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| Il blog di CentoVetrine |
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| Dopo aver ospitato alcuni dei cantanti italiani di maggior successo, la sezione dei blog del sito di «Sorrisi» apre le porte a una delle soap più amate: «CentoVetrine». Dal 2 ottobre, per tre settimane, i principali attori del cast scriveranno per noi un diario «on line», raccontando le loro giornate, trascorse tra il set e la vita privata. Se volete scrivere al vostro attore preferito, mandate una e-mail a centovetrine@sorrisi.com |
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27/10/2006 |
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TRASFORMAZIONI
Mai camminato a piedi nudi in un prato, prima. Tanto meno nella melma di una palude, tra le pietre aguzze di un torrente o tra gli sterpi.
Ho sempre allenato il mio corpo, ma in palestra, non arrampicandomi sugli alberi fino a dieci metri d’altezza, o sulle rocce.
Le belve e i grandi felini mi affascinavano, ma non avrei mai pensato di trasformarmi in una di loro.
Quando mio marito, Fabrizio Portalupi, mi ha parlato di questa idea che serbava da tempo, realizzare un’opera fotografica e poetica sulla metamorfosi di una donna in una “fiera”, sulle capacità della femmina di entrare nelle lotte di potere e spesso vincere, in cerca del perfetto equilibrio tra il maschile e il femminile, ho subito accettato senza neppure un dubbio.
Ma è stata dura. Affascinante, ma dura.
Ho studiato per mesi il comportamento dei leoni, dei leopardi, fino alle aquile reali e alle grandi scimmie.
Decine e decine di documentari in dvd, foto su foto delle loro movenze, delle espressioni dei musi.
Poi ho cominciato a muovermi, persino in casa, a quattro zampe. Ho provato a percepire l’interiorità delle bestie, la fame, la sete, il desiderio della caccia.
Affrontando da attrice il percorso ho vinto le mie paure. I giorni degli scatti sono salita su massi e alberi, entrata nelle paludi vestita solo della mia pelle, ho azzannato e mi sono placata, ho provato dopo la caccia una serenità mai sentita.
Il lavoro si è trasformato in un’emozione di vita irrinunciabile e unica.
Ecco perché reputo "Femina Fera" l’esperienza recitativa e umana più intensa di tutta la mia vita. Elisabetta Coraini
Venerdì 20 ottobre
LAURA E LA FEMINA FERA
Molti mi chiedono se ci sono punti di contatto tra i due personaggi che ho interpretato più di recente: Laura di CentoVetrine e la Femina Fera del libro fotografico-poetico edito da Mondadori Electa. Qualcosa accomuna queste due donne così apparentemente diverse?
La Femina Fera sceglie di propria volontà di trovarsi in un mondo per lei nuovo, ignoto; Laura spesso è travolta dagli eventi, ha voluto fortemente la boutique e l’uomo che ha sposato, ma poi la fragilità e la confusione dei sentimenti l’hanno condizionata nelle sue scelte, alcune infelici, come infelici sono stati gli inutili passi indietro.
La Femina Fera dapprima ha paura, si muove in una foresta sconosciuta dove ogni ombra nasconde un pericolo. Poi reagisce, combatte, scopre la propria forza. Anche Laura ha saputo estrarre gli artigli, si è dimostrata molte volte più tenace e combattiva di quanto si sarebbe potuto pensare.
Però la “fera” ha iniziato un percorso senza ritorno, che la porta a una decisiva metamorfosi, alla scoperta del potere interiore e della vittoria, fino al raggiungimento di un equilibrio tra femminilità e potenza maschile. Laura, invece, continua a cadere e poi uscire dalle buche, in un eterno, terribile, ma umanissimo dibattersi tra le fragilità dell’essere e l’indistruttibile volontà di sopravvivere a ogni dolore. A ogni errore.
Alla fine il principale “punto di contatto” tra questi due personaggi è che entrambi hanno significato molto per me, li ho interpretati con energia, gioia e spesso con vero dolore. E’ una grande fortuna per un’attrice misurarsi con storie così forti.
Certo che sarebbe ora che anche Laura scoprisse una volta per tutte la “fiera” che è in lei.
Elisabetta Coraini
Mercoledì 18 ottobre
ESATTAMENTE COME VOI (OVVERO: LA VITA FRENETICA DI PIETRO GENUARDI)
Che fatica!!!!! è domenica mattina e nell'attesa che una macchina (perennemente in ritardo) mi porti a Verona riesco a trovare un attimo di tempo per voi.
