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| Io solo contro tutti |
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| La verità sul licenziamento di Baudo, le preoccupazioni su Sanremo, la rivalità con Ricci, l’amicizia con Laurenti, la noia per i reality, il fastidio per una politica sempre più ingombrante, l’ammirazione per Iene, Gialappa’s e Biscardi. A ruota libera con Paolo Bonolis, l’acclamato pigliatutto della prossima stagione Rai : “Affari tuoi”, la Lotteria Italia e il Festival dei fiori. E, sorpresa, un folle reality nel cassetto scritto con la moglie Sonia |
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23/8/2004 |
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 di Cinzia Marongiu
"La tv, come la vita, ammette troppe verità per pretendere di avere ragione e, oltre tutto, Borges ha già avvertito che avere ragione è soltanto un'impertinenza". Sarà la tranquillità della campagna toscana e la quiete che si respira tra le spesse mura del casale. Sarà la nascita del piccolo Davide, il "teatrino" delle pappe per Silvia e la contemporanea vicinanza dei due figli "americani", la silenziosa Martina e il baldanzoso Stefano. Sarà che da 23 anni frequenta il video e le sue contraddizioni. Sta di fatto che Paolo Bonolis la butta sul filosofico. E di fronte al licenziamento di Pippo Baudo dalla Rai e all'impossibilità di dare vita con lui al suo primo Sanremo, l'indiscusso mattatore della scorsa stagione tv e l'acclamato pigliatutto di quella alle porte, sfodera quintali di serenità. Il tutto, senza negare amarezze e preoccupazioni. "Ora è tutto da vedere. L'iniziativa di Pippo e la risposta della Rai mi hanno spiazzato. Non me l'aspettavo proprio. Con Pippo stavamo lavorando benissimo, lui aveva la direzione artistica ma anche la possibilità di salire sul palco in varie occasioni. Poi ci sono i rapporti tra le persone, ma lì non posso farci niente. Ci sono stati contrasti ma tra persone mature certi passaggi dovrebbero essere superati. E invece si sono persi in piccole grandi polemiche, in mille sgarbi e rintuzzi, come tra quindicenni".
A Baudo è dispiaciuto che proprio lei non l'abbia chiamato dopo il licenziamento. Perché non l'ha fatto?
"Ma perché ci ho parlato 50 volte prima che si sfogasse in quella conferenza stampa e perché, oltre che imbarazzato, sono molto dispiaciuto".
Eppure è stato pronto a raccogliere la proposta Rai di diventare il nuovo direttore artistico, oltre che conduttore del Festival…
"Sì, ho accettato subito anche perché non volevo rischiare, dicendo no, di ritrovarmi con un pinco pallino che manco conosco. A settembre avrò tempo di pensare da chi farmi aiutare".
Come mai? Non si sente ferrato in materia?
"Non solo non ho mai condotto Sanremo, ma l'ho anche visto poco nell'arco della mia esistenza. Sommando i vari spezzoni avrò guardato in tutto un'edizione. L'intendimento, in ogni caso, è di farlo bene. Vorrei che fosse una bella gara canora condita da divertimento e da occasioni di spettacolo. Ma in un simile evento ci sono così tante variabili che non sei solo tu sul palco a determinarne la riuscita".
Variabili come i cantanti in gara?
"Certo. Talvolta ti ritrovi davanti a dei niet ispirati da paura, snobbismo o dalla volontà di essere remoti rispetto a tutto ciò che è popolare. Non vorrei essere troppo decubertiano ma penso che una gara rimanga sempre tale e che, se non vinci, niente venga tolto a ciò che sai fare. Vuoi mettere la bellezza di partecipare? E invece molti si fanno spaventare".
Ma a lei piace la musica?
"Amo Rolling Stones, Jethro Tull e Freddie Mercury. Quella italiana la trovo bella quando incrocio la possibilità di godere del testo e dell'armonia. Mi piacciono Vasco, Eros e Masini, la leggera profondità dei Pooh. E poi trovo che "Luce" di Elisa sia una delle canzoni più belle degli ultimi anni e guarda caso ha vinto a Sanremo. Detto questo, di musica non me ne intendo proprio. Non distinguo un "mi" da un "la". Per me le sette note sono come i sette nani".
Quest'anno si è preso un'altra gatta da pelare, la Lotteria Italia, delizia e croce di tanti varietà.
