01 Gennaio 2014 | 14:48

Sanremo Story, 1963: Tony Renis sconfigge i vincitori annunciati

XIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 7-8-9 febbraio 1963. Presenta Mike Bongiorno con Rosanna Armani, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Maria Giovannini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera CANZONI E ARTISTI IN GARA Uno per tutte (di Mogol-Alberto Testa-Tony Renis) Tony Renis – […]

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Sanremo Story, 1963: Tony Renis sconfigge i vincitori annunciati

XIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 7-8-9 febbraio 1963. Presenta Mike Bongiorno con Rosanna Armani, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Maria Giovannini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera CANZONI E ARTISTI IN GARA Uno per tutte (di Mogol-Alberto Testa-Tony Renis) Tony Renis – […]

Foto: XIII Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 7-8-9 febbraio 1963. Presenta Mike Bongiorno con Rosanna Armani, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Maria Giovannini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera

CANZONI E ARTISTI IN GARA

Uno per tutte (di Mogol-Alberto Testa-Tony Renis) Tony Renis - Emilio Pericoli Amor mon amour my love (di Walter Malgoni-Pinchi-Bruno Pallesi) Claudio Villa - Eugenia Foligatti Giovane giovane (di Pino Donaggio-Alberto Testa) Pino Donaggio - Cocky Mazzetti Non costa niente (di Giorgio Calabrese-Diego Calcagno-Eros Sciorilli) Wilma De Angelis - Johnny Dorelli Ricorda (di Carlo Donida-Mogol) Milva - Luciano Tajoli Perdonarsi in due (di Giovanni D'Anzi-Pinchi) Tonina Torrielli - Eugenia Foligatti Occhi neri e cielo blu (di Mario Panzeri-Daniele Pace) Aurelio Fierro - Claudio Villa Sull'acqua (di Mario Pagano-Franco Maresca) Emilio Pericoli - Sergio Bruni Tu venisti dal mare (di Furio Rendine-Pugliese) Aura D'Angelo - Arturo Testa Non sapevo (di Pino Calvi-Bruno Pallesi) Milva - Gianni Lacommare Canzoni non finalista Com'è piccolo il cielo (di Signori-Garavaglia) Gianni Lacommare - Tonina Torrielli Fermate il mondo (di Bruno Canfora-Dino Verde) Joe Sentieri - Johnny Dorelli La ballata del pedone (di Pierantoni) Ennio Sangiusto - Quartetto Radar Le voci (di Gianni Fallabrino-Medici) Ennio Sangiusto - Luciano Tajoli Oggi non ho tempo (di Corrado Lojacono-Nicola Salerno) Mario Abbate - Quartetto Radar Perché perché (di Gigi Cichellero) Tony Renis - Cocky Mazzetti Quando ci si vuol bene... (come noi) (di Elio Isola-Bruno Zambrini-Giorgio Calabrese) Arturo Testa - Joe Sentieri Se passerai di qui (di Gian Carlo Testoni-Angelo Camis) Wilma De Angelis - Flo Sandon's Un cappotto rivoltato (di Oronzo Leuzzi-Francesco Specchia) Aurelio Fierro - Sergio Bruni Vorrei fermare il tempo (di Gino Redi-Franchini) Mario Abbate - Flo Sandon's Il secondo Festival dell’era Ravera è condotto da Mike Bongiorno, superstar della tv fin dalle prime trasmissioni del servizio pubblico, partite nel 1954. Per il suo debutto sanremese, il re del quiz si circonda di quattro vallette con cui ha già lavorato in passato. Tuttavia, per il timpre che la popolarità di Mike possa mettere in ombra le canzoni, l’organizzazione gli impone dei tempi molto limitati, concedendogli solo due minuti per ogni introduzione. La delusione di Mike è acuita dalla decisione della Rai di trasmettere in diretta tv, come nel 1962, solo la serata finale. Nel frattempo Gianni Ravera ha iniziato a organizzare anche il concorso Voci Nuove di Castrocaro, circostanza che porta a una novità nel regolamento: i vincitori di Castrocaro sono ammessi di diritto al Festival di Sanremo dell’anno successivo. I primi fortunati partecipano nel 1953. Sono Eugenia Foligatti e Gianni Lacommare. Tra i favoriti della vigilia c’è Tony Renis, reduce da un anno di trionfi raggiunti grazie a «Quando quando quando». La canzone, quarta classificata a Sanremo 1962, ha appena vinto «Canzonissima» ed è ancora popolare in tutto il mondo. Il cantautore cerca la rivincita con «Uno per tutte», canzone allegra, sofisticata e soprattutto molto orecchiabile, definita dall’inviato di Sorrisi «una piccola antologia della musica leggera degli ultimi 20 anni». Nel 1963 si ritorna al sistema di voto basato esclusivamente sulle giurie: 20 dislocate sul territorio, una composta da 112 spettatori sorteggiasti tra il pubblico del Casinò. Si ridimensiona anche il numero delle canzoni che scende da 32 a 20, di cui solo 10 arriveranno in finale. Tutti si aspettano una sfida all’ultimo voto tra Milva («Ricorda») e Claudio Villa («Amour, mon amour, my love»), ma le cose vanno diversamente. Ecco la cronaca dell’inviato di Sorrisi: «Con un colpo di mano i giovani colonnelli della canzone s’impossessavano del Festival di Sanremo alla mezzanotte di sabato 9 febbraio. Guidava la congiura Tony Renis che, insieme a Pericoli, aveva presentato la fresca e criticata “Uno per tutte”. Gli altri erano uno scatenato Donaggio che con la Mazzetti aveva lanciato “Giovane, giovane”, Dorelli e la De Angelis, interpreti della canzone più delicata del Festival, “Non conta niente”. Solo Villa teneva testa all’attacco massiccio delle nuove leve (e di coloro che ad esse si erano associati), resistendo eroicamente al secondo posto. Un secondo posto che, date le circostanze, era più guadagnato di una vittoria». Si chiude così un’edizione decisamente in tono minore, come non manca di ricordare Sorrisi: «Si è svolto sui binari della normale amministrazione, a parte la sorpresa finale. Il cast dei cantanti era decoroso ma piuttosto stantio; la messa in scena volenterosa ma sacrificata dai limiti che sono stati posti dalla televisione agli exploits di Mike Bongiorno e delle sue quattro vallette». Un’analisi spietata che trova conferma negli scarsi risultati di vendita delle canzoni in gara, fatta eccezione per la vincitrice e «Giovane, giovane».