Credetemi nn è cattiva volontà ma il delirio di cose che si sommano in questi giorni sono in grado di sfinire chiunque... Intanto, con quel disgraziato di Marco Falaguasta ci siamo incasinati la vita portando avanti un progetto teatrale che allo stato attuale delle cose sembra più una pazzia che un reale work in progress. Un testo mio che debutterà al teatro Testaccio di Roma dal 9 gennaio 2007 e del quale nn ho ancora gli attori... Ma non ditelo al mio coproduttore (Marco per l'appunto) che se dovesse venirlo a sapere inizierebbe con gli improperi tipici del "ragazzo de borgata" quale è, e vi garantisco che stargli dietro diventa veramente complicato anche per uno pronto alla battuta come sono io. Il testo racconterà la storia di un gruppo di omosessuali all'interno di un appartamento, prendendo spunto da "Festa per il compleanno del caro amico Harold", testo cult della drammaturgia gay diventato nel 1970 un film di grande successo e vedrà in scena probabilmente tra gli altri Flavio Montrucchio... insomma, io farò la regia, Marco il produttore, Flavio l'attore e che il cielo ce la mandi buona...
In aggiunta a questo, con Valentina, la mia compagna, abbiamo deciso di cambiare casa e quindi considerando che i suoi impegni in termini di orario sono meno flessibili dei miei, a chi tocca girare in lungo e in largo la citta di Torino per trovare l'appartamento dei nostri sogni??????????????????????????? A me! Quindi, prendi la macchina, carica il cane (che per chi non lo sapesse è diventato una bestia di + di 40 kili e nn ne vuole sapere di salire autonomamente in auto), raggiungi il quartiere selezionato precedentemente attraverso il pc e dopo aver analizzato con attenzione circa un miliardo di pro e un numero imprecisato di contro valutati intorno alle tre del mattino con l'occhio ormai a saracinesca, trova un parcheggio, scarica il cane che come da copione si rifiuta pure di scendere, fai una centinaio di piani a piedi perché le case devono essere 1 storiche, 2 appartamento piano alto, ben luminose e 3 naturalmente per essere in linea con le esigenze... senza ascensore. Discuti, chiacchiera con i proprietari, valuta, e sorridi, sorridi sempre perché giustamente le persone che ti conoscono desiderano essere ripagate del l'affetto che ti riservano quando pranzi con loro attraverso il video. Dopo di che, ricarca il cane in macchina e via verso nuove avventure... Nel frattempo, ci sono le riprese di Centovetrine e di "Bastardi", il film che sto finendo di girare con Giancarlo Giannini, Enrico Montesano, Franco Nero, Barbara Bouchet e Don Jonson... quello di Miami Vice per intenderci di cui potrete vedere un'anteprima alla Festa del cinema di Roma e che dovrebbe uscire a marzo, le serate di beneficenza, i miei impegni di padre con Jacopo mio figlio...
Una volta ho sentito una signora in Sardegna che diceva ad un amica nn accorgendosi che io fossi li vicino e potessi ascoltare il suo discorso... "Che meraviglia essere famosi, chissà che bella vita fanno, la gente che frequentano, staranno tutto il giorno a farsi fare massaggi, manicure, pedicure ... "Si , è possibile che questo succeda con le grandi star americane, con i grandissimi divi del passato ma credetemi gli attori di oggi, grandi o piccoli che siano, vivono con grande umiltà il proprio lavoro e tributano il giusto rispetto a chi ha fatto di loro quello che sono nell'immaginario del pubblico, forse hanno solo poco tempo ma si ricordano di ognuno di voi e soprattutto non credete a quelli che vi vogliono far credere "che noi siamo diversi". Date retta a me: alla fine dobbiamo mangiare e fare pipì esattamente come fate voi.
un bacio.
Pietro Genuardi
Domenica 15 ottobre
UNA GIORNATA CON LUCA (O EDOARDO?)
Sono le undici di mattina e sono appena atterrato all’aeroporto di
Caselle Torino con un volo proveniente da Roma. Volare in una
giornata piena di sole nella luce calda di ottobre è un vero piacere
fisico. La giornata è iniziata bene. Cosa mi aspetta? Intanto un
“runner” (che poi sarebbe un ragazzo che la produzione mette a
disposizione degli attori per i vari spostamenti o per altre
necessità) che mi accoglie all’uscita.
Non dobbiamo correre, sono poco più delle undici e la mia
convocazione è per le 14.30. Ci godiamo la bella giornata che si
rivela in tutto il suo splendore appena entriamo nella verde campagna
del Canavese, ricca di campi coltivati, di boschi e colline con
paesini dominati immancabilmente dal castello e il campanile.
E’ bello il Canavese ed è circondato dalle Alpi in alcuni tratti già
innevate. Insomma, vado a “lavorare” ma con questa cornice e con
questa giornata è molto, è particolarmente piacevole.
Sì, il nostro è un lavoro, ma tutto particolare come potete immaginare. In realtà è
anche un “gioco”, un bel gioco! Come i bambini? Un po’ come i
bambini. Vedete, fino alle 14.30 sono Luca Biagini con abiti oggi
(quasi sempre) sportivi e un sorriso da regalare. Dopo divento
Edoardo Della Rocca con giacca e cravatta e un piglio autoritario e
severo. Sono il “cattivo” della soap. Un ruolo molto bello da
interpretare che rende divertente il mio gioco – oh pardon – il mio
lavoro. Edoardo e Luca sono molto distanti, molto diversi.
