01 Gennaio 2014 | 14:49

Sanremo Story, 1966: Modugno torna a vincere nell’anno dei complessi

XVI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1966. Presenta Mike Bongiorno con Paola Penni e Carla Maria Puccini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Dio, come ti amo (di Domenico Modugno) Domenico Modugno – Gigliola […]

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Sanremo Story, 1966: Modugno torna a vincere nell’anno dei complessi

XVI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1966. Presenta Mike Bongiorno con Paola Penni e Carla Maria Puccini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Dio, come ti amo (di Domenico Modugno) Domenico Modugno – Gigliola […]

Foto: XVI Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1966. Presenta Mike Bongiorno con Paola Penni e Carla Maria Puccini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Dio, come ti amo (di Domenico Modugno) Domenico Modugno - Gigliola Cinquetti 2. Nessuno mi può giudicare (di Daniele Pace-Mario Panzeri-Luciano Beretta-Miki Del Prete) Caterina Caselli - Gene Pitney 3. In un fiore (di Carlo Donida-Mogol) Wilma Goich - Les Surfs 4. Una casa in cima al mondo (di Pino Donaggio-Vito Pallavicini) Pino Donaggio - Claudio Villa 5. Una rosa da Vienna (di Gianluigi Guarnieri-Bruno Lauzi) Anna Identici - New Christy Minstrels 6. Io ti darò di più (di Memo Remigi-Alberto Testa) Orietta Berti - Ornella Vanoni 7. Mai mai mai Valentina (di Gene Colonnello-Alberto Testa) Giorgio Gaber - Pat Boone 8. Adesso sì (di Sergio Endrigo) Sergio Endrigo - Chad and Jeremy 9. Nessuno di voi (di Gorni Kramer-Vito Pallavicini) Milva - Richard Anthony 10. Se tu non fossi qui (di Carlo Alberto Rossi-Marisa Terzi) Peppino Gagliardi - Pat Boone 11. Così come viene (di Ezio Leoni-Vito Pallavicini) Remo Germani - Les Surfs 12. La notte dell'addio (di Arrigo Amadesi-Giuseppe Diverio-Memo Remigi-Alberto Testa) Iva Zanicchi - Vic Dana 13. A la buena de Dios (di Gualtiero Malgoni-Bruno Pallesi) Ribelli - New Christy Minstrels 14. Parlami di te (di Edoardo Vianello-Vito Pallavicini) Edoardo Vianello - Françoise Hardy Canzoni non finaliste Dipendesse da me (di Vito Pallavicini-Iller Pattacini) Luciana Turina - Gino Il ragazzo della via Gluck (di Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano) Adriano Celentano - Trio del Clan Io non posso crederti (di Marchetti-Gianni Sanjust) Franco Tozzi - Bobby Vinton Io ti amo (Gianni Fallabrino-Plinio Maggi) Anna Marchetti - Plinio Maggi La carta vincente (di Gino Paoli) Gino Paoli - Ricardo Lei mi aspetta (di Vito Pallavicini-Alberto Baldan Bembo) Nicola Di Bari - Gene Pitney Pafff... bum (di Sergio Bardotti-musica di Gian Franco Reverberi) Lucio Dalla - The Yardbirds Per questo voglio te (di Mogol-Mansueto Deponti) Giuseppe Di Stefano - P. J. Proby Quando vado sulla riva (di Franco Maresca-Mario Pagano) Luciano Tomei - Luis Alberto del Paranà e Los Paraguayos Questa volta (di Mogol-Roberto Satti) Bobby Solo - The Yardbirds Se questo ballo non finisse mai (di Vito Pallavicini-Gino Mescoli) John Foster - Paola Bertoni Un giorno tu mi cercherai (di Pantros-Franco Campanino) Equipe 84 - The Renegades Nonostante il calo di vendite registrato dai 45 giri dell’edizione precedente, le case discografiche fanno a gara per partecipare al 16° Festival, arrivando addirittura a sdoppiarsi per aggirare il limite di tre canzoni imposto dal regolamento. Alla conduzione è riconfermato Mike Bongiorno, affiancato questa volta da Paola Penni e Carla Maria Puccini. Non essendo più un obbligo l’abbinamento con gli interpreti stranieri, tornano a formarsi coppie ben assortite tra vecchi e nuovi divi della canzone italiana. La più attesa è quella che