01 Gennaio 2014 | 14:48 di

XIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 7-8-9 febbraio 1963. Presenta Mike Bongiorno con Rosanna Armani, Edy Campagnoli, Giuliana Copreni e Maria Giovannini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera

CANZONI E ARTISTI IN GARA

Uno per tutte (di Mogol-Alberto Testa-Tony Renis) Tony Renis – Emilio Pericoli
Amor mon amour my love (di Walter Malgoni-Pinchi-Bruno Pallesi) Claudio Villa – Eugenia Foligatti
Giovane giovane (di Pino Donaggio-Alberto Testa) Pino Donaggio – Cocky Mazzetti
Non costa niente (di Giorgio Calabrese-Diego Calcagno-Eros Sciorilli) Wilma De Angelis – Johnny Dorelli
Ricorda (di Carlo Donida-Mogol) Milva – Luciano Tajoli
Perdonarsi in due (di Giovanni D’Anzi-Pinchi) Tonina Torrielli – Eugenia Foligatti
Occhi neri e cielo blu (di Mario Panzeri-Daniele Pace) Aurelio Fierro – Claudio Villa
Sull’acqua (di Mario Pagano-Franco Maresca) Emilio Pericoli – Sergio Bruni
Tu venisti dal mare (di Furio Rendine-Pugliese) Aura D’Angelo – Arturo Testa
Non sapevo (di Pino Calvi-Bruno Pallesi) Milva – Gianni Lacommare

