07 Ottobre 2011 | 08:22

Vasco Rossi visto da Clemente J. Mimun. E in edicola con Sorrisi arriva una collezione esclusiva

Solo per Sorrisi il direttore del Tg5 racconta com'è nata l'amicizia con la rockstar. «Invecchia come tutti ma riesce sempre a emozionare» dice Clemente J. Mimun. «Le sue canzoni sono la colonna sonora della nostra vita. “I soliti” è nata da uno scambio di sms tra lui e me». Intanto, l'11 ottobre Vasco sbarca in edicola con tutti i suoi album da studio e i dvd...

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Vasco Rossi visto da Clemente J. Mimun. E in edicola con Sorrisi arriva una collezione esclusiva

Solo per Sorrisi il direttore del Tg5 racconta com'è nata l'amicizia con la rockstar. «Invecchia come tutti ma riesce sempre a emozionare» dice Clemente J. Mimun. «Le sue canzoni sono la colonna sonora della nostra vita. “I soliti” è nata da uno scambio di sms tra lui e me». Intanto, l'11 ottobre Vasco sbarca in edicola con tutti i suoi album da studio e i dvd...

Foto: Bologna, Vasco Rossi © Massimo Sestini

07 Ottobre 2011 | 08:22 di

Vasco Rossi (© Massimo Sestini)

di CLEMENTE J. MIMUN

Da ragazzino avevo la stanza tappezzata dai manifesti dei miti dei miei tempi, dagli Yardbirds ai Rokes, da Battisti ai Beatles. Ho visto l’unico concerto di Jimi Hendrix al teatro Brancaccio di Roma (dopo aver fatto una estenuante colletta per raccattare le 700 lire per l’ingresso); anni prima da bambino ero davanti all’Adriano, potevo permettermi solo di vedere l’ingresso e l’uscita dei Beatles. Ho visto tre volte i Rolling Stones, la prima al Palasport c’era ancora il compianto Brian Jones che ci deliziò col sitar. E quando da adulto ho stretto la mano a Paul McCartney, dopo un incredibile concerto per pochissimi fortunati al Colosseo, ho provato un’emozione straordinaria.

Conosco personalmente quasi tutte le star della musica internazionale e italiana, meglio De Gregori, Venditti, Celentano, Cocciante, Baglioni, gli intramontabili Fausto Leali, Shel Shapiro, Maurizio Vandelli e molti altri. E anche il grandissimo Giulio Rapetti, in arte Mogol, del quale sono amico e talvolta ospite nella splendida Toscolano da tantissimi anni. Ma, forse, non solo per ragioni anagrafiche, visto che siamo coetanei, il rapporto più caldo, frequente, amichevole, confidenziale, direi fraterno ce l’ho con Vasco Rossi. L’ho visto per la prima volta, quasi per caso, in un concerto a Genova, ma l’ho conosciuto una ventina d’anni fa in circostanze tra il comico e il «drammatico».

Eravamo in una bella villa sul Garda, dove ancora oggi si va per dimagrire e disintossicarsi dallo stress di vite impossibili. Era con la sua Laura. Condividevamo una dieta da 900 calorie al giorno, un regime talmente duro che quando si passeggiava nelle vicinanze del lago e qualcuno lanciava il pane ai germani che nuotavano festosi in gruppo, ci veniva voglia di tuffarci in acqua per strapparglielo dal becco.

Vasco faceva una vita ritiratissima, ma abbiamo scambiato più volte quattro chiacchiere, dando poi vita a un rapporto che non si è più interrotto tra incontri, telefonate, messaggini e mail. Era, come oggi, timidissimo e curioso, anche di incontrare me, non in qualità di giornalista ma di fan fortunato e affascinato dall’uomo di «Bollicine», dall’autore di «Vita spericolata», della stupenda e struggente «Sally». Quello che ha scritto che le sue «canzoni nascono da sole e vengono fuori già con le parole». Che con grande poesia spiega: «Le canzoni son come i fiori, nascon da sole e sono come i sogni, e a noi non resta che scriverle in fretta, perché poi svaniscono e non si ricordano più». E, invece, le sue canzoni ci restano dentro, arrivano sempre diritte al cuore, che si abbiano 13 o 60 anni, poco importa. Sono la colonna sonora della nostra vita realizzate dal poeta di Zocca, quello cui un insegnante osò assegnare un «tema libero su un tema libero», permettendogli di dar sfogo all’estro e di trasformarsi in uno straordinario artista.

Vasco invecchia come me, come tutti, ma riesce sempre a parlare ed emozionare. È il più moderno di tutti perché ama ascoltare proprio tutti, poi naturalmente fa di testa sua perché non ama niente più della libertà, ma lui sa cosa bolle nel pentolone della società. E oggi da Facebook, tra un clippino, un anatema, una anteprima e una polemica, tiene incollati oltre due milioni e mezzo di amici, fan, interlocutori, chiamiamoli come vogliamo. Nella vita avevo due desideri stravaganti: fare un gol nel derby con la maglia della Lazio e scrivere una canzone con Vasco. Nell’ultimo disco, come ha rivelato il komandante, c’è anche il frutto di uno scambio di sms tra lui e me. E infatti, caro Vasco, «I soliti» è un pezzo bellissimo, tanto per cambiare.

Per la prima volta in assoluto, arrivano in edicola la discografia da studio e la videografia di Vasco Rossi unite in una sola collezione, «Manifesto». Si parte l’11 ottobre con «Bollicine» (a 9,90 euro con il cofanetto in regalo), il mitico album del 1983 che uscì dopo la partecipazione di Vasco a Sanremo. Contiene «Vita spericolata», presentata al Festival, e «Bollicine», che trionfò al Festivalbar.

Ogni cd è presentato in una edizione esclusiva ricca di foto, racconti inediti e dichiarazioni firmate da Vasco. Inoltre, due libri inediti e due libretti con tutti i testi delle canzoni.