Luca non ama il potere, Edoardo farebbe qualsiasi cosa per ottenerlo
e mantenerlo. Edoardo manipola le persone, le utilizza per i propri
scopi. Luca ne è, per fortuna, totalmente incapace.
Ma farli incontrare sul set è una bella e curiosa scommessa.
L’incontro avviene con una certa naturalezza: ogni volta che entra
sul set, Luca lascia il posto a Edoardo che così è libero di
combinarne di tutti i colori. Dopo di che Edoardo (lo fa solo con me)
esce di scena e torna a essere protagonista Luca. Cosa ci unisce? Una
specie di gioco a rimpiattino con questa sola regola: Luca può
nascondersi dentro Edoardo mentre Edoardo non può partecipare alla
vita di Luca. I patti sono chiari e i vantaggi reciproci.
Sono le tredici e devo mangiare qualcosa prima di iniziare il lavoro.
Per fortuna, c’è sempre qualche amico o collega con cui dividere il
tavolo. Oggi pranzo con il nostro produttore creativo Daniele
Carnacina, che è un po’ l’anima segreta della nostra soap. In genere
non è consentito parlare di lavoro a tavola. Oggi si farà una piccola
eccezione perché è un po’ di giorni che manco e dunque mi deve
mettere al corrente delle novità e soprattutto dello sviluppo del mio
personaggio. Si prevedono sorprese che faranno piacere a tutti i
nostri affezionati visitatori. Il “buon” Edoardo potrebbe anche
sorprendervi. Ne vedremo, ne vedrete delle belle.
Ora vi saluto, scusate, con il boccone in bocca, non è educato, lo so,
ma si sta facendo tardi.
Luca Biagini
Martedì 10 ottobre
VI RACCONTO I MIEI SOGNI!
Cari lettori di Sorrisi,
sono le 21.15 e tra pochi minuti andrò sul set di CentoVetrine. Ebbene sì: oggi si gira di sera! Mi hanno chiesto di utilizzare lo spazio di questo blog per parlare un po’ di me… “Francesca, comincia raccontando i tuoi sogni ricorrenti!”. Accetto il consiglio!
A dire il vero, di solito faccio sogni strani o troppo macabri per essere raccontati. Come quella volta che ho sognato di chiudere un maggiordomo in un sacchetto e di gettarlo in una piscina piena di fango… In un sogno ricorrente, invece, mi trovo sul fondo di una normale piscina, distesa a pancia in su. E osservo la gente che cammina sulla superficie, che è costituita da una lastra di vetro. I passanti non si accorgono di me. Solo un cane riesce a scorgere la mia ombra e comincia ad abbaiare. La cosa strana è che non provo inquietudine stando sott’acqua, ma anzi mi diverto a guardare quello che succede al di sopra di me.
Pensate che la redazione di Sorrisi ha fatto poi interpretare il mio sogno a una psichiatra, Federica Mormando. Ecco qual è stato il responso: “La notorietà e la televisione sono viste da Francesca come un modo per guardare indisturbata la folla e il mondo che la circondano (attraverso la lastra di vetro). Di solito è la gente a guardarla attraverso lo schermo: questa volta è lei a osservare gli altri. Il cane rappresenta il sogno di un rapporto affettivo senza ombre né paure, che forse lei ritiene difficile da trovare”.
Ora devo proprio andare
A presto
Francesca Rettondini
Lunedì 9 ottobre
L'ACCENTO ROMENESCO: CROCE E DELIZIA DI NOI ROMANI!
Gli esempi celebri
non mancano: Petrolini, Aldo Fabrizi, Nino Manfredi, Alberto Sordi,
fino poi a Giggi Proietti, Carlo Verdone e adesso Silvio Muccino.
Grandi attori, grandi uomini ma con l'inconfodibile accento romano!
La
sventura che ci accomuna, se cosi possiamo chiamarla, è proprio questa,
il nostro non è un vero e proprio dialetto, ma piuttosto, un
intercalare, un modo di essere, è una parlata che riflette una modo di
vivere, una mentalità. Per questo è cosi difficile per noi romani
liberarcene e lasciare che la pronuncia pura caratterizzi le nostre
battute, il nostro modo di recitare!
Io, che no valgo certo, quanto a
fama e bravura i nomi di cui sopra, ho scelto di andare a Torino a
girare Centovetrine anche e soprattutto per "accorgermi" dell'accento
che, ovviamente, a Roma, recitando con attori romani spicca e si sente
molto di meno! Ma del resto l'obiettivo di un attore deve essere sempre
quello di migliorarsi e la sua predisposizione quella di mettersi in
gioco costantemente accettando la scommessa che ogni personaggio da
interpretare porta con sé! Il bello del nostro lavoro è proprio questo:
scoprire di volta in volta quante siano le possibilità interpretative
con le quali puoi dar corpo e voce al tuo personaggio e scegliere
quella che a te sembra la più giusta a seconda della scena o del
momento emotivo. L'attore fa questa scelta sulla base delle proprie
esperienze, con l'aiuto del regista ma poi è sempre il pubblico,
sovrano su tutto, a decretare o meno il successo di un'interpretazione,
perché poi è al pubblico che il nostro lavoro è rivolto!
