22 Aprile 2009 | 18:20

Susan Boyle: «Sono la Giusy d’Inghilterra»

Disoccupata, zitella, figlia di minatori e ultima di 9 fratelli, ha sempre vissuto con la madre e non ha mai baciato un uomo. A 47 anni ha deciso di cambiare vita. Ha messo il suo abito buono, si è presentata a un talent show (come la Ferreri a «X Factor») e ha incantato 10 milioni di inglesi. «Ma la tv mi fa grassa» si lamenta lei...

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Susan Boyle: «Sono la Giusy d’Inghilterra»

Disoccupata, zitella, figlia di minatori e ultima di 9 fratelli, ha sempre vissuto con la madre e non ha mai baciato un uomo. A 47 anni ha deciso di cambiare vita. Ha messo il suo abito buono, si è presentata a un talent show (come la Ferreri a «X Factor») e ha incantato 10 milioni di inglesi. «Ma la tv mi fa grassa» si lamenta lei...

22 Aprile 2009 | 18:20 di

susanboyle

Se fosse una favola, sarebbe una via di mezzo tra Il brutto anatroccolo e Cenerentola. Ma la fatina, invece dello splendido abito per il ballo, le ha regalato la voce di un angelo. E grazie a questa voce straordinaria, Susan Boyle, 47 anni, zitella scozzese non proprio avvenente, in pochi minuti è diventata una star.
La sua partecipazione alla prima puntata di «Britain’s Got Talent», trasmissione inglese a metà strada tra «X Factor» e «La Corrida», (non è un caso che sia stata ideata proprio da Simon Cowell, il «papà» del talent show condotto da Francesco Facchinetti), è stata vista da oltre 10 milioni di spettatori. E ha lasciato tutti senza parole. Nei giorni successivi il video della sua esibizione, una toccante interpretazione di «I Dreamed A Dream» dal musical «I miserabili», è stato visto su YouTube da oltre 17 milioni di persone. Non ci sono dubbi: il mondo è impazzito per Susan Boyle, la bruttina stagionata che, poco prima di salire sul palcoscenico, ha ammesso di essere disoccupata, di vivere da sola assieme al suo gatto di nome Pebbles, e di non essere mai stata baciata.   Negli ultimi giorni, nelle bancarelle inglesi sono già comparse le spille con la scritta «I Kissed Susan Boyle» («Ho baciato Susan Boyle»): pare vadano a ruba.
Susan, nella sera del suo debutto, si è lanciata nell’arena con il sorriso. Davanti a lei c’erano i tre giudici (uno di loro era lo stesso Simon Cowell, uomo potente e spietato che da anni imperversa nella tv inglese e americana) e una crudelissima platea. «Vorrei diventare come Elaine Page» (celebre artista di musical; ndr) ha confessato tra l’ilarità generale. I suoi primi istanti davanti alle telecamere sono stati grotteschi. Il suo look (un corpo sovrappeso stritolato in un abito a fiori fuori moda da almeno due decenni), i lineamenti del viso scavati nella roccia, l’assenza di un pur minimo filo di trucco, i capelli, grigi e bistrattati, la facevano sembrare più vecchia di 20 anni. Sembrava un bersaglio facile per il sarcasmo di tutti. Poi, però, ha iniziato a cantare. Meravigliosamente. La sua voce, limpida e potente, ma soprattutto carica di emozioni, ha toccato il cuore di tutti: Demi Moore, che l’ha ammirata sul web, ha detto d’aver pianto per la commozione. E in teatro è stato il delirio.
Figlia di minatori, ultima di 9 fratelli, Susan ha sempre vissuto a Blackburn, a 30 chilometri da Edimburgo, nella casa dei genitori. Per tutta la vita si è occupata della madre, Bridget, deceduta due anni fa all’età di 91 anni. È disoccupata, ma fa la volontaria in chiesa. Un po’ perpetua, un po’ sacrestana. E, ovvio, canta nel coro.
Prima di «Britain’s Got Talent», le sue uniche esibizioni davanti a un pubblico erano le gare di karaoke nel pub del suo villaggio. «Ho vinto solo una volta», ammette timidamente.
A farle decidere di partecipare alla trasmissione televisiva, però, non è stato quel fugace momento di gloria in un locale di karaoke, ma il desiderio di esaudire un sogno della madre. «Le avevo promesso che avrei provato a fare qualcosa nella vita» rivela con pudore.
Rivedendosi in tv, Susan Boyle ha confessato di essere rimasta stupita non tanto dalla reazione del pubblico, quanto dal proprio look. «Dicono che la tv ingrassi e posso confermarlo. Sembravo proprio un garage, che imbarazzo. Spero non sia stato per questo che alla gente sono venute le lacrime agli occhi…».
Vittima di bullismo a scuola per via del suo aspetto naïf e penalizzata da una leggera difficoltà di apprendimento, Susan ora vuole pensare solo alle cose belle della vita. Alla gente che per strada già le chiede l’autografo. Al ventilato invito all’«Oprah Winfrey Show», il più celebre talk show della tv americana. Ma, soprattutto, a quella vecchia promessa fatta alla mamma. Una promessa che, adesso sì, può dire d’aver mantenuto.

Silvia Mapelli

Clicca qui per guardare il video dell’esibizione di Susan Boyle