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Le risposte di Alexia alle vostre mail
Alexia è stata di parola: ha risposto a dieci tra le molte mail che le sono pervenute dai navigatori di Sorrisi.com. Tra consigli, confessioni e curiosità, anche una sorpresa: il suo gatto la tratta male!









Ciao Alexia,
volevo sapere se secondo te il fatto che a Sanremo non si possa cantere in inglese sia penalizzante qualora un artista (come te o anche Elisa) sia abituato a comporre direttamente in inglese. Non potrebbe essere dunque una contraddizione cercare di pubblicizzare la canzone italiana (quella made in italy, per intenderci) per poi impedirle di esprimersi in quello che ormai è il linguaggio universale?
From: carlo.tortosa@tin.it


Caro Carlo,
non sono del tutto d’accordo con te. Credo che sia molto importante sapersi mettere in discussione, in ogni momento. E ti dirò una cosa di più: se ami cantare, e credi in ciò che canti, puoi esibirti anche in turco!



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Ciao Ale, sei bravissima! Una domanda: dal vivo riesci sempre a cantare in modo grintoso e deciso; stare sul palco di Sanremo non ti comporta alcun imbarazzo o riesci a mascherarlo bene?
Grazie, Augusto
From: augusto85@tin.it


Caro Augusto,
anch’io mi emoziono tantissimo. Non è che riesca a mascherarlo così bene, in fondo. Sfogo la mia tensione dopo l’esibizione. Spesso mi metto a ridere senza motivo e senza sosta. Prima di salire sul palco, però, la faccenda è diversa. So che quello è il mio momento. Mi concentro, cerco di trovare la forza dentro di me. Rivolgo un peniero a mio papà, che non c’è più da parecchi anni, e che purtroppo non ha fatto in tempo a vedermi realizzata. Poi faccio un grosso respiro. E, infine, entro in scena.



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Sono una tua grandissima ammiratrice e volevo chiederti se hai un portafortuna o qualche rituale scaramantico prima di salire sul palco.
From: luigi.zecchinato@tin.it


Di scaramanzie, lo confesso, ne ho un milione. Il mio stylist, in questo, è mio complice. Se qualcosa va per il verso giusto, devo riprodurre ogni movimento nel minimo dettaglio ogni giorno. Ti faccio un esempio: qui a Sanremo non posso più prendere gli ascensori. La prima serata del Festival ho fatto le scale e sono andata in testa. Da allora prendo solo le scale. Tutti i giorni!


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Ciao Alexia,
sono una ragazza di quasi 18 anni di nome Luisana, ma se vuoi puoi chiamarmi Luisy. Prima di chiederti un'opinione,vorrei dirti che hai una voce stupenda. Anch'io canto, da quando avevo circa 4-5anni la musica è la mia vita. Vado a lezione di canto da quasi 4 anni, faccio qualche concorso ma il mio sogno è diventare una cantante professionista proprio come te. Vorrei farti 2 domande:
1) Come faccio a diventare una cantante? Mi protresti segnalare una scuola da frequentare o una casa discografica da contattare?
2) Ti emozioni quando canti? Io si,e quando succede l'esibizione non è mai perfetta ed io non sono mai contenta. C'è un modo per non emozionarmi ed essere contenta dopo la mia esibizione?
Grazie in anticipo
From: luisyxxxx@yahoo.it


Ciao Luisy,
In questi casi dare un consiglio è davvero difficile. Soprattutto quando è di ragazze, che si parla. In giro c’è un sacco di gente senza scrupoli, pronta ad approfittarsi di ogni tua ingenuità. In linea di massima non posso consigliarti una scuola in particolare. Non è poi così difficile trovare un buon maestro di canto. La regola d’oro è volersi bene. Diffida di chi ti dice che sei fantastica, e che farà di te una grande star. Sii pronta ad anni di sacrifici, di frustrazioni, di fallimenti, di ristrettezze economiche. Nessuno ti regala niente. Fatti un profondo esame di coscienza e cerca di scoprire fino a che punto saresti pronta a rinunciare alle tue sicurezze per seguire questa tua passione. E se scopri che sei disposta a pagare qualunque prezzo, allora vai decisa, tieni duro. Studia, studia e poi ancora studia. Quanto alla seconda parte della domanda, io non credo che sia possibile evitare di emozionarsi. Devi provare di trasformare l’emozione in qualcosa di positivo. Se un cantante non si emozionasse, le sue canzoni sarebbero noiose. Cerca di fare in modo che la tua emotività sia una marcia in più!



