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| Segnali di pace, segnali di guerra |
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| All'orizzonte si addensano nubi minacciose. La guerra sembra alle porte. Che Festival sarà, se un un Festival ci sarà? Leandro Barsotti prova a leggere il futuro attraverso i segnali che arrivano da Sanremo. Quarta puntata. |
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di Leandro Barsotti
SEGNALI DI PACE...
Prego?
5 marzo, ore 22.50, palco dell'Ariston: arrivano i Negrita, hanno tutti magliette o giubbotti che riportano il segno della pace. Alla fine dell'esibizione il cantante urla: "peace!". Ma detto così, in inglese, non si sa se tutti ne abbiano capito il significato.
The answer is blowin’ in the wind
5 marzo, ore 00.11 (Ansa): Prima di cantare "Growin'up" Peter Gabriel ha mormorato in italiano parole contro la guerra che purtroppo si sono
perse nei riverberi dell'impianto audio.
La posta del cuore
5 marzo, posta elettronica: "La pace ha una magica password, uno
splendido slogan, un incalzante tam-tam: la fratellanza " (e-mail di
Leana Ghiglione)
Buoni sì, scemi no
6 marzo, Corriere della Sera: "Furbi, Agnoletto e don Vitaliano. Vengono a Sanremo, salgono in galleria, mettono giù le bandiere della pace, e se ne vanno" (Beppe Severgnini)
Canta che ti passa
6 marzo, ore 10.25, Radio Italia Smi: "Qui a Sanremo abbiamo cantato tutta la notte!" (Baffo da Crema, con voce rauca e asmatica)
Baby boom
6 marzo, Libero: "I comunisti della nostra epoca hanno mutato idea: ora
ubbidiscono al Papa e digiunano per la pace. Sempre meglio che mangiare
i bambini" (Vittorio Feltri)
...E SEGNALI DI GUERRA
Tirate l’acqua
5 marzo, ore 18.26 (Italpress): Dice il fotografo Oliviero Toscani: "La
televisione è il cesso degli occhi. Finché non avremo una politica seria non avremo una televisione seria". Ma un Dopofestival serio, allora, perché dovrebbe far parlare Toscani?
Se uno vi sembra poco
5 marzo, La Stampa: "Pippo è un organismo geneticamente modificato e
io sono a Sanremo per tenerlo d'occhio, vorrei mai che lo beccassero i raeliani per clonarlo" (Luciana Littizzetto)
Fame imperitura
5 marzo, ore 14.56 (Ansa): Sull'invito del Vaticano a digiunare per la
pace, Fausto Leali non ha dubbi: non lo farò, ha detto, "perché è
la cosa più inutile e più stupida che esista".
Contromisure
6 marzo, La Repubblica: cerchiamo di dimenticare la sigla del festival, la Autieri e la Gerini che ballano con Bobby Solo e Little Tony, i Negrita che fanno finta di essere i Negrita, Rod Stewart a cui regalano la finta maglietta di Maradona, le canzoni brutte, mentre ci inoltriamo nella notte infinita di Sanremo. Quindi proviamo ad abbassare il volume del televisore e seguire il Dopofestival senza l'audio. (Ernesto Assante)
Prendete e mangiatene tutti
6 marzo, Libero: "Rigatoni cotti nel vermentino con glassa di trippa
fumante, vitello in fois gras bagnato da Sagrantino invecchiato 25 anni. E' tra mestoli e tripudi di salse che si aperta al Dopofestival la giornata di digiuno voluta dal Papa" (Francesco Specchia)
Un lavoretto pulito
6 marzo, Il Giornale: "In Iraq conosciamo un governatore, cioé un dittatore, che i bracci della morte li ha svuotati con esecuzioni di massa, senza processi: le operazioni di pulizia nelle carceri irachene
hanno portato fino a duemila detenuti giustiziati in una notte" (Sergio
D'Elia)
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