10 Luglio 2011 | 21:53

Take That, martedì arriva a San Siro il tour dei record

Stanno per arrivare. Il 12 luglio lo stadio San Siro di Milano sarà infatti tutto per i Take That e l’unico concerto italiano del loro «Progress Live 2011», il mega tour che dopo 16 anni li vede riuniti sullo stesso palco. Uno spettacolo monstre, sold out ormai da mesi e considerato l’evento musicale di questa estate. Il palco è imponente (sovrastato da un robot mobile alto 20 metri), molto scenografico, e ripropone la copertina del loro ultimo album con ai lati alte pareti d’acqua dalle quali salgono e scendono numerosi acrobati...

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Take That, martedì arriva a San Siro il tour dei record

Stanno per arrivare. Il 12 luglio lo stadio San Siro di Milano sarà infatti tutto per i Take That e l’unico concerto italiano del loro «Progress Live 2011», il mega tour che dopo 16 anni li vede riuniti sullo stesso palco. Uno spettacolo monstre, sold out ormai da mesi e considerato l’evento musicale di questa estate. Il palco è imponente (sovrastato da un robot mobile alto 20 metri), molto scenografico, e ripropone la copertina del loro ultimo album con ai lati alte pareti d’acqua dalle quali salgono e scendono numerosi acrobati...

10 Luglio 2011 | 21:53 di

Take That (foto Olycom)

Stanno per arrivare. Il 12 luglio lo stadio San Siro di Milano sarà infatti tutto per i Take That e l’unico concerto italiano del loro «Progress Live 2011», il mega tour che dopo 16 anni li vede riuniti sullo stesso palco. Uno spettacolo monstre, sold out ormai da mesi e considerato l’evento musicale di questa estate.

Il  palco è imponente (sovrastato da un robot mobile alto 20 metri), molto scenografico, che ripropone la copertina del loro ultimo album con ai lati alte pareti d’acqua dalle quali salgono e scendono numerosi acrobati. Per trasportarlo in giro per l’Europa, dove il gruppo si sta esibendo dallo scorso 27 maggio (il tour si concluderà il 29 luglio in Germania, a Monaco di Baviera), ci vogliono 238 autoarticolati.

Anche il budget stanziato per coprire le spese del tour è stellare: 15 milioni di sterline, quasi 17 milioni di euro per 36 concerti, 27 solo in Gran Bretagna. A Londra, al Wembley Stadium, il più grande d’Europa, il gruppo si è esibito fino al 9 luglio in otto concerti, superando il record di sette show, detenuto finora da Michael Jackson.

Quella che vede riuniti i Take That è veramente la tournée dei record anche per quanto riguarda le vendite dei biglietti: in sole 24 ore il pubblico inglese se ne è accaparrati ben un milione e 340 mila. Una sbornia di numeri che preannuncia un concerto, quello milanese, unico e irripetibile. Sembra infatti che Robbie Williams, dopo questa magica esperienza, abbia intenzione di riprendere la carriera solista. Quando Sorrisi li incontrò a Sanremo, lo scorso febbraio, alla precisa domanda se fossero tornati insieme per sempre risposero: «Nulla è per sempre. Come in un tradizionale matrimonio ci si prende e ci si lascia».

Il 12 luglio, alle 20.30 in punto, Mark, Howard, Jason e Gary arriveranno sul palco vestiti, come è ormai tradizione, di bianco e di nero. Gary prenderà la parola: «Ragazzi, più tardi avremo un ospite che ci allieterà». E via con cinque tra le loro hit più famose: «Rule the world», «Greatest day», «Hold up a light», «Patience» e «Shine».

Il video di «Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band», vecchio successo del ’67 dei Beatles, rivisitato dalla band, preannuncerà l’arrivo sul palco di Robbie Williams, ben 30 minuti dopo l’inizio del concerto. E sulle note di «Let me entertain you», Robbie si impadronirà del palco mandando in delirio lo stadio. Delirio che nella seconda data del tour, nel concerto che si è tenuto al Millennium Stadium di Cardiff, Robbie ha scatenato involontariamente, mostrandosi in slip neri: un piccolo problema e i pantaloni sono scivolati a terra. Ma da vero animale da palcoscenico, senza perdersi di coraggio, l’istrionico Robbie ha improvvisato un rapido e seducente strip tease, tra le urla scatenate della platea. Lo show di Milano, con o senza strip, proseguirà con una serie di hit di Williams, tra cui «Angels» e «Rock Dj».

Nell’ultima parte, ecco il quintetto al completo per cantare «Kidz» e gli altri successi dell’album «Progress». Tre bis chiuderanno la serata, che, come si può intendere, si preannuncia indimenticabile. Come quella che vide Robbie protagonista al Meazza nel 2006: «Per me San Siro è l’espressione della passione vera» dice. «Quando cantai qui la prima volta, la Nazionale italiana aveva appena vinto i Mondiali di calcio. Per i primi 20 minuti dagli spalti arrivavano solo cori di “Po-popopopopopo”. Un delirio mai visto. Passione allo stato puro che solo gli italiani possono avere e che solo in Italia ho potuto assaporare».

E dopo il concerto, nel backstage e nei camerini, pizza e pasta al pomodoro per tutti. È una delle condizioni che Gary, Robbie, Mark, Jason e Howard hanno posto. «Sono i nostri piatti preferiti e solo in Italia riusciamo a trovarli cucinati alla perfezione».