"No, chiariamoci subito. Non sono io che ho preso la Lotteria, ma è la Lotteria che ha preso me e soprattutto "Affari tuoi". Il fatto è che il giochino delle scatole ha già in sè le logiche per sviluppare la Lotteria senza alcun stravolgimento".
In che senso?
"È la vecchia storia del cacio sui maccheroni. Tante volte mi è parso che la Lotteria fosse ficcata dentro i programmi quasi a forza. Per "Affari tuoi" è diverso; non mi fermerò per la Lotteria ma i due giochi andranno avanti di pari passo. Ci sarà la possibilità di vincere ogni sera. E in più chi comprerà i biglietti potrà partecipare come concorrente".
Pure quest'anno la versione quotidiana di "Affari tuoi" andrà contro "Striscia la notizia".
"L'orario sarà lo stesso, ma io non vado contro nessuno. Conduco un programma per chi lo vuole guardare. Queste logiche non mi appartengono. Sarebbe come dire che siccome faccio uno spettacolo teatrale al Quirino vado contro quello del teatro Argentina. Assurdo. Ognuno è libero di scegliere. Peccato che non tutti la pensino così e lavorino l'uno contro l'altro in una continua battaglia. Comunque sia, a un certo punto qualcuno deve avere il coraggio di astenersi".
"Striscia" sta preparando un'edizione totalmente rinnovata. Ne sa qualcosa?
"No. E non mi interessa".
I rapporti con Ricci sono sempre tesi?
"Lui ha dichiarato che non siamo nemmeno mai stati amici. Che devo dire? Ognuno pensa e dice ciò che può. Di sicuro io non avrei fatto quello che loro hanno fatto a me. Tutto il resto ne è conseguenza".
C'è un programma che non vorrebbe trovarsi in onda in contemporanea a uno suo?
"Una partita dell'Inter e solo perché me la guarderei. No, francamente no, c'è spazio per tutti, per provare a fare cose nuove senza avere paura di delegittimare un traguardo raggiunto. Il bello di questo mestiere sta tutto qui. Bisogna camminare, provare strade diverse, magari imboccandone qualcuna sbagliata. Io sono un nomade. Molti invece preferiscono stare tranquilli a casa, senza usare le gambe".
Lui le sue le usa anche durante l'intervista. Passeggia sotto il pergolato, serve a tavola bicchieroni di limonata fresca, coccola la biondissima Silvia e gioca a fare il patriarca in calzoncini. Rilassato ma attento a tutto, come un gatto al sole.
Dopo un solo anno non condurrà più "Domenica in". Cosa ne pensa di chi la sostituirà?
"Premetto che non mi ha sostituito nessuno, ma me ne sono andato io. In quanto a Mara Venier, Milly Carlucci, Massimo Giletti, Paolo Limiti credo fosse dai tempi di Dumas (autore de "I tre moschettieri", ndr) che non si vedeva qualcosa di simile. Sono 4 bravissimi professionisti ma non ho la più pallida idea di cosa faranno".
Perché se n'è andato?
"Ho avuto la sensazione che la domenica non sia uno dei principali obiettivi della Rai. Non mi hanno mai fatto mancare niente, ma ho percepito una forma di parziale rilassamento. Resta comunque un'esperienza molto valida. Mi ha permesso di avvicinarmi a un genere informativo come quello dell'intervista senza sembrare presuntuoso con un programma specifico. Quest'anno avrei fatto meglio perché uno spazio catodico così ampio devi imparare a conoscerlo. È difficile soprattutto suscitare attenzione in un pubblico così magmatico. Parliamoci chiaro, chi capita la domenica davanti alla tv o è impossibilitato a fare altro o è un pervertito".
Costanzo invece rifarà "Buona domenica"…
"Lui ha scelto una leggerezza notevolissima e fa bene perché ha sempre pagato".
Nella squadra ci sarà Luca Laurenti. Spot a parte, farete di nuovo qualcosa insieme?
"Se ne avrà voglia. È due anni che ne parliamo. Lui sta dall'altra parte, è un amico, ne rispetto le scelte".
Ritorna "Il Grande Fratello". Cosa ne pensa?