Anche il
grande Edoardo De Filippo diceva sempre: non mi vergogno di dire che
mentre scrivo, quando faccio il regista e infine quando recito il mio
primo sforzo è quello di prevedere il pubblico, cercando di capire cosa
possa piacergli e cosa possa tenere viva l'attenzione!
Io nel mio
piccolo prevedo che tra i tantissimi spettatori di CentoVetrine ci
saranno sicuramente quelli ai quali l'accento romano non disturba e
quelli che invece lo sentono di più! Ai primi dico grazie per la
benevolenza, ai secondi assicuro che rappresentano per me uno stimolo a
migliorare! Consapevole del fatto che una caratteristica che tutti gli
attori che possano chiamarsi tali, al di là dell'accento, della
corretta dizione o della perfetta interpretazione, non possano non
avere è la modestia!
Un bacione a tutti
Marco Falaguasta
Venerdì 6 ottobre
QUARTA PUNTATA...
Una nuova stella sta attraversando il firmamento e arriverà fra due mesi, dopo un lungo cammino, a illuminare la mia vita e quella di mia moglie. La gioia immensa, indescrivibile e forse ancora inconsapevole, del mio primo figlio voglio dividerla anche con voi. Con l'arrivo di Emiliano, questo quasi certamente il nome del piccolo, la mia vita cambierà, indubbiamente in meglio. E' vero ci saranno molte più cose da dover conciliare con le prime necessità di un figlio, notti da affrontare, abitudini da cambiare, vita di coppia da adattare, ma tutto con l'amore che ci lega si tramuterà in un gioco bellissima e in un'esperienza di vita splendida. Che cosa posso chiedere di più, una moglie, donna straordinaria, dolcissima, intelligente, fragile quanto basta per renderla tenera ai miei occhi, "tosta" che amo tantissimo, un figlio che sarà la nostra estensione d'amore, un lavoro che mi gratifica e che mi piace, e che spero cresca sempre di più per permettermi di esprimere al meglio.
Benchè io sia giovane, mi sento pronto a diventare padre, e sono dell'idea che i figli se possibile vadano fatti proprio a quest'età, al fine di essere per loro oltre che genitore anche un amico che può andare con loro quando avranno diciotto anni, a correre, a giocare a calcetto, a dividere con loro la gioventù. Il "ruolo" del genitore non si impara, non ci sono regole per essere più o meno un buon padre, tutto verrà spontaneo e lo educherò esattamente come io sono stato educato, adattandomi ovviamente all'inevitabile cambiamento generazionale. Seguirò il cuore. E poi saremo in due e mia moglie sono sicuro che sarà una madre splendida e dolcissima esattamente come è con me. Per cui dove mancherà l'uno supplirà l'altra. Di sicuro non compierò l'errore, pagato sulla mia pelle, di non accettare che un padre possa sbagliare e che mai possa o debba chiedere scusa. Concludo dicendo che ringrazio Dio per avermi dato tutto quello che oggi ho!
Danilo Brugia
Giovedì 5 ottobre
L'ENTUSIASMO DELLE COMPARSE
Benvenuti a tutti! Mi viene quasi spontaneo
dedicare poche righe a queste tradizionali figure dello spettacolo: le
comparse! Dette anche figuranti, o salendo di grado, figuranti speciali
per indicare quelli, tra le comparse, che a differenza degli altri
devono svolgere un'azione importante per lo sviluppo della scena da
girare o piuttosto devono interagire con i protagonisti recitando una o
più battute. Dopo diversi anni di set di comparse ne ho viste e
conosciute tante. E l'aspetto che più di ogni altro mi ha colpito è il
loro incessante entusiasmo, la loro diligenza, la loro serietà e perché
no, la loro professionalità. Ne ho viste di persone adulte, giovani,
anziane per ore e ore dritte in piedi di fronte a una porta oppure a
fare su e giù per un viale per riempire o arricchire l'inquadratura e
mi sono sempre chiesto dove trovassero la voglia e la disponibilità per
stare tutte quelle ore in piedi oppure a passeggio senza la gratifica
artistica di un'inquadratura che li rendesse riconoscibili. Eppure li
ho visti con grande serietà "interpretare" il loro ruolo senza mai un
compprtamento fuori posto o uno scatto d'impazienza. Quando ho girato
la serie televisiva "Orgoglio" ho conosciuto orde numerosissime di
comparse che camminavano per ore e ore sotto il sole stretti nei
pesanti abiti d'epoca, ma allo stesso modo orgogliosi di esserci e
sempre pronti a scambiare un sorriso o una parola.
