruno Martino – Jula De Palma
Benzina e cerini (di Giorgio Gaber) Giorgio Gaber – Maria Monti
Che freddo! (di Carlo Rossi-Edoardo Vianello) Luciano Rondinella – Edoardo Vianello
Lady Luna (di Dino Verde-Armando Trovajoli) Miranda Martino – Jimmy Fontana
Libellule (di Alberto Testa-Guido Viezzoli) Joe Sentieri – Betty Curtis
Mare di dicembre (di Luciano Beretta-Giulio Libano) Claudio Villa – Sergio Renda (CGD)
Notturno senza luna (di Giovanni D’Anzi) Aura D’Angelo – Silvia Guidi
Patatina (di Gianni Meccia-Franco Migliacci) Gianni Meccia – Wilma De Angelis
Pozzanghere (di Orfellius-Lamberto Pellini-Tony Renis-Matteo Treppiedi) Tony Renis – Niki Davis
Qualcuno mi ama (di Piero Soffici-Manlio Darena) Cocky Mazzetti – Achille Togliani
Tu con me (di Antonio Amurri-Ettore Ballotta) Carla Boni – Aurelio Fierro
Una goccia di cielo (di Gino Negri) Nadia Liani – Jolanda Rossin

Giunto all’undicesima edizione, il Festival di Sanremo prova a risolvere il problema delle giurie, da sempre accusate di scarsa trasparenza. La soluzione adottata è quella di abbinare la gara canora alle schedine Enalotto. Alle giurie tradizionali resta il compito di determinare, nelle prime due serate, le 12 canzoni finaliste che saranno sottoposte al voto popolare. Due colonne giocate all’Enalotto (100 lire) danno il diritto a un voto per Sanremo fino a un massimo di sei. È evidente come anche questo meccanismo si presti a tentativi di manipolazione, considerando che basterebbero pochi milioni di lire per comprare decine di migliaia di voti e falsare così la classifica. L’adozione di questo nuovo sistema, chiamato VotoFestival, rende necessaria una quarta serata, quella di lunedì 6 febbraio. Si vota infatti per tutta la settimana successiva alla serata finale.

Il cast dei cantanti è composto da 42 artisti, un record per il Festival. La tradizione è rappresentata da Latilla, Torrielli, Fierro, Togliani e pochi altri, mentre la nuova leva della canzone italiana dilaga con Mina, Dallara e alcuni debuttanti di prestigio tra cui molti cantautori: Adriano Celentano, Gino Paoli, Giorgio Gaber, Pino Donaggio, Milva, Tony Renis, Umberto Bindi, Edoardo Vianello e Luciano Tajoli. Quest’ultimo, affetto da un’infermità alle gambe, arriva al Salone delle Feste non più giovanissimo (ha già 40 anni) dopo essere stato a lungo escluso per via della sua menomazione che lo costringe a cantare appoggiato a una sedia.

I protagonisti più attesi sono Mina e Gino Paoli. Lei è già una «numero 1» grazie anche al successo avuto l’anno prima con «È vero». Il suo cachet è di 500.000 lire a serata, ma non si ritiene una diva e risponde con ironia all’inviato di Sorrisi che le chiede se, come il reuccio Claudio Villa, anche lei aspiri a una corona: «No, io sono repubblicana. E poi, quando mai ha regnato Claudio Villa? Non c’erano i Savoia prima che si facesse la Repubblica? ». Il cantautore Paoli, invece, arriva a Sanremo dopo due grandi successi: «Il cielo in una stanza» e «La gatta». Ha sempre l’aria annoiata come se volesse dimostrare che del Festival non gli importi nulla. All’inviato di Sorrisi che glielo fa notare, Paoli risponde: «E’ la verità. Ho l’aria annoiata perché in effetti mi annoia. Quanto al Festival ho scoperto una verità formidabule: non siamo noi che abbiamo bisogno del Festival, è il Festival che ha bisogno dei cantanti».

La più grande rivelazione di Sanremo 1961 è Milva, che debutta nella seconda serata con «Il mare nel cassetto». La 21enne emiliana di Goro diventa subito una beniamina del pubblico e della stampa, che contrappone la sua semplicità di ragazza di provincia all’ostentato anticonformismo di Mina, criticata anche per un piccolo incidente: mentre canta «Io amo tu ami” le scappa un colpo di tosse che la riduce in lacrime e la spinge ad abbandonare il palcoscenico. Lascia il segno anche Adriano Celentano, che canta «24mila baci» dimenandosi sul palco e mostrando per alcuni secondi le spalle al pubblico. Militare di leva, il molleggiato può cantare a Sanremo grazie a una licenza speciale concessa da Giulio Andreotti, ministro della Difesa.

Dopo una settimana di campagna elettorale, durante la quale il 45 giri di Celentano vende ben 200milacopie, lunedì 6 febbraio va in scena l’atto finale: vincono Luciano Tajoli e Betty Curtis con «Al di là» davanti a Celentano con «24mila baci» e a Milva con «Il mare nel cassetto». Le due canzoni di Mina si piazzano al quinto e al sesto posto, un risultato deludente che porta la cantante all’addio definitivo al Ferstival. Trascurato dal voto popolare, Pino Donaggio dominerà le classifiche con «Come sinfonia», incisa anche da Milva.