22 Gennaio 2015 | 15:12

Festival di Sanremo: i tormentoni che hanno lasciato il segno

Come dimenticare il ritornello di Volare? Ecco i tormentoni sanremesi

 di Marianna Ninni

Festival di Sanremo: i tormentoni che hanno lasciato il segno

Come dimenticare il ritornello di Volare? Ecco i tormentoni sanremesi

Foto: Festival di Sanremo 1993, Laura Pausini e Pippo Baudo

22 Gennaio 2015 | 15:12 di Marianna Ninni

Che Sanremo sarebbe senza il classico tormentone? Fin dalla prima edizione del Festival della canzone italiana alcune canzoni si sono meritate il fortunato appellativo di tormentone. Sono quei brani tanto amati quanto odiati, le cui note e parole risuonano nella testa di grandi e piccini. Dalla celebre Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno a Salirò di Daniele Silvestri senza dimenticare La terra dei cachi di Elio e le storie tese. Chi non ricorda inoltre il ritornello di Sincerità di Arisa o quello dei Pitura Freska a Sanremo con il celebre brano dal titolo Papa nero? Tra i tanti tormentoni che hanno lasciato il segno al Festival di Sanremo ne abbiamo scelti dieci. Sono le canzoni più orecchiabili, quelle che dal 1951 ad oggi ci hanno fatto cantare almeno una volta nella vita. La lista potrebbe essere sicuramente molto più lunga ma ecco la nostra selezione.


1.

Amedeo Minghi e Mietta - Vattene Amor

Scritto da Amedeo Minghi e presentato al Festival di Sanremo nel 1990 in coppia con Mietta, il brano è una delle più note canzoni d’amore italiane e si classificò terza. Quell’anno il Festival fu vinto da "Uomini Soli" dei Pooh ma la canzone di Minghi-Mietta ci mise poco a raggiungere il primo posto in classifica. La canzone è celebre soprattutto per il simpatico nomignolo – trottolino amoroso - e per il ritornello "dududadada", entrati a far parte dell'immaginario collettivo.