unisce Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti, in gara con «Dio come ti amo». E dire che solo due anni prima mister Volare aveva definito una buffonata la vittoria di «Non ho l’età (per amarti)». Nel frattempo, la Cinquetti ha compiuto 18 anni ed è stata protagonista del varietà televisivo «Io, Gigliola». L’ingenua liceale del 1964 è diventata una donna, «Ha finalmente dato addio al suo personaggio tutto acqua e sapone» scrive ammirata l’inviata di Sorrisi. «Ha girato il mondo, è una diva, sta facendo del cinema e ha davanti a sé una carriera sempre più importante. Così è diventata, con molta semplicità, una vera donna». L’altra strana coppia è formata da Claudio Villa e Pino Donaggio mentre la sofisticata Ornella Vanoni, in gara con «Io ti darò di più», è abbinata all’esordiente Orietta Berti, famosa per le canzoni di Suor Sorriso. Dopo cinque anni di assenza torna anche Adriano Celentano con una canzone semiautobiografica, «Il ragazzo della via Gluck», atto d’accusa contro la speculazione edilizia. Nella pattuglia delle celebrità di Sanremo 1966 c’è anche Bobby Solo, mal visto dalla Rai a causa dei suoi atteggiamenti da divo. Fino all’ultimo momento la sua partecipazione è in forse ma poi l’emittente pubblica decide di far cadere il veto. Tra gli stranieri i più attesi sono gli inglesi Yardbirds, che vengono abbinati al 23enne Lucio Dalla, in gara con «Paff… bum», e a Bobby Solo («Questa volta»). L’americano Pat Boone, invece, fa il gregario di Giorgio Gaber («Mai mai mai Valentina») e di Peppino Gagliardi («Se tu non fossi qui»). Nel frattempo l’onda d’urto provocata dal successo dei Beatles ha avuto effetti anche in Italia. Sanremo ne prende atto e accoglie in gara i primi complessi: l’Equipe 84 e i Ribelli. I primi sono quattro ragazzi di Modena, guidati da Maurizio Vandelli, che hanno in repertorio cover in italiano di successi inglesi. I Ribelli, invece, sono una scoperta di Adriano Celentano. Il loro leader è il batterista Gianni Dall’Aglio. I due gruppi rappresentano l’elemento più moderno di questo Festival ma le loro canzoni non incontrano il favore delle giurie. La grande rivelazione delle prime due serate è Caterina Caselli, 19enne di Sassuolo che canta la trascinante «Nessuno mi può giudicare». Di lei colpiscono la grinta nell’interpretazione, la voce potente e l’acconciatura (subito ribattezzata «casco d’oro») creata dai parrucchieri milanesi Vergottini. Le giurie la promuovono alla finale insieme con il favorito Sergio Endrigo («Adesso sì») e l’intensa Iva Zanicchi, in gara con «La notte dell’addio», considerata da molti osservatori la più bella canzone del Festival. Nello stesso tempo bocciano superstar come Bobby Solo, Gino Paoli, Bobby Solo, il tenore Giuseppe di Stefano e Adriano Celentano. Il molleggiato prende con spirito l’eliminazione de «Il ragazzo della via Gluck» e resta a Sanremo per sostenere i Ribelli. Tuttavia, nel corso dell’ultima serata, il complesso sponsorizzato dal Clan è protagonista di una rissa. Alla fine della loro esibizione, infatti, Dall’Aglio e gli altri gettano sul palco le loro lunghe parrucche e restano sulla scena per ricevere i prolungati applausi dei fan. Intanto, Iva Zanicchi si prepara a cantare «La notte dell’addio». Per consentire allo spettacolo di continuare deve addirittura intervenire la polizia. Ne nasce un tafferuglio che porta a una breve sospensione della diretta tv e alla denuncia per «minacce a pubblico ufficiale» di quattro persone tra cui Miki del Prete ed Elio Borzoni (parolieri del clan) e il giornalista-regista Piero Vivarelli. Vince «Dio come ti amo» della coppia Modugno-Cinquetti ma è «Nessuno mi può giudicare» della Caselli il 45 giri più richiesto nei negozi.