Anche sul set di
Centovetrine, naturalmente, ho conosciuto centinaia di comparse con le
quali ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere per
ingannare l'attesa tra una scena e un'altra e anche in loro non ho
potuto non notare un entusiasmo e una partecipazione che mi hanno
veramente colpito. Addirittura, una di loro, che doveva camminare per i
corridoio del centro commerciale, confusa tra cento altre persone, mi
ha chiesto quando sarebbe andata in onda quella puntata perchè non
vedeva l'ora di rivedersi in televisione! Devo dire che sono state
tante le volte che mi sono fatto contagiare dal loro entusiasmo e che
dal loro comportamento ho tratto un motivo in più per vincere la
stanchezza fisica dopo 7/8 ore di set, considerandomi un privilegiato
per il fatto stesso di svolgere la loro stessa identica attività ma da
protagonista!
Perché credetemi tante volte ho pensato che tra tutte
quelle comparse sicuramente ci sarebbe stato un attore magari più bravo
di me, più preparato ma che, forse, aveva avuto meno fortuna o al quale
era mancata quella dose di buona sorte che è indispensabile per fare il
grande salto!
Allora colleghi attori, non lamentiamoci troppo,
lasciamo da parte comportamenti divistici, non prendiamoci troppo sul
serio e andiamo incontro ai nostri colleghi comparse con il sorriso
sulle labbra!
Un bacione a tutti
Marco Falaguasta
Giovedì 5 ottobre
TERZA PUNTATA...
Eccoci alla terza puntata... Dopo avervi "annoiato" con il racconto in poche righe di quella che sin ad ora è stata la mia, diciamo così, "carriera", vorrei scrivere un po' di me, anche se non sarà facile!
Come già vi ho già detto, sono un ragazzo che crede molto nei valori universali della famiglia, dell'amore, dell'amicizia, dell'onestà. I miei genitori mi hanno cresciuto così, e questo da una parte è un pregio dall'altra è un difetto, perché spesso nei rapporti d'amore o nelle amicizie ho sempre pagato lo scotto di fidarmi troppo o di dare troppo all'altro o all'altra. Ma in ogni caso non mi pento di essere così. Sono una persona estremamente sensibile, generosa (infatti ora che CentoVetrine mi dà questa visibilità prendo parte il più possibile a manifestazioni di beneficenza), romantica e dolce; dall'altra sono molto impulsivo, mi arrabbio facilmente, o magari mi infastidisco, talvolta anche con la mia dolcissima mogliettina, quando la persona con cui parlo non capisce ciò che le racconto, sono ancora un po' permaloso (in passato lo ero di più), e lunatico, del resto sono del Cancro. Se mi sveglio la mattina con la luna storta è finita. Solo Flavia, mia moglie riesce a moderarmi, e a sopportarmi. Talvolta mi faccio paranoie per problemi molto più piccoli di ciò che mi sembra, o addirittura inesistenti. Ma questo forse è dovuto dal fatto che sono una persona molto precisa, ordinata, che vorrebbe avere sempre tutto sotto controllo, o meglio che vorrebbe che tutto filasse sempre come vorrei, e quando questo non accade comincio a crearmi castelli in aria, o ad avere fretta di risolverli.
Questa precisione e puntualità per me è fondamentale anche nel lavoro, sono un perfezionista, che ama migliorarsi e imparare ogni giorno sempre qualcosa. Lavorare tanto non mi spaventa, soprattutto perché so che il mio lavoro e il mio impegno è per la mia famiglia. E poi io sono fortunatissimo: faccio un lavoro che amo, guadagno bene, ed è faticoso ma mai come quelle persone che devono svegliarsi la mattina alle 3 per andare al Mercato Generale, o in cantiere, o a togliere l'immondizia dalle strade per uno stipendio vergognoso. Quindi ringrazio Dio e non mi lamento, anzi affronto il mio lavoro sempre con il sorriso.
Nella vita privata amo molto la riservatezza, per questo evito finchè posso le classiche feste da vip, o i posti rinomati dove i vip si ritrovano (esempio sono due anni che vado in vacanza con mia moglie in Sardegna in un posto splendido che si chiama Porto Istana, situato a 30 Km da Porto Cervo o Porto Rotondo, ma non ci sono mai andato!!!). Certo poi so perfettamente che alcune situazioni non si possono evitare perché nel mio lavoro le pubbliche relazioni sono importantissime, e allora vado ma appena ritengo di aver svolto il mio "compito" vado subito via. Evito queste feste Vip e glamour perché ritengo che siano il trionfo della falsità, del sorriso a tutti i costi, del "Ciao, complimenti come sei bravo", e poi appena giri le spalle parlano male di te. Allora me ne sto a casa con mia moglie a vedere un film, o me ne vado al cinema con altre coppie di amici, o mangiare una pizza con le persone a cui voglio bene, e come si dice a Roma "sto 'na favola".
