01 Gennaio 2014 | 14:40

Sanremo Story, 1973: un telegramma di Celentano dà il via alla crisi del Festival

XXIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10 marzo 1973. Presentano Mike Bongiorno e Gabriella Farinon. Organizzazione: Comune di Sanremo e Vittorio Salvetti. Coordinamento artistico: Bruno Pallesi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Un grande amore e niente più (di E. J. Wright-Giuseppe Faiella-Franco Califano) Peppino di Capri […]

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Sanremo Story, 1973: un telegramma di Celentano dà il via alla crisi del Festival

XXIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10 marzo 1973. Presentano Mike Bongiorno e Gabriella Farinon. Organizzazione: Comune di Sanremo e Vittorio Salvetti. Coordinamento artistico: Bruno Pallesi CANZONI E ARTISTI IN GARA 1. Un grande amore e niente più (di E. J. Wright-Giuseppe Faiella-Franco Califano) Peppino di Capri […]

Foto: XXIII Festival della Canzone Italiana - Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10 marzo 1973. Presentano Mike Bongiorno e Gabriella Farinon. Organizzazione: Comune di Sanremo e Vittorio Salvetti. Coordinamento artistico: Bruno Pallesi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Un grande amore e niente più (di E. J. Wright-Giuseppe Faiella-Franco Califano) Peppino di Capri 2. Come un ragazzino (di Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi) Peppino Gagliardi 3. Da troppo tempo (di Gene Colonnello-Luigi Albertelli) Milva 4. Dolce frutto (di Umberto Balsamo-Cristiano Minellono) Ricchi e Poveri 5. Serena (di Gino Mescoli-Vito Pallavicini) Gilda Giuliani 6. Tu nella mia vita (di Arfemo-Il Guardiano del Faro) Wess e Dori Ghezzi 7. L'uomo che si gioca il cielo a dadi (di Roberto Vecchioni) Roberto Vecchioni 8. La bandiera di sole (di Vito Pallavicini-Fausto Leali) Fausto Leali 9. Amore mio (di Umberto Balsamo-Cristiano Minellono) Umberto Balsamo 10.Mi sono chiesta tante volte (di Gianni Guarnieri-Pier Paolo Preti) Anna Identici 11.Come sei bella (di Claudio Cavallaro-Giancarlo Bigazzi) Camaleonti 12.Tu giovane amore mio (di Ricky Gianco-Alberto Nicorelli-Gian Pieretti-Fulvio Monachesi) Donatello 13.Il mondo è qui (di Memo Remigi) Memo Remigi 14.Tre minuti di ricordi (di Alessandro Pintus-Miki Del Prete) Alessandro 15.Straniera straniera (di Franco Chiaravalle-Francesco Specchia) Lionello 16.Una casa grande (di Andrea Lo Vecchio-Nicola Aprile-Nereo Villa) Lara Saint Paul Canzoni non finaliste Addio amor (di Massimo Gallerani-Gianfranco Bosisio-Mario Nobile) Mocedades Angeline (di Rosa Nisi Marsella-Claudio Daiano) Pop Tops Anika na-o (di Felice Piccarreda-Piero Cochis-Piero Cassano) Jet Cara amica (di Francesco Specchia-Paolo Prencipe-Vitaliano Caruso) Bassano Dove andrai (di Detto Mariano) Carmen Amato Elisa Elisa (di Sergio Bardotti-Sergio Endrigo) Sergio Endrigo Innamorata io? (di Adriano Celentano-Franco Chiaravalle) Lolita Mistero (di Claudio Mattone) Gigliola Cinquetti Mondo mio (di Paolo Conte -Giorgio Conte) Christian De Sica Ogni volta che mi pare (di Franca Evangelisti-Piero Pintucci) Alberto Feri Povero (di Luciana Medini-Mario Mellier) Junior Magli Sugli sugli bane bane (di Franco Chiaravalle-Paolo Tomelleri-Anna Maria Piccioli) Le Figlie del Vento Vado via (di Enrico Riccardi-Luigi Albertelli) Drupi Via Garibaldi (di Tony Santagata) Tony Santagata Nel 1973 inizia il periodo più buio nella storia del Festival. L’edizione numero 23, la prima organizzata da Vittorio Salvetti e la sesta condotta da Mike Bongiorno, va in scena senza il sostegno della Rai, che decide di mandare in onda solo la serata finale. A nulla servono le proteste del sindaco Piero Parise. «Questo Sanremo ha un solo nemico, la Rai-Tv» scrive Sorrisi. «Pur di non farlo vedere avrebbe mandato in onda anche “Ultimo tango a Parigi” ». Un altro nemico è Adriano Celentano: due giorni prima del Festival il molleggiato dà forfait per colpa di una gastrite. Nel telegramma inviato all’assessore Napoleone Cavaliere, Celentano scrive che la scintilla dell’infiammzione è scoccata «nel momento in cui la commissione selezionatrice ha bocciato notori personaggi della canzone italiana senza tener alcun conto del loro prestigioso apporto finora dato alla canzone italiana». Tra i bocciati difesi da Celentano ci sono Ivano Fossati, Lucio Dalla e Antonello Venditti mentre in gara figurano almeno 10 sconosciuti destinati a restare tali anche dopo il Festival. Ma ci sono anche superstar in erba come Drupi («Vado via»), Christian De Sica («Mondo mio»), J.E.T. (i futuri Matia Bazar) e Roberto Vecchioni. Quest’ultimo, 29enne napoletano e professore di lettere in un liceo lombardo, presenta «L’uomo che si gioca il cielo ai dadi», ritratto intimista dedicato a suo padre. Nel 2011, prima di vincere a 67 anni il 61° Festival, Vecchioni ricorderà quel debutto con queste parole: «Avevo paura di non arrivare in finale. Ce la feci per un soffio». Al termine della prima serata, infatti, un solo voto separa la sua canzone dalla prima delle eliminate. Passa il turno anche «Serena» di Gilda Giuliani, 19enne molisana dalla vocalità simile a quella di Edith Piaf. Alla fine, però, vincono le vecchie volpi: trionfa Peppino Di Capri con «Un grande amore e niente più» davanti a Peppino Gagliardi («Come una ragazzina») e Milva («Da troppo tempo»). Nei negozi di dischi andranno a ruba solo il brano di Gilda Giuliani e la canzone vincitrice. Pochi mesi dopo, «Vado via» di Drupi diventerà un successo in tutta Europa.

