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Anche oggi la kasbah è nelle mani di Justine, Jennipher e Alessia che di prima mattina si dedicano alla pulizia delle stalle. «Odio questo lavoro» dice Jenny «Non sopporto l’odore. Non so come faccia a piacere a Francesco». A Tamdaght comincia a piovere e le tre si ritrovano in cucina a preparare gli spaghetti. Durante la cottura Alessia fa un salto in torre: «Mi sento tranquilla, voglio stare bene» confida. Da fuori si sente la voce di Justine «Alessia, vieni
che c’è pronto!». Al che la Fabiani si commuove. «È bellissimo che qualcuno mi chiami per mangiare. Mi ricorda quando ero piccola e vivevo con i miei nonni». Scorre qualche lacrima. «Uffa, non mi piace farmi vedere quando piango. Sento che è arrivato il momento per me di andarmene» dice riferendosi alla sua nomination. A tavola, Alessia e Justine proseguono nel loro chiarimento al veleno. «Ti sei intromessa nel mio rapporto con Selvaggia» dice la Fabiani «io a lei ho confidato cose molto intime che forse dirò anche a te quando saremo fuori di qui». Replica l’americana: «Io a Selvaggia ho solo riferito ciò che hai detto tu ovvero che lei è qui perchè vuole fare il nostro mestiere». «Non faccio pettegolezzi» sostiene Alessia «ho smesso quando ero al liceo».
Le tre vanno a letto e nella notte rientra dall’Italia il resto del gruppo. Francesco entra i camera e bacia
nell’ordine Alessia, Justine e Jennipher. Il primo commento di Selvaggia: «Sembra tutto più bello». Ma Angela fa notare «Sarà anche bello ma è una galera». Il più triste è però Clemente che passeggia sulle mura della kasbah avvolto dalla malinconia. Alessia, che nel
frattempo si è alzata, lo raggiunge: «Com’è tornare?». «È molto strano» risponde stranito l’attore.