Adoro stare in casa con mia moglie, anche per ricavarci quel poco di intimità, che il mio lavoro in gran parte ti toglie. Ma ripeto va bene così. Ogni lavoro ha i suoi lati positivi e negativi.
Non sono un tipo che quando è in mezzo alla gente, o in giro per una passeggiata si tira indietro da un autografo, da una foto, o da un saluto. L'umiltà e la disponibilità al pubblico è dovuta.
Concludo dicendo, per anticiparvi la prossima puntata, che l'amore profondo che lega me e mia moglie l'uno all'altra è sempre forte da quando cinque anni e mezzo fa ci siamo incontrati, e questo amore ci ha regalato una grande gioia, che riempirà la nostra casa a fine novembre...il piccolo Brugia.
Danilo Brugia
Mercoledì 4 ottobre
LA SOAP CI OBBLIGA A ESSERE SIMPATICI
Questa mia prima esperienza televisiva in una lunga serialità, mi ha
fatto capire tante cose in piano professionale ma altrettante e più
importanti sul piano personale. Mi ha insegnato infatti a trovare il
modo di accettare e farmi accettare caratterialmente da tutti i miei
colleghi.
San Giusto Canavese, infatti, il luogo dove giriamo
"Centovetrine",è un piccolo paese alle porte di Torino, dove tutti noi
viviamo come un ipotetico "Grande fratello". Oltre che nel set siamo
costretti ad incontrarci anche nella vita di tutti i giorni e la cosa
più difficile è dividere il set dalla vita reale. Pensate un po' a come
si faccia, per esempio, a litigare o discutere con una persona quando
sai che poi, magari dopo un quarto d'ora sul set, la dovrai abbracciare
e baciare appassionatamente. Per fortuna con le mie partner sceniche,
Francesca Rettondini e Melania Maccaferri, abbiamo un rapporto ottimo
sul piano personale e un grande affiatamento su quello professionale.
Non vi nascondo, però, che ci sono state delle volte nelle quali mi
sono sentito in reale e umano disagio nel baciare per fiction Melania
alias Francesca Bettini, dopo aver detto a Gloria, mia moglie per
fiction, che la amavo appassionatamente. Allora le cose sono due: o
sono troppo fedele o delle volte l'attore lascia il passo all'uomo.
Faccio un casino indefinibile! Infatti anche con mia moglie vera,
Alessia, mi sento più protettivo, perché penso a quanto sarebbe triste
nella vita reale se Marco vivesse i tormenti di Michele. Un bacio a
tutti. A domani.
Marco Falaguasta
Mercoledì 4 ottobre
SECONDA PUNTATA...
Vi ho lasciato ieri con un po' di suspense, proprio come accade in una puntata di CentoVetrine (la soap in cui recito). Il destino mi stava concedendo una seconda possibilità vi dicevo. Ebbene sì perché parallelamente al calcio, avevo sempre coltivato la passione per il canto, ascoltando in casa i miei cantanti italiani preferiti (Renato Zero, Baglioni, Massimo Ranieri, Ramazzotti, Elton John, Lionel Ritchie, Queen ecc.) e cantando insieme a loro o da solo con le basi per karaoke. Così facendo non mi accorgevo ma mi allenavo al canto, formavo e limavo i miei gusti musicali, che sono pop-melodici (infatti oggi ascolto molto Francesco Renga, Tiziano Ferro, Nek ecc.). All'età di 16 anni più o meno, mio padre, amante del "bel canto" e forse più contento che io cantassi piuttosto che corressi sui campi, mi spinse a partecipare ad un concorso per giovani voci, sebbene io fossi davvero molto timido, caratteristica che oggi in parte conservo ancora (strano vero per il lavoro che faccio!). Dopo quest'esperienza mi buttai per gioco in alcuni programmi televisivi come "Beato tra le donne", e man mano capiì che quella dello spettacolo era la mia strada. Sul palco mi sentivo a mio agio, cantare mi toglieva la timidezza e mi regalava energia, emozioni, che con la mia interpretazione cercavo di trasmettere al pubblico che mi ascoltava. Così cominciai a investire i primi guadagni nello studio del canto. Arrivò la mia prima grande occasione: "Carramba che fortuna" con Raffaella Carrà, che oltre ad essere una grande artista, fu per me maestra, mamma e amica. Lei e quella trasmissione mi insegnarono davvero tanto, e per questo gliene sarò sempre riconoscente. Ma a vent'anni uscito di lì fui subito consapevole che nessuno ti regalava niente, anzi, e così con il supporto costante di mio papà, mi rimboccai le maniche con umiltà, che ritengo sia il segreto per andare avanti e cercai di trovare la mia strada, il mio percorso. Per quattro, cinque anni cercai di "sfondare" nel mondo della musica, perchè il canto era la mia prima grande passione. Riusciì ad arrivare al Festival di Castrocaro con un brano inedito dal titolo "6 Speciale", incisi il singolo che uscì nei negozi di musica, ma questo non bastò ad aprirmi le porte.
