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Simona e Gene ripartono senza calcio
Una piccola modifica nel titolo, una "e" messa nel punto giusto, ed ecco «Quelli che il calcio e...», la nuova edizione del varietà della domenica. La conduttrice rivela a Sorrisi le novità del programma
28/8/2006
di Ivan Roncalli

Calciopoli e la Coppa del Mondo, la voce intercettata di Moggi e il «po-po-po» di Totti, lo spettro delle retrocessioni e l’ormai storica testata di Zidane. Di calcio non se n’è parlato tanto come ora. Un programma che se ne occupa dovrebbe leccarsi i baffi e vivere di rendita di questi di argomenti per una stagione. E invece «Quelli che... il calcio» fa un passo indietro e lo annuncia con una «e». «Da quest’anno siamo “Quelli che il calcio e...”» spiega Simona Ventura, ricaricata dalle vacanze con i figli e la bimba in affido «perchè non ci occuperemo più solo di pallone ma anche di attualità, dal costume alla politica. Naturalmente con il nostro occhio, non vogliamo rubare il mestiere ai programmi che trattano questi temi da tempo. È il nostro anno zero, proprio come per il calcio».
Com’è composta la sua squadra?
«Al mio fianco ci sarà come sempre Gene Gnocchi e sono stati confermati anche Lucia Ocone e Max Giusti che hanno tanti personaggi in cantiere. Max tornerà nei panni di Stefano Ricucci, stavolta dimagrito».
L’imitazione non era stata gradita...
«Sì, da Ricucci, però la considero una parodia molto riuscita ed elegante».
Poi ci sarà Giampiero Galeazzi.
«Si occuperà della parte sportiva, in particolare l’ultima mezz’ora del programma sarà il nostro “Novantesimo minuto”. Contiamo di portare in video opinionisti giovani e nuovi, sotto l’ala di Galeazzi».
Ha dovuto rinunciare a Massimo Caputi e Lamberto Sposini. Il Cda Rai li ha esclusi «per ragioni di opportunità».
«Mi è dispiaciuto molto ma è stata una decisione dell’azienda a cui sono orgogliosa di appartenere. E quindi ne devo prendere atto».
Caputi non era l’unico con le magliette sponsorizzate sull’«Isola»...
«Certo, non era il primo e non sarà neanche l’ultimo. Però è una decisione dell’azienda e la devo accettare».
Tornando a «Quelli che», vi allontanate dal calcio come successe a «L’altra domenica» di Renzo Arbore negli Anni 70. Ne seguite le orme?
«Noi ci ispiriamo proprio a quel programma, cercando di essere un giornale con tante pagine diverse da sfogliare. Per questo spero di avere Renzo come ospite della prima puntata, un grande artista».
Quali altri ospiti vorrebbe avere?
«Quelli che hanno fatto grande l’Italia nel mondo, come gli stilisti e i grandi industriali».
E politici?
«Punto in alto: sogno un collegamento con Putin, Clinton e Bush».
Lo scorso anno Mediaset, che aveva ottenuto i diritti del calcio, mosse un’azione legale contro il programma perché lei annunciava i gol in diretta. Come si è risolta la questione?
«Con un nulla di fatto. Noi non abbiamo leso alcun loro diritto e quindi faremo così anche quest’anno. Daremo sicuramente i risultati mentre per i collegamenti con gli stadi vedremo di volta in volta. E poi come sempre ci saranno i gol riprodotti dal Maifredi Team».
Alla fine il calcio su Canale 5 non ha dato i risultati d’ascolto sperati. Come mai?
«Non potevano averli subito, occorre un lungo rodaggio, anche perché la Rai parlava di calcio da 50 anni. Col tempo i risultati arriveranno anche per loro».
Spesso «Quelli che» ha battuto «Domenica In». Vi hanno mai chiesto di traslocare su Raiuno?
«Tante volte. Però per questioni di opportunità siamo rimasti su Raidue. ll nostro programma è un caposaldo della seconda rete e bisogna considerare che abbiamo un pubblico diverso da “Domenica in”. Quindi insieme riusciamo a sommare maggiori spettatori».
Parliamo di Calciopoli. Crede nella portata purificatrice dello scandalo?
«Gli scossoni sono sempre utili perché portano cambiamenti. È stato un segnale importate, anche se molti si aspettavo delle conseguenze molto più radicali. Secondo me non era un problema di singoli personaggi, come è stato affrontato, ma di tutto il sistema».
La Juve, salvo colpi di scena, giocherà in B. Crede ci abbiamo rimesso i tifosi?
«Io ho sempre avuto fiducia nei vari Elkann. Anche in B la Juve sarà la squadra di 14 milioni di tifosi, avrà i suoi sponsor, i suoi campioni e presto tornerà in A».
Veramente alcuni campioni se ne sono andati...
«Ma alcuni hanno deciso di restare. Guardiamo a questi».
Mentre lei sarà in onda su Raidue il suo ex marito Stefano Bettarini condurrà «Buona Domenica». Come la vive?
«Dico sempre: ognuno per sè, Dio per tutti».
Che rapporto ha con le sue «avversarie», Lorena Bianchetti e Paola Perego?
«Vale anche per loro. Sono due professioniste e per quanto riguarda la Bianchetti ho sempre grande stima per i personaggi nuovi. E tra noi due non c’è competizione perché facciamo parte della stessa squadra».
Ultimamente ha deciso di lasciare il suo agente Lele Mora e di affidare la propria immagine alla Carat, un gruppo internazionale di comunicazione. Si sente cambiata?
«Sì, sono arrivata a livelli che quando ero a TelePiemonte non mi sarei mai sognata. E, come succede raramente, ho fatto tutto da sola».
L’immagine di prima non le piaceva?
«No, non è per questo. Semplicemente io ho bisogno di cambiare, di avere nuovi stimoli. Mora l’ha capito e per questo sarà sempre un amico a cui non mancherà mai la mia gratitudine».
Ha avuto in affido Caterina, una bambina di due mesi. Lei ha anche altri due figli: come fa a trovare il tempo per la famiglia?
«Non è facile ma non mi pesa perché avere in affido Caterina è stata la più grande fortuna che abbia mai avuto nella mia vita».
Le è tornata voglia di diventare mamma?
«Se troverò un nuovo compagno, perchè no».
Domande e Risposte
Alfonso Signorini

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Alfonso Signorini

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