01 Gennaio 2014 | 14:40 di

XXIII Festival della Canzone Italiana – Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, 8-9-10 marzo 1973. Presentano Mike Bongiorno e Gabriella Farinon. Organizzazione: Comune di Sanremo e Vittorio Salvetti. Coordinamento artistico: Bruno Pallesi

CANZONI E ARTISTI IN GARA

1. Un grande amore e niente più (di E. J. Wright-Giuseppe Faiella-Franco Califano) Peppino di Capri
2. Come un ragazzino (di Gaetano Amendola-Peppino Gagliardi) Peppino Gagliardi
3. Da troppo tempo (di Gene Colonnello-Luigi Albertelli) Milva
4. Dolce frutto (di Umberto Balsamo-Cristiano Minellono) Ricchi e Poveri
5. Serena (di Gino Mescoli-Vito Pallavicini) Gilda Giuliani
6. Tu nella mia vita (di Arfemo-Il Guardiano del Faro) Wess e Dori Ghezzi
7. L’uomo che si gioca il cielo a dadi (di Roberto Vecchioni) Roberto Vecchioni
8. La bandiera di sole (di Vito Pallavicini-Fausto Leali) Fausto Leali
9. Amore mio (di Umberto Balsamo-Cristiano Minellono) Umberto Balsamo
10.Mi sono chiesta tante volte (di Gianni Guarnieri-Pier Paolo Preti) Anna Identici
11.Come sei bella (di Claudio Cavallaro-Giancarlo Bigazzi) Camaleonti
12.Tu giovane amore mio (di Ricky Gianco-Alberto Nicorelli-Gian Pieretti-Fulvio Monachesi) Donatello
13.Il mondo è qui (di Memo Remigi) Memo Remigi
14.Tre minuti di ricordi (di Alessandro Pintus-Miki Del Prete) Alessandro
15.Straniera straniera (di Franco Chiaravalle-Francesco Specchia) Lionello
16.Una casa grande (di Andrea Lo Vecchio-Nicola Aprile-Nereo Villa) Lara Saint Paul