La delusione prese di nuovo il sopravvento, perchè compresi che non avrei avuto sbocchi, vie d'uscita, ma la voglia di emergere c'era e tanta, e non volevo arrendermi. Non tutto però era in salita; durante questo periodo conobbi quello che poi sarebbe stato il grande e immenso amore della mia vita, la luce dei miei giorni, la mia forza e la mia fortuna: Flavia, mia moglie. Mi ha conosciuto che non ero nessuno ed insieme passo dopo passo mi è stata accanto sino al traguardo importante di oggi. Con lei a fianco e sulle ali dell'entusiasmo mi diedi da fare, perchè soprattutto a lei volevo dimostrare quanto valevo. Studiavo canto, recitazione, danza, facevo provini, finchè dopo un anno e mezzo di stop Mara Venier, altra mia grande amica insieme con il neo-marito Nicola Carraro, grande uomo, mi prese a "Domenica In" infondendo in me nuova fiducia. Poi venni preso come protagonista nel musical "FAME - SARANNO FAMOSI" nel ruolo Nick Piazza, un giovane che veniva dalla tv e desiderava diventare un bravo attore...insomma quello che volevo io. Per cui non mi fu difficile interpretarlo e così questo ruolo e il musical mi portarono davvero molta fortuna. Ora sono qui a CentoVetrine, una immensa occasione che sfrutterò impegnandomi tantissimo come sto facendo per crescere e perchè questa possa essere un trampolino di lancio. Ringrazio mia moglie per essermi accanto! Ci vediamo domani per un'altra puntata...
Danilo Brugia
Martedì 3 ottobre
LA FESTA DEI TEATRI A ROMA
Cari amici è con
grande entusiasmo che vi racconto una giornata memorabile, quella di
domenica!
A Roma, nella mia città, si è tenuta la seconda edizione della
festa dei teatri. Un'iniziativa proposta e organizzata dal Comune di
Roma e dall'AGIS per incentivare e diffondere la cultura teatrale!
C'era la possibilità di andare in tutti i teatri di Roma al prezzo
stracciato di 2 euro.
Non avete idea della gente che si è riversata
nei teatri romani. Per un giorno Roma ha visto scorrere per le sue vie
un'infinità di persone che uscivano per andare ad assistere ad uno
spettacolo!
Per me è stata un enorme soddisfazione vedere tutto
quell'interesse, tutta quella partecipazione e quell'entusiasmo da
parte della gente. Per me che vengo dal teatro e che al teatro devo
tutto è stato bello vedere che questo genere di spettacolo dal vivo
suscita tutto questo interesse!
Purtroppo non sempre è cosi, nei
confronti del teatro si ha, infatti, una sorta di pregiudizio che porta
a vederlo come un luogo di noia e di cose antiche. Cosi non è, posso
garantire!
A teatro succedono anche cose divertenti, spassose, belle!
A me di cose belle in teatro ne sono successe tante, una per tutte lo
scorso anno a dicembre: ero in scena nel piccolo Teatro Testaccio di
Roma, con una mia commedia. Bene in quel piccolo teatro, quasi
casualmente, è venuto, come semplice spettatore, il responsabile
casting di Centovetrine che mi ha visto e invitato a fare il provino
per la parte che poi sarebbe diventata mia, quella ovviamente di
Michele Raggi!
Come non poter essere grato, quindi, a quelle tavole
che mi hanno portato da un piccolo teatro polveroso alla visibilità
nazionale!?
Certo ci sono voluti 15 lunghissimi anni per fare il
grande salto, 15 anni di gavetta tra teatri piccoli e grandi, trascorsi
tra estenuanti tournée in giro per i posti più disparati dell'Italia!
Sapeste in quanti conventi ho dormito, in quanti piccoli alberghetti
con il bagno in corridoio ho trascorso le poche ore di sonno! Tutto
questo, ovviamente, per risparmiare soldi sulla magra diaria
giornaliera.
Eppure, nonostante tutto, per tanti anni ho pensato che
nella mia vita avrei fatto solo teatro, fu Fiorenzo Fiorentini, grande
maestro di teatro e di vita, a dirmi con il suo inconfodibile spirito
romano: " Nun di' stronz***, sei un bel ragazzo, sfrutta sta faccia,
che se non fai televisione, nun esisti!" Quanto aveva ragione il
vecchio Fiorenzo!
Oggi grazie anche a Centovetrine, ogni volta che
recito a teatro, ci sono almeno la metà degli spettatori che vengono
per vedere dal vivo il loro beniamino che, ovviamente, non sono io ma
Michele Raggi!
Allora sapete che vi dico: grazie Michele, continuiamo
questa simpatica convivenza!
Un saluto a tutti
Marco Falaguasta
Martedì 3 ottobre
CIAO A TUTTI! (PRIMA PUNTATA)
Cari lettori di Tv Sorrisi e Canzoni e affezionati fan di CentoVetrine, eccomi qui a parlarvi un po' di me, a cercare di rendermi meno "distante" da voi, meno di quanto la barriera televisiva determini.