01 Gennaio 2014 | 14:49 di

XVI Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 27-28-29 gennaio 1966. Presenta Mike Bongiorno con Paola Penni e Carla Maria Puccini. Organizzazione: Azienda Turistico Alberghiera con la direzione artistica di Gianni Ravera

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Dio, come ti amo (di Domenico Modugno) Domenico Modugno – Gigliola Cinquetti
2. Nessuno mi può giudicare (di Daniele Pace-Mario Panzeri-Luciano Beretta-Miki Del Prete) Caterina Caselli – Gene Pitney
3. In un fiore (di Carlo Donida-Mogol) Wilma Goich – Les Surfs
4. Una casa in cima al mondo (di Pino Donaggio-Vito Pallavicini) Pino Donaggio – Claudio Villa
5. Una rosa da Vienna (di Gianluigi Guarnieri-Bruno Lauzi) Anna Identici – New Christy Minstrels
6. Io ti darò di più (di Memo Remigi-Alberto Testa) Orietta Berti – Ornella Vanoni
7. Mai mai mai Valentina (di Gene Colonnello-Alberto Testa) Giorgio Gaber – Pat Boone
8. Adesso sì (di Sergio Endrigo) Sergio Endrigo – Chad and Jeremy
9. Nessuno di voi (di Gorni Kramer-Vito Pallavicini) Milva – Richard Anthony
10. Se tu non fossi qui (di Carlo Alberto Rossi-Marisa Terzi) Peppino Gagliardi – Pat Boone
11. Così come viene (di Ezio Leoni-Vito Pallavicini) Remo Germani – Les Surfs
12. La notte dell’addio (di Arrigo Amadesi-Giuseppe Diverio-Memo Remigi-Alberto Testa) Iva Zanicchi – Vic Dana
13. A la buena de Dios (di Gualtiero Malgoni-Bruno Pallesi) Ribelli – New Christy Minstrels
14. Parlami di te (di Edoardo Vianello-Vito Pallavicini) Edoardo Vianello – Françoise Hardy

Canzoni non finaliste
Dipendesse da me (di Vito Pallavicini-Iller Pattacini) Luciana Turina – Gino
Il ragazzo della via Gluck (di Luciano Beretta-Miki Del Prete-Adriano Celentano) Adriano Celentano – Trio del Clan
Io non posso crederti (di Marchetti-Gianni Sanjust) Franco Tozzi – Bobby Vinton
Io ti amo (Gianni Fallabrino-Plinio Maggi) Anna Marchetti – Plinio Maggi
La carta vincente (di Gino Paoli) Gino Paoli – Ricardo
Lei mi aspetta (di Vito Pallavicini-Alberto Baldan Bembo) Nicola Di Bari – Gene Pitney
Pafff… bum (di Sergio Bardotti-musica di Gian Franco Reverberi) Lucio Dalla – The Yardbirds
Per questo voglio te (di Mogol-Mansueto Deponti) Giuseppe Di Stefano – P. J. Proby
Quando vado sulla riva (di Franco Maresca-Mario Pagano) Luciano Tomei – Luis Alberto del Paranà e Los Paraguayos
Questa volta (di Mogol-Roberto Satti) Bobby Solo – The Yardbirds
Se questo ballo non finisse mai (di Vito Pallavicini-Gino Mescoli) John Foster – Paola Bertoni
Un giorno tu mi cercherai (di Pantros-Franco Campanino) Equipe 84 – The Renegades

Nonostante il calo di vendite registrato dai 45 giri dell’edizione precedente, le case discografiche fanno a gara per partecipare al 16° Festival, arrivando addirittura a sdoppiarsi per aggirare il limite di tre canzoni imposto dal regolamento. Alla conduzione è riconfermato Mike Bongiorno, affiancato questa volta da Paola Penni e Carla Maria Puccini. Non essendo più un obbligo l’abbinamento con gli interpreti stranieri, tornano a formarsi coppie ben assortite tra vecchi e nuovi divi della canzone italiana.

