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| Io che non so parlare d’amore |
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| «Non riesco a raccontare il mio privato perché poi lo vedo travisato. E questo mi fa sentire ridicolo e tradito». Così si sfoga il giovane attore, protagonista di «Questa notte è ancora nostra». La pellicola, che vede nel cast anche il conduttore di «Ballarò» Giovani Floris, è solo una delle tante che potrete seguire nel weekend pasquale sul grande schermo. Da non perdere anche «Colpo d'occhio», con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini, e il fantasy «Spiderwick» |
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21/3/2008 |
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 di Alberto Anile
Una cosa fa arrabbiare Nicolas Vaporidis: parlare d’amore. Ma qui la domanda s’impone. Perché in «Questa notte è ancora nostra» il giovane attore recita con Ilaria Spada, conosciuta sul set e data ormai da tutti come la sua fidanzata. Più che un’arrabbiatura comincia un vero e proprio sfogo: o Vaporidis è stanco per il superlavoro o l’argomento tocca un nervo scoperto.
Vaporidis, questa storia della Spada è vera o no?
«Se mi chiede se stiamo insieme, le dico sì. Ma nient’altro. Non voglio parlare del mio privato. Non è vostro diritto né mio dovere, è una cosa che preferisco mantenere riservata. Ho difficoltà a raccontarlo agli amici, figuriamoci in giro».
La infastidisce molto che la stampa parli del suo privato.
«Uno dice una parola e viene fuori che Ilaria Spada è pazza di Vaporidis! Non è questo che voglio leggere di me sui giornali e non è questo che credo interessi agli altri! E se dovesse interessargli, si tratta di un target che considero fino a un certo punto...».
Be’, parecchie lettrici sono curiose della sua vita...
«Ben venga la curiosità, ma non mi si può chiedere una confessione. I paparazzi non fanno altro che inseguirmi, sono monitorato minuto per minuto, se poi lo vado anche a raccontare sembra che lo voglia esibire. All’inizio nelle interviste ero spontaneo, anche ingenuo nel raccontare cose, poi me le sono trovate scritte sui giornali con un taglio esasperato. Mi sono
sentito ridicolo, tradito. Della mia relazione con Ilaria non mi vergogno, ma neanche voglio esibirla come se avessi vinto un premio».
Su un set si innamorò anche della Capotondi.
«Ma non è vero che sul lavoro m’innamoro sempre. In nove film mi è successo solo due volte. Lavorando è naturale
che un’attrice giovane e bella che piace all’Italia possa piacere anche a te. Con Ilaria comunque ho pochissime scene e nessuna sentimentale, lei fa la migliore amica di Valentina Izumì, che è la vera protagonista. Le mie scene sono in gran parte con Massimiliano Bruno. Di cui non mi sono innamorato, fortunatamente».
«Questa notte è ancora nostra» racconta il legame tra una giovane cinese, la Izumì, e un romano, lei, che fa il becchino.
«Sul set era un continuo fare gesti scaramantici da parte di chi mi stava intorno».
Quella cinese è una delle comunità più vaste e misteriose di Roma. Ora, quando entra nel quartiere cinese dietro la Stazione Termini, la comprende meglio?
«Più o meno come prima. Per capire i cinesi a Roma un film non basta. Non è un film sociologico, è tutto trattato in
modo leggero».
Il bello e il brutto della sua professione.
«Il bello sono le riprese. L’alba quando prepari la scena, il trasporto che hai mentre lavori, sperando che sia qualcosa di nuovo, di forte. Poi in sala è una soddisfazione grande regalare le tue emozioni a quanti ti vedono. Il brutto l’ho detto: l’invadenza. Essere continuamente derubato di momenti e dettagli anche mentre mangi o stai con gli amici...».
«Questa notte è ancora nostra» è il verso di un brano di Venditti che lei conosce bene, «Notte prima degli esami». Non sono un po’ troppi tre film col titolo tratto dalla stessa canzone?
«Le posso dire solo che quando ho iniziato le riprese il film non si chiamava così, questo titolo gli è stato dato dopo. Non decido io i titoli, non è tra le mie facoltà».
Brizzi e Martani, che l’hanno diretta nelle due «Notti» e in «Cemento armato», qui sono solo co-sceneggiatori. La
dirigeranno ancora?
«Spero di sì. Non lavorerò nel prossimo di Brizzi e mi dispiace molto. D’altra parte non sarebbe neanche normale
fare tutti i film insieme. Non sono coincise le date».
Ho sentito che potrebbe far parte del film di Placido sul ’68.
«Sì, è una mezza idea, ma talmente campata per aria che non mi sento di parlarne…».
QUESTA NOTTE È ANCORA NOSTRA @@@
Commedia (Italia, 2008), dur. 100’, di Genovese & Miniero, con Nicolas Vaporidis, Valentina Izumì, Ilaria Spada.
Massimo, un giovane becchino con sogni da rockstar, corteggia Jing, una ragazza cinese, con l’obiettivo di reclutarla come cantante nella sua band. Finché scopre che i genitori di lei l’hanno destinata in matrimonio a un grosso possidente cinese della zona... Spiritosa commedia degli equivoci, sull’amore «prima degli esami» e le barriere fra culture diverse.
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(Tv Sorrisi e Canzoni n.13 - 2008) |
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