Innanzittutto colgo subito la palla in balzo per ringraziarvi tutti per l'infinito affetto con cui ricambiate il mio lavoro sul set, l'impegno che quotidianamente metto. L'attore vive anche dell'affetto del pubblico e io mi ritengo davvero fortunato. Grazie!
Quando mi hanno proposto di parlare un pò di me nel blog di Tv Sorrisi e Canzoni non ho esitato a dire di sì perché è un modo per incontrare la gente, e rendere la figura dell'attore più umana e meno "divistica". Anche io grazie a Dio ho una vita ed emozioni normali come tutti.
Forse non tutti sanno che nasco a Roma, splendida e calorosa città (e...scusate il campanilismo), ventotto anni fa, da genitori che mi hanno amato moltissimo e mi hanno educato sempre con i sani valori della famiglia, della fede e dell'onestà, del lavoro e del concetto che nulla è dovuto, ma va guadagnato giorno per giorno e apprezzato poco o tanto che sia. Per questo ancora oggi non do nulla per scontato.
Sacrificio nel lavoro e per la famiglia e la fiducia in se stessi sono punti fermi per me.
In questo credo che mi abbia aiutato molto lo sport, infatti dall'età di 6 anni ho vissuto di pane e calcio praticamente. Ho amato questo sport dedicandogli tutto il mio tempo libero, e qualcosa rubavo anche allo studio (...non ero un secchione ma me la sono sempre cavata). Ho giocato anche a livello professionistico e ho militato nelle giovanili della Roma, la "magica" squadra per cui tifo, fino ad arrivare in serie C2 con la Viterbese. Credevo in questo sogno e volevo si realizzasse, e la mia famiglia lo voleva quanto me, in particolare mia madre e i miei nonni materni, che mi avevano seguito ovunque! Poi quando ero lì a un passo l'illusione tenera che il mondo del calcio fosse onesto e meritocratico ha fatto spazio ad una grande delusione. Così si è chiusa una porta.... Ma il destino mi avrebbe regalato una seconda possibilità e io non lo sapevo. E anche voi lo saprete domani, da buon attore di soap vi lascio un po' di suspense....
Danilo Brugia
Lunedì 2 ottobre
ABITUARSI AD AVERE UNA DOPPIA IDENTITÀ
Ciao a tutti e benvenuti!
Voglio condividere con voi la stranissima sensazione di avere una doppia personalità, un doppio nome, un doppio carattere, in sintesi essere anche un altro da te!
Da quando sono entrato in Centovetrine nel ruolo di Michele Raggi, ho dovuto imparare a convivere con il mio personaggio e soprattutto ho dovuto fare l'abitudine a girarmi quando
la gente mi chiama e con tanto affetto Michele. La sensazione è strana perchè scopri di comunicare con le persone, di scambiare idee a pareri per interposta persona. Di fatti al mio pubblico non interessa niente (e giustamente) di Marco Falaguasta, della sua vita e dei suoi pensieri, per gli appassionati di CentoVetrine, esisto in quanto sono Michele e vogliono sapere tutto del loro beniamino e dei suoi intrecci con gli altri protagonisti della soap. Vedo negli occhi delle persone che mi ascoltano un grande entusiasmo quando parlo da Michele, quando racconto
di Michele e questo ovviamente mi fa tanto piacere, perchè significa che sono riuscito a dargli un'anima e una dignità ben precisa, si stupiscono poi nello scoprirmi completamente diverso dal mio personaggio. Lui, Michele, è chiuso, scontroso, per certi versi poco simpatico, mentre io sono solare, aperto e credo, cordiale! Vivere questa doppia dimensione è avvincente e paradossale allo stesso tempo!
Ma del resto, una volta, parlando con Proietti, Gigi mi disse: " Esistono tre tipi di notorietà, la prima è quando la gente ti guarda e dice: quello l'ho visto da qualche parte! La seconda è quando ti chiamano con il nome del tuo personaggio, la terza è quando dicono: Quello è Proietti che fa il Maresciallo Rocca!".
Speriamo un giorno di arrivare al terzo tipo, anche se nei panni di Raggi mi trovo benissimo
e mi fa molto piacere il calore, l'affetto e la cordialità con la quale i nostri appassionati mi fermano e mi dimostrano la loro stima! Grazie a tutti, continuate pure a chiamarmi Michele, fermatemi io da parte mia vi garantisco la mia disponibilità e il mio sorriso.
Un'ultima cosa, anche a mia figlia, a scuola dicono: Tu sei la figlia di Raggi?! Significa che a 'sto Raggi gli ho dato proprio tutto quello che avevo, anche una figlia meravigliosa, che lui non avrebbe!
Un saluto a tutti e un bacione!
Marco Falaguasta
Lunedì 2 ottobre
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