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Ciao Alexia,
Prima di tutto complimenti per la tua bellissima canzone.
Qual è il momento della giornata che ti fa sentire meglio? From: steffy68@hotmail.com


Ce ne sono tanti.
Per certi versi, uno dei momenti preferiti è quando il mio gatto mi tratta male. Magari io torno da un concerto bellissimo, che mi ha fatto sentire una star, e poi torno a casa e me lo trovo lì, indignato e noncurante del fatto che io sia una cantante: vuole solo la sua pappa. Cose come queste aiutano a mantenere i piedi ben saldi per terra!



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Vai che sei forte! In bocca al lupo. Pregherò per te!
From: paolodiruberto@tin.it


Grazie Paolo.
E grazie a tutti quelli come te, che mi hanno sempre sostenuto. Sai, gli artisti sono fragili. Non è sempre tutto rose e fiori, come qui a Sanremo. Ci sono anche momenti in cui si deve stare fuori dalle scene, in cui ci si interroga sulla propria vita e sul proprio futuro. Ed è in quei momenti che il vostro affetto è più importante. Io stessa sono stata fan, quand’ero più giovane. E ho subito un sacco di umiliazioni. Per questo io “non me la tiro”: so quanto sia importante avere con i ragazzi un rapporto sincero. Che dire? Grazie. Grazie di cuore. Vi auguro di avere dalla vita tutto ciò che desiderate.



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Carissima Alexia,
quest'anno al festival sbaraglia tutti, perché con la tua magnifica voce e le tue potenzialità, sei il massimo. La mia domanda è questa: perchè, secondo te, al Festival di Sanremo non partecipano, anzi, non fanno partecipare solo gente giovane, nuova, che ci possa dare emozioni diverse. Basta con i soliti vecchi come la Zanicchi, Bobby Solo, Nino D'Angelo e Little Tony ecc...
Stare a casa no?
Lasciate il posto ai giovani, o comunque a un Festival nuovo...
Che ne dici?
Bacioni, Manuela
From: dama91@interfree.it

Ciao Manuela, forse ti sorprenderà, ma io con i veterani del Festival mi sono trovata benissimo. Ti faccio un esempio: Iva Zanicchi. Da lei ho imparato davvero molto. E’ una grande donna, capace di rimettersi in discussione anche dopo tanti anni di carriera. Un esempio, per chi fa il mio mestiere. I giovani artisti hanno molto da imparare da gente così


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Ciao Alexia, sono un tuo ammiratore da sempre. Che cosa pensi di un’eventuale guerra? Per quanto mi riguarda, sono e sarò sempre contro ogni tipo di violenza. Saddam è un dittatore, ma non per questo bisogna uccidere migliaia di persone innocenti che soffrono per una situazione già critica.
David da Pisa
From: david1969@tin.it


Ciao David, ovviamente anch’io, come la maggior parte della persone della mia generazione, sono contro la guerra. Credo che ci sia un modo molto migliore per risolvere i problemi. E credo anche che la pace debba essere ricercata da tutti noi, ogni giorno. Non è un fatto che riguarda solo i capi di stato. Io lo vedo nel mio piccolo. Certe volte vorresti risolvere le cose distruggendo tutto, proprio come vuol fare Bush. Ma è solo un modo per generare altra violenza e altra distruzione. L’unica strada è il dialogo. Tra i popoli, tra le nazioni, ma anche tra tutte le persone normali. Ogni giorno.


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Ciao, mi chiamo Andrea e abito in provincia di Bergamo.
Ti seguo dall’inizio della tua carriera. Ho sempre saputo che prima o poi avresti dimostrato quanto vale davvero la tua voce. Anche al di fuori della musica dance, che hai comunque saputo rendere allegra e che amo molto. Il tuo timbro è davvero potente e bellissimo.
From: andrea.bellebono@bricocenter.it

Ciao Andrea,
io lo dico sempre: un po’ di tamarrite ci vuole sempre! Quando facevo musica dance, ero un bel po’ tamarra. Ma non c’è nulla di male. E anche adesso che sto sperimentando nuovi percorsi, un po’ di quell’atteggiamento rimane. Fa parte di me. E non bisogna mai rinnegare ciò che si è!



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Ti pongo un quesito banalissimo: che effetto ti fa salire per la seconda volta sul palcoscenico dell’Ariston?
From: altierii@bricocenter.it


Beh, certe cose, come l’emozione, non cambiano mai. Semmai è cambiata il mio attengiamento. Ho maggiore consapevolezza della strada che ho fatto. E questo aiuta ad avere una maggiore convinzione nei propri mezzi. Ma alla base resta un fatto: sono davvero felice del lavoro che faccio…


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