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| E ora arrivano le nonne delle Veline |
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| Teo Mammucari conduce l'inedito varietà estivo di Canale 5. Protagoniste un gruppo di donne della terza età. Che si contendono (con grinta) un premio di 250 mila euro |
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20/6/2003 |
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di Franco Bagnasco (foto Studio Petrosino)
Dalla terza abbondante alla terza età tele-dipendente. Da «Veline» a «Velone», insomma. Prima o poi era nell'ordine delle cose che la mutazione avvenisse. Ma con il rispetto che si deve alle signore, assicurano da queste parti. Prima o poi Ricci Antonio da Albenga, padre-padrone di «Striscia la notizia», non poteva non decidere che, dopo aver costruito un monumento a se stesso e ironizzato sul medesimo (l'estate scorsa con «Veline», anticipando il film di Muccino), ora non fosse il caso di presentare la collezione autunno-inverno (si parla di stagioni della vita) di chi rivendica il proprio quarto d'ora di celebrità. Eccole allora, le «Velone», pattuglia di agguerrite damigelle over 65 pronte a contendersi il premio finale di ben 250 mila euro nel programma dell'estate di Canale 5, quello che tappa il buco lasciato dal Tg del satiro ligure. 66 puntate in onda dal lunedì al sabato, alle 20,30, a partire dal 9 giugno; conduce Teo Mammucari. Per portare a casa il malloppo le nostre non devono far molto: basta raccontarsi al pubblico, prestarsi a qualche giochino, e - ovviamente - lanciarsi nei mitici stacchetti ballati che hanno reso celebri le loro «nipotine».
«Mais non lo vedét, che siéte grass?» avverte Yolande Minzoni, 75 anni, un metro e sessanta di peperino francese, sferzando le colleghe sul set fotografico di «Sorrisi». Vedova, sei figli dai 43 ai 57 anni, ormai naturalizzata italiana ma con un accento che paga ancora pegno nei confronti dell'Ispettor Clouseau, Yolande fa il diavolo a cinque: canticchia, ammicca, saltella, si sdraia con fare peccaminoso. «Oui, son qui per ridèr, per passar le temp. I capeli no, non mi piasce così» intima alla parrucchiera. Più in là, c'è la garbata Raffaella De Palo, 67 anni, milanese, eloquio forbito, accompagnata da amica e sorella compiacenti. «Massì, è l'ultima follia della mia vita» premette. «L'ha detto anche mio marito: va' e fa il tuo canto del cigno. Brillante la son sempre stata, e in passato studiai lirica, ma nella vita ho sempre lavorato, dai 12 ai 63 anni: impiegata, segretaria di dirigenti Montedison e per l'ex Federchimica. Se potessi cantare mi piacerebbe interpretare “Tonight”, da “West Side Story”. Ma non so se sarà possibile...».
Le prime piazze toccate dalle «Velone» saranno Caorle, Andalo e Cervia, ma altre località di villeggiatura le attendono con ansia. «Ci sono arrivate quasi 3000 domande di partecipazione» spiega Gianna Tani, 56 anni, papessa dei casting Mediaset. «Queste signore sono briose, simpatiche, spesso più curate delle ventenni, e hanno voglia di prendersi in giro. Certo, amano mostrarsi, ma sanno che per loro non ci sarà una carriera nello spettacolo: vogliono vincere il premio, questo sì». E lei, eminenza grigia di «Matricole» e «Meteore», donna che da vent'anni provina tutti i personaggi arrivati al successo nel vivaio Mediaset, parteciperebbe a un programma del genere? «Sicuramente no» risponde la Tani. «Anche se non sembra, sono timida. E in più tendo a gesticolare troppo, e davanti a una telecamera non va bene. Per correggermi, divento innaturale». E che dire di tutti i programmi, dalla «Corrida» in poi, che mettono la gente comune sotto i riflettori, oggi più che mai? «Pensi che la “Corrida” tv la proposi io a Corrado, quando iniziai 26 anni fa facendo il produttore per le tv regionali, ma lì per lì la giudicò inefficace. L'utilizzo della gente comune in video ha abbattuto i costi per le reti; di certo però la fantasia sta scemando».
Al servizio del programma (e in procinto di realizzarne uno tutto suo la prossima stagione per Mediaset) Teo Mammucari si dice pronto a rinunciare all'ormai proverbiale cattiveria. «Io non sono cattivo, in realtà» azzarda «e comunque in questo caso non serve esserlo. Lo diventavo quando lo scorso anno mi si presentavano davanti ragazze di vent'anni che dicevano di volersi rifare il seno per far le Veline. Arrivava un messaggio sbagliato a casa, e mi arrabbiavo. Con le Velone sarà molto diverso, queste donne hanno un vissuto».
Alcune di loro, va detto, sono semi-professioniste del casting estremo. Come Luciana Vida, 76 anni, 125 apparizioni fra spot, particine e comparsate tv in pochi anni. Più scafata di Pippo Baudo, primadonna naturale già in leggera competizione con la scoppiettante Yolande, al solo apparire del taccuino sfodera il miglior sorriso e cerca di allettare il cronista con ogni mezzo lecito: «Ho fatto pubblicità, lavori per Canale 5, ottenuto un successo incredibile interpretando la Fatina Smemorina: anche i primari di pediatria negli ospedali mi facevano firmare autografi. Sono intonata, dinamica, a 47 anni ho subìto una mastectomia e porto la protesi da allora con l'invalidità al 67%. Però ballo». Le basta? Tu dici: «sì, grazie», passando alla prossima. E lei: «E comunque se non le basta, per scrivere di me, le dico anche che quando ho deciso di venire qui, mio figlio non era d'accordo...». Bastava, signora, bastava. Mimma («ma di giusto faccio Domenica») Catalano, 70 anni, di origine catanese, «due figli e un marito», ha invece trascorsi come odalisca con Pamela Prati e partecipazioni a «Ciao Darwin» e «Non dimenticate lo spazzolino da denti». Niente a che vedere con la teledebuttante «Angela Damilano tutto attaccato e vengo da Milano», 72 anni. «Ho fatto 10 anni di teatro e per vivere la pedicure. Ora son pensionata, divorziata, senza figli, sola. Ballerò. Mi piacerebbe cantare ma mi esce la voce di un travestito, meglio di no». E se Angela Borghetti, 69 anni, di Rho, Milano, rimase folgorata sulla via dello spettacolo «nell'82, quando, passando per caso in piazza Duomo a Milano Renato Castellani mi scelse come comparsa per la fiction “Verdi”», Carmela Sangermano, 69 anni, tarantina residente a Cologno Monzese bussa da dieci anni alle porte di Mediaset in cerca di visibilità.
Tra le «Velone» però c'è anche chi non risponde a ogni costo alla sirena della tv. Chi non si adagierebbe sul classico sofà del produttore. Come Maria Foresta, 66 anni, «di Petilia Policastro, Crotone, ma residente a Milano», con «una figlia che fa la modella ma non la chiamano tanto. Io non faccio i “bbucche” fotografici come lei». «Una volta dissi di no» racconta Maria. «Partecipando a “Perdonami” di Mengacci, qualche anno fa, mi chiesero di recitare la parte della ragazza madre che veniva dal Sud. Robe da matti: io che ero arrivata vergine al matrimonio, figurarsi se facevo una cosa simile. Ma neanche per dieci milioni...». |
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LE VELONE |
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