La più attesa è quella che unisce Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti, in gara con «Dio come ti amo». E dire che solo due anni prima mister Volare aveva definito una buffonata la vittoria di «Non ho l’età (per amarti)». Nel frattempo, la Cinquetti ha compiuto 18 anni ed è stata protagonista del varietà televisivo «Io, Gigliola». L’ingenua liceale del 1964 è diventata una donna, «Ha finalmente dato addio al suo personaggio tutto acqua e sapone» scrive ammirata l’inviata di Sorrisi. «Ha girato il mondo, è una diva, sta facendo del cinema e ha davanti a sé una carriera sempre più importante. Così è diventata, con molta semplicità, una vera donna».

L’altra strana coppia è formata da Claudio Villa e Pino Donaggio mentre la sofisticata Ornella Vanoni, in gara con «Io ti darò di più», è abbinata all’esordiente Orietta Berti, famosa per le canzoni di Suor Sorriso. Dopo cinque anni di assenza torna anche Adriano Celentano con una canzone semiautobiografica, «Il ragazzo della via Gluck», atto d’accusa contro la speculazione edilizia. Nella pattuglia delle celebrità di Sanremo 1966 c’è anche Bobby Solo, mal visto dalla Rai a causa dei suoi atteggiamenti da divo. Fino all’ultimo momento la sua partecipazione è in forse ma poi l’emittente pubblica decide di far cadere il veto.

Tra gli stranieri i più attesi sono gli inglesi Yardbirds, che vengono abbinati al 23enne Lucio Dalla, in gara con «Paff… bum», e a Bobby Solo («Questa volta»). L’americano Pat Boone, invece, fa il gregario di Giorgio Gaber («Mai mai mai Valentina») e di Peppino Gagliardi («Se tu non fossi qui»). Nel frattempo l’onda d’urto provocata dal successo dei Beatles ha avuto effetti anche in Italia. Sanremo ne prende atto e accoglie in gara i primi complessi: l’Equipe 84 e i Ribelli. I primi sono quattro ragazzi di Modena, guidati da Maurizio Vandelli, che hanno in repertorio cover in italiano di successi inglesi. I Ribelli, invece, sono una scoperta di Adriano Celentano. Il loro leader è il batterista Gianni Dall’Aglio. I due gruppi rappresentano l’elemento più moderno di questo Festival ma le loro canzoni non incontrano il favore delle giurie.

La grande rivelazione delle prime due serate è Caterina Caselli, 19enne di Sassuolo che canta la trascinante «Nessuno mi può giudicare». Di lei colpiscono la grinta nell’interpretazione, la voce potente e l’acconciatura (subito ribattezzata «casco d’oro») creata dai parrucchieri milanesi Vergottini. Le giurie la promuovono alla finale insieme con il favorito Sergio Endrigo («Adesso sì») e l’intensa Iva Zanicchi, in gara con «La notte dell’addio», considerata da molti osservatori la più bella canzone del Festival. Nello stesso tempo bocciano superstar come Bobby Solo, Gino Paoli, Bobby Solo, il tenore Giuseppe di Stefano e Adriano Celentano.

Il molleggiato prende con spirito l’eliminazione de «Il ragazzo della via Gluck» e resta a Sanremo per sostenere i Ribelli. Tuttavia, nel corso dell’ultima serata, il complesso sponsorizzato dal Clan è protagonista di una rissa. Alla fine della loro esibizione, infatti, Dall’Aglio e gli altri gettano sul palco le loro lunghe parrucche e restano sulla scena per ricevere i prolungati applausi dei fan. Intanto, Iva Zanicchi si prepara a cantare «La notte dell’addio». Per consentire allo spettacolo di continuare deve addirittura intervenire la polizia. Ne nasce un tafferuglio che porta a una breve sospensione della diretta tv e alla denuncia per «minacce a pubblico ufficiale» di quattro persone tra cui Miki del Prete ed Elio Borzoni (parolieri del clan) e il giornalista-regista Piero Vivarelli.

Vince «Dio come ti amo» della coppia Modugno-Cinquetti ma è «Nessuno mi può giudicare» della Caselli il 45 giri più richiesto nei negozi.