"Che con la scarsità di lavoro che c'è è l'ideale. Stai lì tre mesi, ti porti a casa un po' di popolarità e un lasciapassare per comparsate da Costanzo e De Filippi. Quello che mi lascia perplesso è l'enfatizzazione del programma. Si sentono domande epiche tipo: "Che cosa faranno in questi 90 giorni?". Ma che vuoi che facciano? Stanno in una casa comodissima, a magnà e a dormì e a organizzare tre spettacolini da villaggio turistico. Non vorrei offendere nessuno, ma a me sinceramente annoia, così come tanti altri reality. Se devo guardare dal buco della serratura allora voglio vedere qualcosa di veramente tosto. Ma che vuoi che me ne importi se nel tugurio devono sbucciare i fagiolini? Per assurdo, un vero reality è "Affari tuoi". Perché lì in 18 minuti una persona deve prendere decisioni che potrebbero cambiare drasticamente la sua vita economica. Certo, tutto è basato sul caso, ma il crescendo dell'emozione è pazzesco. Quella è realtà".
Quali altri reality ha seguito?
""L'isola dei famosi". Simona Ventura ha una capacità rara che è quella di dare una caratterizzazione personale a ogni cosa che fa e questo ha permesso a "L'isola" di avere una doppia forza: l'impatto indiscutibile dei personaggi famosi visti in situazioni insolite e la sua conduzione piena di bravura e divertimento. Ma non vorrei parlare troppo dei reality perché la vera appassionata in famiglia è mia moglie Sonia. Lei sì che sa tutto al riguardo. Insieme due anni fa ne abbiamo anche scritto uno. E' un'idea un po' folle, non so se sarà mai realizzabile. Per il momento lo teniamo da parte, poi si vedrà".
Passiamo all'informazione. Vespa, Costanzo, Ferrara, solo per citarne alcuni. Chi guarda?
"Tra Costanzo e Vespa, due abili anchor man, scelgo soprattutto in base all'argomento. In quanto a Ferrara, lo trovo bravissimo ma la politica per me resta qualcosa di strano. E' difficile trovare una definizione e poi non vorrei essere offensivo. Ma il fatto è che me la ritrovo sempre tra i piedi in ogni aspetto della mia vita. Ecco, qualche volta, mi piacerebbe non ritrovarmela di mezzo. In Italia la politica è concepita come conquista continua. Si piazzano bandierine su ogni persona, gesto o fatto. Sembra che non si possa prescindere dall'appartenenza politica. E poi tutto è vissuto come un derby, sembra di vedere Roma-Lazio. Non si fa niente a favore di un'idea ma solo parole e gesti contro qualcun altro".
Bonolis a parte, chi saranno i mattatori della prossima stagione tv?
"Quelli di sempre. Con in più Teo Teocoli. Il suo show potrebbe essere fantastico. È meravigliosamente pazzo, genio e sregolatezza. E nel 2005 tornerà Celentano. Chissà cosa si inventerà. Mi piace e mi ipnotizza. Non riesco mai a capire qual è la vera passione che lo muove. Al sabato, poi, ci sarà Panariello, una bellissima persona".
Contro avrà "C'è posta per te". Qual è il segreto del suo successo?
"Mediaset aiuta questo programma togliendogli molta pubblicità. E la De Filippi per queste cose è brava".
A proposito di donne, lei non ha mai dato vita a una coppia televisiva. Perché?
"Ho sempre fatto coppia con Luca. Una volta, però, ho condotto i "Telegatti" con la Carrà, in assoluto la migliore. Ho letto che tornerà al varietà. Ne sono felice. Anziché realizzare i sogni altrui, realizzerà i suoi e quelli di chi, come me, la vuole vedere cantare e ballare".
E di Michelle Hunziker e della sua scelta di recitare nella sit-com "Love Bugs" cosa ne dice?
"Che fa bene perché sceglie in base alla sua natura e non si fa influenzare dal parere degli altri, come è successo quando ha lasciato "Zelig". Detto questo, credo sia impossibile valutare le scelte degli altri. Ha fatto bene, ha fatto male: ma che vuol dire? Rispetto a cosa si tranciano questi giudizi? In ogni caso la trovo deliziosa, ha un viso solare, così come Vanessa Incontrada".
Insomma, come sarà la prossima stagione tv?
"Fondamentalmente ognuno si costruirà la sua. I miei pezzi forti restano la simpatica irriverenza delle Iene e della Gialappa's, il teatrino burrascoso di Biscardi, la bravura degli interpreti di Zelig e quella di Simona Ventura. Ci saranno tante cose. E, come sempre, verranno mitizzate".
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