09 Gennaio 2012 | 09:22

VASCO ROSSI, con Sorrisi il dvd del film documentario QUESTA STORIA QUA

All’ultimo festival di Venezia, dopo Clooney e Madonna la vera star era lui, il Blasco nazionale, protagonista del documentario «Questa storia qua». Il bello è che alla fine, bloccato dai noti problemi di salute, al Lido non c’è neanche venuto. Ma il fìlm dedicato alla sua vita (lo trovate in edicola con Sorrisi dal 10 gennaio a 14,90 euro in più), è stato comunque l’evento pop del Festival...

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VASCO ROSSI, con Sorrisi il dvd del film documentario QUESTA STORIA QUA

All’ultimo festival di Venezia, dopo Clooney e Madonna la vera star era lui, il Blasco nazionale, protagonista del documentario «Questa storia qua». Il bello è che alla fine, bloccato dai noti problemi di salute, al Lido non c’è neanche venuto. Ma il fìlm dedicato alla sua vita (lo trovate in edicola con Sorrisi dal 10 gennaio a 14,90 euro in più), è stato comunque l’evento pop del Festival...

09 Gennaio 2012 | 09:22 di

Vasco Rossi (foto Massimo Sestini)

All’ultimo festival di Venezia, dopo Clooney e Madonna la vera star era lui, il Blasco nazionale, protagonista del documentario «Questa storia qua». Il bello è che alla fine, bloccato dai noti problemi di salute, Vasco Rossi al Lido non c’è neanche venuto. Ma il fìlm dedicato alla sua vita (lo trovate in edicola con Sorrisi dal 10 gennaio a 14,90 euro in più, tra gli extra un filmato di Vasco che canta in chiesa), è stato comunque l’evento pop del Festival.

In Italia il rockumentary, cioè il documentario di argomento musicale, non è un genere molto coltivato. Si fa prima dunque a dire che cosa «Questa storia qua» non è: non è un film concerto, non è in 3D, non si sentono troppe canzoni, il protagonista non compare se non in voce e filmati di repertorio. Più o meno il contrario del recente «Campovolo» di Ligabue.

Diretto da Alessandro Paris e Sibylle Righetti, «Questa storia qua» ha il grande merito di concentrarsi sulla giovinezza e gli esordi del cantante. C’è il ragazzo di provincia che studia la chitarra e fa il dj, attinge canzoni dalla vita vera, lotta per affermarsi contro l’indifferenza delle case discografiche, e poi s’imbatte nella droga, che lo manda in galera e gli uccide un grande amico, il chitarrista Massimo Riva. Ma il film è anche altro. Grazie al recupero di materiali disparati, soprattutto gli antichi super 8 conservati da amici e parenti, «Questa storia qua» è un affresco collettivo, profondamente democratico, della comunità di Zocca, la cittadina modenese a cui il cantante è sempre rimasto legato. Il paese riunito la domenica a ballare, i bambini che girano la provincia per i provini dello Zecchino d’oro, i giovani che s’inventano le radio libere (e per questo vengono processati), sono lo spaccato di un’Italia che tutti ricordano ma che oggi non c’è più, e può solo sopravvivere in autobiografie come queste.

Reso saggio e sornione dall’età, Vasco ha regalato al film il suo ultimo brano («I soliti») ma ha evitato di farsi il monumento. Può sembrare paradossale ma uno dei pregi di «Questa storia qua» è che fa il ritratto di una rockstar «normale». Come cantava trent’anni fa in «Credi davvero», «Ma quali santi ed eroi!… Non c’è nessuno diverso, non c’è nessuno che sorride quando ha perso»…

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