Canzoni non finaliste
Addio amor (di Massimo Gallerani-Gianfranco Bosisio-Mario Nobile) Mocedades
Angeline (di Rosa Nisi Marsella-Claudio Daiano) Pop Tops
Anika na-o (di Felice Piccarreda-Piero Cochis-Piero Cassano) Jet
Cara amica (di Francesco Specchia-Paolo Prencipe-Vitaliano Caruso) Bassano
Dove andrai (di Detto Mariano) Carmen Amato
Elisa Elisa (di Sergio Bardotti-Sergio Endrigo) Sergio Endrigo
Innamorata io? (di Adriano Celentano-Franco Chiaravalle) Lolita
Mistero (di Claudio Mattone) Gigliola Cinquetti
Mondo mio (di Paolo Conte -Giorgio Conte) Christian De Sica
Ogni volta che mi pare (di Franca Evangelisti-Piero Pintucci) Alberto Feri
Povero (di Luciana Medini-Mario Mellier) Junior Magli
Sugli sugli bane bane (di Franco Chiaravalle-Paolo Tomelleri-Anna Maria Piccioli) Le Figlie del Vento
Vado via (di Enrico Riccardi-Luigi Albertelli) Drupi
Via Garibaldi (di Tony Santagata) Tony Santagata

Nel 1973 inizia il periodo più buio nella storia del Festival. L’edizione numero 23, la prima organizzata da Vittorio Salvetti e la sesta condotta da Mike Bongiorno, va in scena senza il sostegno della Rai, che decide di mandare in onda solo la serata finale. A nulla servono le proteste del sindaco Piero Parise. «Questo Sanremo ha un solo nemico, la Rai-Tv» scrive Sorrisi. «Pur di non farlo vedere avrebbe mandato in onda anche “Ultimo tango a Parigi” ».

Un altro nemico è Adriano Celentano: due giorni prima del Festival il molleggiato dà forfait per colpa di una gastrite. Nel telegramma inviato all’assessore Napoleone Cavaliere, Celentano scrive che la scintilla dell’infiammzione è scoccata «nel momento in cui la commissione selezionatrice ha bocciato notori personaggi della canzone italiana senza tener alcun conto del loro prestigioso apporto finora dato alla canzone italiana». Tra i bocciati difesi da Celentano ci sono Ivano Fossati, Lucio Dalla e Antonello Venditti mentre in gara figurano almeno 10 sconosciuti destinati a restare tali anche dopo il Festival.

Ma ci sono anche superstar in erba come Drupi («Vado via»), Christian De Sica («Mondo mio»), J.E.T. (i futuri Matia Bazar) e Roberto Vecchioni. Quest’ultimo, 29enne napoletano e professore di lettere in un liceo lombardo, presenta «L’uomo che si gioca il cielo ai dadi», ritratto intimista dedicato a suo padre. Nel 2011, prima di vincere a 67 anni il 61° Festival, Vecchioni ricorderà quel debutto con queste parole: «Avevo paura di non arrivare in finale. Ce la feci per un soffio». Al termine della prima serata, infatti, un solo voto separa la sua canzone dalla prima delle eliminate.

Passa il turno anche «Serena» di Gilda Giuliani, 19enne molisana dalla vocalità simile a quella di Edith Piaf. Alla fine, però, vincono le vecchie volpi: trionfa Peppino Di Capri con «Un grande amore e niente più» davanti a Peppino Gagliardi («Come una ragazzina») e Milva («Da troppo tempo»). Nei negozi di dischi andranno a ruba solo il brano di Gilda Giuliani e la canzone vincitrice. Pochi mesi dopo, «Vado via» di Drupi diventerà un successo in tutta Europa.