|
|
 |
 |
| Masini, quel titolo da difendere senza scongiuri |
 |
| Vittima qualche anno fa di un¹assurda caccia alle streghe, "L¹uomo
volante" è un¹eccezione tra gli artisti da sempre superstiziosi e dediti ai riti propiziatori. "Non credo a queste cose. Non mi appartengono". E sullagara dichiara: "Andiamoci piano, non siamo gladiatori" |
 |
 |
2/3/2005 |
 |
di Cinzia Marongiu
Non c'è niente da fare. Il palco dell¹Ariston fa effetto a tutti. Perfino al
consumato Paolo Bonolis che ieri sera ha sfoggiato una voce rauca e
sconosciuta in apertura di Festival. Per gli artisti in gara è anche peggio.
C'è chi fa gli scongiuri, chi è ingabbiato in riti propiziatori da ripetere
all'infinito, chi si circonda di amuleti e feticci. Con una sola, grande
eccezione.
Quella di Marco Masini, vincitore della passata edizione con "Uomo volante"
e spensierato partecipante di quella attuale. Quasi non avesse niente da
perdere, nemmeno il titolo. "Intendiamoci una volta per tutte. Il Festival
di Sanremo non è una lotta tra gladiatori, ma una passerella prestigiosa e
il modo migliore per presentare una canzone. Io sono qui per questo. Per
cantare il mio brano, "Nel mondo dei sogni". Che perda o vinca non ha
importanza. Ma se poi dobbiamo per forza entrare nella logica della gara e
delle eliminazioni da reality show, allora dico che venire quest'anno era
l'unico modo per cercare di difendere il titolo da vincitore. Se non fossi
venuto l'avrei perso di sicuro. Così invece mi gioco una possibilità". Il
tutto con una serenità troppo smaccata per essere una posa. "Sono sereno. E'
vero. E non vedo l'ora di salire su quel palco perché in quei tre minuti e
mezzo sono davvero tranquillo". Di portafortuna e amuleti non ne vuole
proprio sentir parlare. "Non credo a queste cose. Non mi appartengono".
Convinzione personale, naturalmente. Ma anche una reazione più che
comprensibile all¹assurda caccia alle streghe della quale era stato vittima qualche anno fa.
|
 |
 |
 |
 |
|
 |
|