Canzoni non finalista
Com’è piccolo il cielo (di Signori-Garavaglia) Gianni Lacommare – Tonina Torrielli
Fermate il mondo (di Bruno Canfora-Dino Verde) Joe Sentieri – Johnny Dorelli
La ballata del pedone (di Pierantoni) Ennio Sangiusto – Quartetto Radar
Le voci (di Gianni Fallabrino-Medici) Ennio Sangiusto – Luciano Tajoli
Oggi non ho tempo (di Corrado Lojacono-Nicola Salerno) Mario Abbate – Quartetto Radar
Perché perché (di Gigi Cichellero) Tony Renis – Cocky Mazzetti
Quando ci si vuol bene… (come noi) (di Elio Isola-Bruno Zambrini-Giorgio Calabrese) Arturo Testa – Joe Sentieri
Se passerai di qui (di Gian Carlo Testoni-Angelo Camis) Wilma De Angelis – Flo Sandon’s
Un cappotto rivoltato (di Oronzo Leuzzi-Francesco Specchia) Aurelio Fierro – Sergio Bruni
Vorrei fermare il tempo (di Gino Redi-Franchini) Mario Abbate – Flo Sandon’s

Il secondo Festival dell’era Ravera è condotto da Mike Bongiorno, superstar della tv fin dalle prime trasmissioni del servizio pubblico, partite nel 1954. Per il suo debutto sanremese, il re del quiz si circonda di quattro vallette con cui ha già lavorato in passato. Tuttavia, per il timpre che la popolarità di Mike possa mettere in ombra le canzoni, l’organizzazione gli impone dei tempi molto limitati, concedendogli solo due minuti per ogni introduzione. La delusione di Mike è acuita dalla decisione della Rai di trasmettere in diretta tv, come nel 1962, solo la serata finale.

Nel frattempo Gianni Ravera ha iniziato a organizzare anche il concorso Voci Nuove di Castrocaro, circostanza che porta a una novità nel regolamento: i vincitori di Castrocaro sono ammessi di diritto al Festival di Sanremo dell’anno successivo. I primi fortunati partecipano nel 1953. Sono Eugenia Foligatti e Gianni Lacommare.

Tra i favoriti della vigilia c’è Tony Renis, reduce da un anno di trionfi raggiunti grazie a «Quando quando quando». La canzone, quarta classificata a Sanremo 1962, ha appena vinto «Canzonissima» ed è ancora popolare in tutto il mondo. Il cantautore cerca la rivincita con «Uno per tutte», canzone allegra, sofisticata e soprattutto molto orecchiabile, definita dall’inviato di Sorrisi «una piccola antologia della musica leggera degli ultimi 20 anni».

Nel 1963 si ritorna al sistema di voto basato esclusivamente sulle giurie: 20 dislocate sul territorio, una composta da 112 spettatori sorteggiasti tra il pubblico del Casinò. Si ridimensiona anche il numero delle canzoni che scende da 32 a 20, di cui solo 10 arriveranno in finale.

Tutti si aspettano una sfida all’ultimo voto tra Milva («Ricorda») e Claudio Villa («Amour, mon amour, my love»), ma le cose vanno diversamente. Ecco la cronaca dell’inviato di Sorrisi: «Con un colpo di mano i giovani colonnelli della canzone s’impossessavano del Festival di Sanremo alla mezzanotte di sabato 9 febbraio. Guidava la congiura Tony Renis che, insieme a Pericoli, aveva presentato la fresca e criticata “Uno per tutte”. Gli altri erano uno scatenato Donaggio che con la Mazzetti aveva lanciato “Giovane, giovane”, Dorelli e la De Angelis, interpreti della canzone più delicata del Festival, “Non conta niente”. Solo Villa teneva testa all’attacco massiccio delle nuove leve (e di coloro che ad esse si erano associati), resistendo eroicamente al secondo posto. Un secondo posto che, date le circostanze, era più guadagnato di una vittoria».

Si chiude così un’edizione decisamente in tono minore, come non manca di ricordare Sorrisi: «Si è svolto sui binari della normale amministrazione, a parte la sorpresa finale. Il cast dei cantanti era decoroso ma piuttosto stantio; la messa in scena volenterosa ma sacrificata dai limiti che sono stati posti dalla televisione agli exploits di Mike Bongiorno e delle sue quattro vallette». Un’analisi spietata che trova conferma negli scarsi risultati di vendita delle canzoni in gara, fatta eccezione per la vincitrice e «Giovane, giovane».