12 Febbraio 2013 | 18:47

Rivoluzione in streaming, con Spotify e Deezer si… cambia musica (anche a Sanremo)

Mentre sta per partire il Festival di Sanremo, gli appassionati di musica sul web oggi sono stati investiti da una novità che potrebbe cambiare il panorama italiano e il modo di ascoltare la musica nel nostro paese.

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Rivoluzione in streaming, con Spotify e Deezer si… cambia musica (anche a Sanremo)

Mentre sta per partire il Festival di Sanremo, gli appassionati di musica sul web oggi sono stati investiti da una novità che potrebbe cambiare il panorama italiano e il modo di ascoltare la musica nel nostro paese.

Foto: Il logo di Spotify

12 Febbraio 2013 | 18:47 di

Mentre sta per partire il Festival di Sanremo, gli appassionati di musica sul web oggi sono stati investiti da una novità che potrebbe cambiare il panorama italiano e il modo di ascoltare la musica nel nostro paese.

È infatti finalmente sbarcata anche in Italia l’applicazione Spotify, già attiva da tempo in molti paesi, che permette di ascoltare in streaming un immenso archivio musicale direttamente sul proprio computer, oppure sui propri dispositivi mobili come l’iPhone. Una piccola rivoluzione per chi è abituato a scaricare musica, anche perché è completamente legale, grazie agli accordi con le case discografiche.

Ma Spotify non è sola, e c’è un’altra applicazione già attiva da qualche tempo, pronta a farle battaglia: si chiama Deezer e anch’essa permette l’accesso a una straordinaria quantità di musica in streaming. Qui a Sanremo, è stata annunciata una partnership della Rai con Deezer per l’ascolto dei brani di quest’anno oltre, ovviamente, a quelli della storia del Festival.

L’iscrizione a entrambi i servizi è gratuita: è possibile grazie alla pubblicità che, in modo assai poco invasivo, si mescola agli ascolti. Ma sono assolutamente competitivi i prezzi dei due servizi, se si vuole fare un passo in più: con circa 5 euro al mese si ottiene l’accesso all’archivio musicale sui propri computer. Costa circa 10 euro al mese l’utilizzo “offline” dei brani sui dispositivi mobili, in entrambi i siti.

La rivoluzione sta proprio qui: con una decina di euro al mese, il costo di mezzo Cd, ci si può portare ovunque quasi tutta la musica del mondo, un’esperienza nuova arricchita sia su Spotify che Deezer dall’aspetto 2.0, dall’interazione con i social network, dalla possibilità di creare e condividere le proprie “playlist”, e dalla presenza di “app” interne (alcune delle quali sono curate da pubblicazioni prestigiose) che guidano gli utenti alla scoperta di musica sconosciuta e inesplorata.

Il resto è tutto da scoprire, ma mentre gli utenti più esperti cominciano a dividersi tra “deezeriani” e “spotifisti”, una cosa è certa: a partire da questo Sanremo 2013, e a seguire nei prossimi mesi, il mondo di chi ascolta musica sta per cambiare radicalmente. E il futuro sembra proprio tutto in streaming.

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